di Anna Balestrieri
“In seguito ad una valutazione della situazione tra i vertici dell’Idf, dello Shin Bet e del Mossad, si sta diffondendo in Israele la convinzione che l’incidente aereo della Flydubai sia stato un attacco terroristico”. Lo scrive Yedioth Ahronot. È stato accertato il sospetto che uno dei piloti (omanita) volesse abbattere l’aereo e l’altro (emiratino) lo abbia preso in controllo con l’aiuto dei passeggeri.
Un volo Flydubai diretto da Dubai a Tel Aviv è stato costretto a deviare verso l’Arabia Saudita dopo che uno dei piloti avrebbe aggredito e accoltellato il collega tentando di prendere il controllo dell’aereo. A bordo c’erano più di cento passeggeri israeliani.
Il volo FZ1073, partito da Dubai e diretto all’aeroporto Ben Gurion, ha lanciato inizialmente il codice di emergenza 7700, per poi passare al codice 7500, utilizzato per segnalare un’interferenza illecita o un dirottamento. L’aereo ha successivamente ripristinato il codice di emergenza e ha effettuato un atterraggio all’aeroporto Prince Sultan bin Abdulaziz di Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita.
Secondo fonti israeliane citate dal Jerusalem Post, l’episodio avrebbe rischiato di trasformarsi in una tragedia di proporzioni enormi. Durante la colluttazione tra i due piloti, infatti, l’aereo sarebbe precipitato di circa 4.000 metri di quota.
La reazione dei passeggeri
La situazione sarebbe stata aggravata dal tentativo dell’aggressore di estromettere il secondo pilota dalla cabina di comando. Alcuni passeggeri israeliani seduti nelle prime file, dopo essersi resi conto di quanto stava accadendo, sarebbero accorsi verso la cabina.
«Ho urlato agli altri piloti di correre e prendere il controllo dell’aereo», ha raccontato un passeggero al Jerusalem Post. Secondo la sua testimonianza, il gruppo sarebbe riuscito a trascinare l’aggressore fuori dalla cabina, permettendo agli altri piloti di rientrare e riprendere il controllo del velivolo.
Uno dei passeggeri ha raccontato che il pilota ferito era in condizioni critiche e che un dentista israeliano presente a bordo gli avrebbe prestato soccorso, contribuendo a salvargli la vita.
Una passeggera, Yasmin Abu Kasis, ha riferito inoltre che la figlia Miriam, che si trovava sull’aereo, aveva sentito urla e aveva visto un uomo impugnare un coltello. Secondo il racconto, il pavimento della cabina era coperto di sangue.
L’ipotesi di un attentato
Le autorità israeliane stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e soprattutto di stabilire quale fosse l’obiettivo dell’aggressore.
“In seguito ad una valutazione della situazione tra i vertici dell’Idf, dello Shin Bet e del Mossad, si sta diffondendo in Israele la convinzione che l’incidente aereo della Flydubai sia stato un attacco terroristico”. Lo scrive Yedioth Ahronot.
Non è ancora chiaro se il pilota intendesse dirottare l’aereo, farlo precipitare oppure condurre un attacco simile a quelli dell’11 settembre. Le autorità, tuttavia, ritengono che il tentativo di prendere il controllo dell’aereo fosse intenzionale.
Al termine della valutazione della situazione tra le forze armate israeliane, lo Shabukha e il Mossad, la crescente valutazione indica che l’evento sull’aereo Flydubai di stamattina (giovedì) è stato un atto terroristico: è stato accertato il sospetto che uno dei piloti volesse abbattere l’aereo e l’altro lo abbia preso in controllo con l’aiuto dei passeggeri. Entrambi i piloti sono omaniti e emirati. Il copilota omanita è quello sospettato di voler abbattere l’aereo.
Secondo una fonte israeliana, “un agente di sicurezza anonimo ha contribuito alla presa del controllo e altri piloti presenti sul volo hanno aiutato a atterrare”. Fonti israeliane sono coinvolte nell’indagine sull’evento in Arabia Saudita.
Caccia israeliani in allerta
Mentre l’aereo era ancora in volo, l’aviazione israeliana avrebbe fatto decollare alcuni caccia in previsione di una possibile emergenza e innalzato il livello di allerta.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione di sicurezza con i vertici della difesa. Anche il ministro della Difesa Israel Katz e il capo di stato maggiore Eyal Zamir hanno seguito direttamente la situazione.
Zamir ha inoltre cancellato un viaggio negli Stati Uniti durante il quale avrebbe dovuto incontrare il presidente dei Joint Chiefs of Staff, generale Dan Caine, e il comandante del Central Command, ammiraglio Brad Cooper.
Per precauzione, lo spazio aereo israeliano è stato temporaneamente chiuso dopo l’incidente e successivamente riaperto.
Tutti i passeggeri sono al sicuro
Flydubai ha confermato che il volo è atterrato in sicurezza a Tabuk e che tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio risultano sani e salvi.
La compagnia emiratina ha annunciato l’invio di un altro aereo in Arabia Saudita per riportare i passeggeri a Tel Aviv. Anche Israele stava valutando, secondo le fonti citate dal Post, la possibilità di utilizzare un proprio aereo civile o militare per facilitare il rientro.
L’atterraggio in Arabia Saudita non costituisce un precedente assoluto per i collegamenti tra Emirati e Israele: nel settembre 2025 un altro volo Flydubai diretto a Tel Aviv era stato costretto a effettuare un atterraggio d’emergenza a Riyadh a causa di un problema medico a bordo.
Quello di oggi, tuttavia, è un episodio di natura completamente diversa: un volo commerciale con oltre cento israeliani a bordo, un’aggressione nella cabina di pilotaggio, un’improvvisa perdita di quota e il sospetto di un tentativo deliberato di dirottamento.
Le indagini sono ancora in corso e, mentre tutti i passeggeri risultano al sicuro, restano da chiarire l’identità dell’aggressore, il suo movente e soprattutto cosa intendesse fare una volta ottenuto il controllo dell’aereo.
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