di Pietro Baragiola
Secondo quanto dichiarato da Macklemore, tutti i proventi del nuovo tour saranno devoluti ad organizzazioni impegnate nell’assistenza o nell’attivismo a favore dei palestinesi tra cui: Gaza Soup Kitchen, Palestine Children’s Relief Fund e il Medical Aid for Palestinian. Alcune realtà che riceveranno queste donazioni, come Anera e Map, sono state però schedate da NGO Monitor come “presenti in documenti interni di Hamas recuperati a Gaza”. Secondo la piattaforma Watchdog, inoltre, alcuni alti dipendenti di queste realtà sarebbero stati accusati di essere affiliati ad Hamas e collegati alle Brigate al-Qassam.
Dopo l’esclusione dal tour di Ed Sheeran per aver dichiarato “Free Palestine” davanti ai fan, il rapper americano Macklemore sta per tornare alla ribalta con una nuova tournée interamente dedicata alla causa palestinese.
Secondo l’annuncio, rilasciato negli ultimi giorni dalla Live Nation UK, il “Free Palestine Tour” partirà ufficialmente il 26 ottobre da Dublino e proseguirà a Parigi il 29 e a Londra il 30, nella rinomata Wembley Arena.
Questa decisione ha provocato l’immediata reazione delle comunità ebraiche di tutto il Regno Unito, capitanate dalla Jewish Leadership Council (JLC) che oggi rappresenta sinagoghe, enti di volontariato e organizzazioni volte all’educazione dei giovani ebrei britannici.
“La decisione di Live Nation di promuovere questo tipo di concerto a Wembley solleva serie preoccupazioni” riporta l’organizzazione nel suo ultimo comunicato stampa. “Macklemore è libero di sostenere i diritti dei palestinesi ma è importante che vengano prese sul serio le nostre preoccupazioni legate alle immagini e al materiale che il rapper ha utilizzato nelle sue recenti esibizioni”.
Il nuovo tour

Il lancio del “Free Palestine Tour” arriva a poche settimane dalla controversia che ha portato all’allontanamento di Macklemore dal “Loop Tour” di Ed Sheeran.
Durante le date al MetLife Stadium in New Jersey, all’inizio di settembre, il rapper ha pronunciato dal palco lo slogan “Free Palestine”, accusato Israele di genocidio e mostrato immagini della guerra a Gaza durante l’esecuzione del brano “Hind’s Hall”, uno degli inni delle proteste pro-palestinesi nei campus americani.
Per via di questo comportamento inaccettabile la sua presenza è stata contestata dalle comunità ebraiche di tutto il mondo e da Robert Kraft, il proprietario del Gillette Stadium dove Sheeran avrebbe dovuto esibirsi.
Kraft ha accusato Macklemore di utilizzare “retorica e immagini antisemite” e, nonostante il rapper abbia respinto queste accuse sostenendo di opporsi solo alle politiche israeliane, Sheeran si è visto costretto ad escluderlo dalle restanti tappe del concerto.
Macklemore però non si è fermato e ha deciso di trasformare l’intera vicenda nel punto di partenza del suo nuovo tour.
“Come sapete, la mia agenda si è liberata un po’” ha scritto il rapper sui propri profili social. “Ciò che è accaduto è più grande di un artista o di un palco. È il 2026 ed essere apolitici durante un genocidio non funziona più.”
Le donazioni e le polemiche sui beneficiari
Secondo quanto dichiarato da Macklemore, tutti i proventi del nuovo tour saranno devoluti ad organizzazioni impegnate nell’assistenza o nell’attivismo a favore dei palestinesi tra cui: Gaza Soup Kitchen, Palestine Children’s Relief Fund e il Medical Aid for Palestinian.
Alcune realtà che riceveranno queste donazioni, come Anera e Map, sono state però schedate da NGO Monitor, l’organizzazione israeliana che analizza attività e finanziamenti delle ONG, come “presenti in documenti interni di Hamas recuperati a Gaza”.
Secondo la piattaforma Watchdog, inoltre, alcuni alti dipendenti di queste realtà sarebbero stati accusati di essere affiliati ad Hamas e collegati alle Brigate al-Qassam.
A questo proposito, particolarmente controversa è la presenza tra i beneficiari di Macklemore dell’organizzazione americana UNRWA USA, che raccoglie fondi a sostegno dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi.
Nel giugno 2026, infatti, l’ispettore generale di USAID ha trasmesso al Dipartimento di Stato i nomi di 101 dipendenti ed ex dipendenti per una possibile sospensione o esclusione dai programmi finanziati dagli Stati Uniti sulla base di informazioni che potrebbero accusarli di aver partecipato agli attacchi del 7 ottobre.
L’attenzione sulla UNRWA era già scattata nel febbraio del 2024 quando l’esercito israeliano aveva mostrato ai giornalisti un sistema di tunnel situato direttamente sotto il quartier generale dell’organizzazione a Gaza City, al cui interno si trovava quello che l’IDF ha identificato come un centro dati utilizzato da Hamas per attività di intelligence e comunicazione.
In attesa che Macklemore commenti la sua scelta di finanziare queste specifiche organizzazioni, la JLC chiede ai responsabili della Live Nation di chiarire quali sistemi intendano adottare affinché i nuovi concerti non diventino un ambiente ostile per il pubblico e il personale ebreo ma ancora nessuna risposta.



