di Pietro Baragiola
Eventi cancellati, produttori che hanno smesso di rispondere alle sue mail, follower in calo e insulti sui social. Dopo il 7 ottobre Noga Erez era convinta che la sua ascesa internazionale fosse arrivata alla fine, ma oggi, tre anni più tardi, la cantante israeliana è passata dal timore di essere di essere diventata un’artista “esclusa per sempre” fino a tornare sul palco del Coachella e a preparare un nuovo tour tra Europa e Nord America.
A raccontare questi ultimi anni sono la stessa Erez e Ori Rousso, suo compagno nella vita e nel lavoro, nella loro prima intervista concessa al sito Ynet dopo un lungo periodo di distanza dai media israeliani.
Prima dell’attacco di Hamas, la carriera dei due artisti sembrava avviata verso una dimensione sempre più internazionale: Erez aveva persino condiviso il palco con la star Robbie Williams durante il suo concerto a Tel Aviv. Poi è arrivato il 7 ottobre.
Nei mesi successivi diversi concerti di Noga sono stati cancellati e alcuni professionisti dell’industria musicale hanno preso le distanze da lei, smettendo di risponderle. Anche sui social il clima è cambiato rapidamente: la cantante ha perso centinaia di follower e ha continuato a ricevere messaggi sempre più ostili.
“È stato davvero difficile capire cosa stesse succedendo” ricorda Rousso. “In quel momento abbiamo pensato che la nostra carriera fosse finita”.
Erez ha deciso così di allontanarsi dall’attenzione pubblica a soli due giorni dal massacro, il 9 ottobre, e da allora non è più tornata a rilasciare interviste o a gestire i suoi account social che ancor oggi continuano ad essere aggiornati dal suo team.
Il ritorno al successo
Come molti musicisti israeliani, Erez e Rousso sono tornati a esibirsi solamente per rendere omaggio ai sopravvissuti del 7 ottobre e agli israeliani evacuati dalle proprie case, partecipando anche alle manifestazioni per chiedere la liberazione degli ostaggi.
A poco a poco poi la cantante ha riniziato ad esibirsi all’estero, tanto che nel 2024 ha aperto alcuni concerti di Pink e partecipato a diversi importanti festival musicali tedeschi. La vera sorpresa è arrivata però quando sono stati messi in vendita i biglietti per la sua nuova tournée.
“Vivevamo entrambi in una sorta di illusione di irrimediabile fallimento, creata in gran parte dai media e dai social” ha spiegato Erez. “Poi è arrivato il giorno in cui abbiamo messo in vendita i biglietti del nuovo tour e mi sono resa conto che la realtà era molto diversa. I numeri mi dicevano che ero un’artista da sold out.”
La ripartenza del tour è stata programmata con prudenza, scegliendo locali più piccoli, ma, dato che i biglietti sono andati subito esauriti, il team di Erez si è visto costretto ad aggiungere nuove date.
Secondo quanto raccontato dalla cantante, la conferma definitiva di questo ritorno al successo è arrivata nell’aprile 2026 con l’invito al Coachella: “è uno di quei posti che aveva subito rinunciato a noi e poi è tornato sui suoi passi. Ho capito che questo significava qualcosa e che eravamo riusciti a scavalcare un grande ostacolo.”
La cantante non attribuisce però il suo ritorno a un mutamento del clima nei confronti di Israele.
“Non è cambiato nulla nella realtà politica o nel modo in cui le persone ci guardano” ha aggiunto Erez in maniera molto pragmatica. “L’unica cosa che è cambiata è che abbiamo venduto abbastanza biglietti e alla fine parlano i soldi. Se sai portare pubblico, non ti cancellano così facilmente.”
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Il documentario “Noga”
Gli ultimi cinque anni della vita di Erez e Rousso sono stati trasformati in un documentario grazie a Noga, il progetto di 95 minuti diretto dai fratelli austriaci Jono e Benji Bergmann che ha avuto il suo debutto a metà giugno al Tribeca Film Festival 2026.
I registi hanno iniziato a seguire la coppia cinque anni fa, documentandone non soltanto la carriera ma anche le difficoltà personali, compresa una separazione durata alcuni mesi durante la pandemia.
Nel film trova spazio anche la decisione di avere una figlia. Prima della guerra, infatti, Erez non era certa di voler diventare madre, ma il 7 ottobre ha cambiato la sua prospettiva a riguardo e ora la piccola Toni viaggia sempre insieme ai genitori.
“Mi sono sempre chiesta: perché mettere al mondo un bambino in un mondo così orribile?” ha raccontato la cantante. “Poi tutto è diventato davvero terribile e ho sentito di doverlo fare. Dovevo portare una qualche forma di speranza nel mondo.”
Ora i due genitori sono pronti per i palchi internazionali e per la primavera 2027 contano su venue sempre più grandi, avendo registrato il tutto esaurito anche in Nord America ed Europa.
“Non vedo l’ora di vedere anche gli altri artisti israeliani riprendersi e tornare in auge” ha concluso Erez. “Voglio assistere al nostro Paese che risorge dalle ceneri del 7 ottobre.”
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