Nissim: “Un luogo di memoria, nel luogo della più grande devastazione”

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di Davide Foa

“È stato un grande risultato, un grande avvenimento per la Polonia”. Con queste parole Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, esprime la propria soddisfazione in merito all’inaugurazione del nuovo giardino dei Giusti a Varsavia, avvenuta il 5 giugno scorso. Il nuovo giardino si trova nel quartiere di Wola, nei pressi di quello che un tempo era il ghetto di Varsavia e di cui, oggi , rimangono pochi mattoni.

“Tutto nasce da una collaborazione italo-polacca- prosegue Nissim- e senza il giardino di Milano non ci sarebbe stato neanche il giardino di Varsavia: è un successo anche per la nostra città”. Il giardino appena inaugurato in Polonia nasce infatti sull’esempio di quello milanese, inaugurato il 24 gennaio 2003 presso il parco del Monte Stella.

Ma la collaborazione tra italiani e polacchi non finisce qui; come ricorda il presidente Nissim, “i deputati italiani e polacchi, al parlamento europeo, hanno costituito il nucleo fondamentale per raggiungere la maggioranza in merito alla mozione sulla giornata europea dei Giusti”.

Alla cerimonia hanno partecipato diverse centinaia di persone e forte è stato l’interesse delle istituzioni politiche e dei media locali.

“Il giardino ha avuto effetti anche sulla visita di Obama che, nel discorso tenuto a Varsavia il giorno prima dell’inaugurazione del giardino, ha ricordato Jan Karski , Marek Edelman e in generale i combattenti del ghetto di Varsavia.”

Questi i nomi dei Giusti a cui sono stati dedicati i cippi degli alberi: Marek Edelman, vicecomandante dell’insurrezione del ghetto di Varsavia; Jan Karski, emissario dello Stato clandestino polacco che ha tentato invano di far conoscere al mondo lo sterminio degli ebrei; Magdalena Grodzka-Guzkowska, soldato dell’esercito clandestino polacco che è stata capace di salvare molti ebrei del Ghetto; Tadeusz Mazowiecki, ex primo ministro e presidente del comitato promotore del giardino nonché membro fondatore di Solidarnosc; Antonia Locatelli, missionaria italiana uccisa in Rwanda; Anna Politkovskaja, giornalista russa uccisa per i suoi reportage sulla Cecenia.

Basta leggere questi nomi per capire le parole di Nissim: “il giardino ha una valenza universale e vuole richiamare la memoria di Giusti che hanno lottato contro il male estremo”.

Un male che non riguarda, quindi, solo la Shoah ma anche i totalitarismi e i genocidi contro i quali combatterono dei Giusti che, in questo nuovo angolo di verde, vengono ricordati.

Eppure, sarebbe riduttivo dare a questo luogo unicamente il compito di ricordare; “il giardino è anche un momento di purificazione morale per la Polonia, la cui popolazione è stata certamente poco solidale nei confronti degli ebrei”.

La memoria dell’Olocausto e la popolazione polacca non sono mai andate molto d’accordo. “Fino all’89, nonostante tutto quello che era successo, la memoria della Shoah veniva poco considerata e non bisogna dimenticare le campagne antisioniste degli anni’70 che costrinsero molti cittadini ebrei polacchi, specie quelli del mondo accademico, ad emigrare. Soltanto con la vittoria di Solidarnosc è ritornata di attualità una memoria che era stata rimossa”.

Nissim assicura inoltre che “oggi ci sono un interesse e un’attenzione che per anni sono mancati.”

Questa nuova partecipazione dei polacchi è dimostrata non solo dal gran numero di persone presenti alla cerimonia, ma anche dall’adesione e dal sostegno dimostrato, al progetto di Gariwo, da parte di associazioni e istituzioni polacche come la Casa di Incontri con la Storia.

Un grande successo dunque per Gariwo, ma il lavoro certo non finisce qui.

Nissim svela infatti un progetto per il futuro, che riguarderà una città fondamentale per la memoria ebraica. “Stiamo lavorando per creare un giardino dei Giusti a Praga” (alla cerimonia del 5 giugno era infatti presente  anche una delegazione praghese).

“Praga è sicuramente uno dei prossimi obiettivi di Gariwo. Spesso infatti dimentichiamo che gli ebrei erano soprattutto lì, in quella parte dell’Europa.”

Sempre guardando al futuro, Nissim spera che il giardino di Varsavia diventi presto una tappa fondamentale per chi oggi vuole visitare i luoghi della memoria.

“È un risultato del nostro lavoro come Gariwo. Abbiamo contribuito ad aprire un discorso sulla memoria la dove questa è sempre stata molto difficile.”

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