Animix, a Tel Aviv il festival del fumetto e dell’animazione

di Nathan Greppi
TEL-AVIV Una volta entrati, due sono i dettagli che saltano all’occhio: il primo è che la maggior parte dei visitatori erano bambini con i genitori che li accompagnavano, mentre i ragazzi e gli adulti senza figli erano una minoranza; il secondo è che tra gli stand spiccavano molto le autoproduzioni indipendenti. Queste, che di norma nelle fiere italiane hanno degli spazi appositi minori rispetto alle case editrici, in Israele al contrario hanno un ruolo chiave in un paese dove l’editoria del fumetto è ancora di dimensioni relativamente modeste.

Queste sono le prime impressioni che restano nella mente visitando Animix, il festival israeliano dell’animazione, dei fumetti e delle vignette tenutosi al Cinematheque di Tel Aviv dal 9 al 13 agosto.

Nel corso della fiera, giunta quest’anno alla 22° edizione, oltre a girare per i tavoli da esposizione dove si potevano acquistare fumetti, modellini e pupazzi ispirati ai personaggi Marvel, i partecipanti potevano farsi fare un ritratto in stile caricaturale. Inoltre, potevano assistere ai film d’animazione proiettati nelle sale cinematografiche, che includevano opere Disney, Marvel, anime giapponesi o cartoni europei per un pubblico adulto.

Si sono potuti seguire incontri e dibattiti su vari temi: ad esempio su come avviene il passaggio dal fumetto a film e cartoni, come avviene nei manga e anime giapponesi o per l’universo Marvel. Mentre degli animatori professionisti spiegavano a chi fosse interessato a quella strada come cercare lavoro una volta finiti gli studi, e in quali settori possono lavorare.

Una peculiarità di questa edizione è che, per la prima volta nella storia del festival, sono stati ospitati due artisti provenienti da paesi arabi che hanno firmato da poco accordi di pace con Israele: Saad Jalal, fumettista marocchino che ha pubblicato i propri lavori sui più importanti giornali del suo paese, e Mohammed Saeed Harib, animatore emiratino e creatore di FREEJ, una delle più popolari serie animate del mondo arabo.

Altri ospiti dall’estero includevano l’autrice britannica Carol Isaacs, che nel suo romanzo a fumetti The Wolf of Baghdad racconta le vicende della sua famiglia ebraica costretta a lasciare l’Iraq a causa delle persecuzioni, e Nicolas Grivel, agente letterario francese molto attivo nel mercato del fumetto d’oltralpe. Quest’ultimo, illustrando i dati delle pubblicazioni di fumetti in Francia, ha fatto diversi esempi su come oggi è un mercato rivolto non più solo ai giovani come un tempo, ma a tutte le fasce d’età. Questo perché nel tempo ha saputo trattare anche tematiche sociali, politiche e storiche di un certo spessore: “Oggi si può parlare di tutto nei fumetti, ma devi sempre sapere bene di cosa stai parlando,” ha dichiarato.

Pur non essendoci ospiti italiani, l’Italia si è comunque ritagliata uno spazio in seno all’offerta culturale del festival: tra i film d’animazione proiettati c’era La famosa invasione degli orsi in Sicilia, coproduzione italo-francese del 2019 diretta da Lorenzo Mattotti e tratta da un romanzo di Dino Buzzati. Inoltre, nel suo intervento Grivel ha citato tra i suoi classici di riferimento il personaggio di Corto Maltese creato da Hugo Pratt, oltre ad indicare tra i più importanti autori contemporanei gli italiani Igort e Zerocalcare.