di Anna Balestrieri
L’ex generale dell’esercito israeliano Ofer Winter ha ufficialmente lanciato un nuovo partito di destra, “Amcha Yisrael” – “Popolo d’Israele”, entrando così in una competizione elettorale già molto frammentata e accendendo immediatamente il confronto con il primo ministro Benjamin Netanyahu.
La nuova formazione è stata presentata a Gerusalemme davanti a circa 300 sostenitori. Winter ha spiegato la propria scelta sostenendo che, dopo il trauma del 7 ottobre 2023, la politica israeliana non possa semplicemente continuare con gli stessi protagonisti e gli stessi equilibri del passato. Secondo l’ex generale, l’opinione pubblica non sarebbe più disposta ad accettare un sistema politico immutato dopo il più grave attacco subito da Israele dalla sua fondazione.
Sicurezza, leva degli haredim e riforma della giustizia
Winter ha presentato un programma chiaramente collocato nell’area nazionalista. Tra le principali questioni indicate dal nuovo leader figurano l’integrazione degli ultraortodossi nell’esercito, il coinvolgimento dei cittadini arabi che si riconoscono nello Stato, una profonda riforma del sistema giudiziario e una maggiore lotta alla criminalità organizzata, in particolare nelle aree del Negev e della Galilea.
Sul dossier palestinese, la posizione di Winter è particolarmente netta. L’ex comandante ha escluso la possibilità della nascita di uno Stato palestinese e ha indicato nell’“emigrazione” dei palestinesi da Gaza una possibile soluzione per il futuro della Striscia. Ha inoltre affermato che chi scatena una guerra contro Israele dovrebbe pagare anche un prezzo territoriale.
Il messaggio politico di Winter combina quindi una linea dura sulla sicurezza con il tentativo di presentarsi come una forza capace di superare alcune delle tradizionali divisioni interne alla società israeliana.
“Meno politica, più leadership”
Nel discorso di lancio Winter ha insistito sul concetto di leadership, contrapponendolo alla politica tradizionale. Forte della propria esperienza militare, ha criticato quelle che considera concezioni strategiche sbagliate all’interno delle istituzioni israeliane e la tendenza a ignorare opinioni alternative.
L’ex generale ha inoltre rivendicato con decisione la propria appartenenza alla destra israeliana, ricordando anche l’esperienza personale della propria famiglia, evacuata da Gush Katif nel quadro del disimpegno israeliano dalla Striscia di Gaza nel 2005.
“Amcha Yisrael è una parte chiara e inequivocabile del campo della destra”, è in sostanza il messaggio lanciato da Winter, che punta alla creazione di un governo di destra il più ampio possibile insieme a partner sionisti.
Netanyahu teme la dispersione dei voti
La nascita del nuovo partito ha provocato una reazione immediata di Benjamin Netanyahu. Il premier ha avvertito gli elettori del rischio rappresentato dalla proliferazione di piccole formazioni della destra che potrebbero non superare la soglia elettorale del 3,25%.
Per Netanyahu, votare per piccoli partiti significa rischiare di disperdere migliaia di voti e, paradossalmente, indebolire l’intero blocco della destra.
Il primo ministro ha fatto riferimento non soltanto a Winter, ma anche ad altre personalità nazionaliste impegnate nella creazione di nuove liste, tra cui Moshe Feiglin e Avi Maoz. Il suo appello è stato molto chiaro: le nuove formazioni dovrebbero ritirarsi oppure trovare un accordo con i partiti già esistenti.
La preoccupazione del Likud non sembra essere soltanto teorica. Secondo alcuni sondaggi citati dai media israeliani, il partito di Winter avrebbe concrete possibilità di superare la soglia elettorale, ma il suo ingresso alla Knesset potrebbe sottrarre voti sia al Likud sia al partito Sionismo Religioso di Bezalel Smotrich. In alcuni scenari ciò potrebbe perfino ridurre il numero complessivo dei seggi del blocco favorevole a Netanyahu.
Una lista sorprendentemente eterogenea
Uno degli elementi su cui Amcha Yisrael ha maggiormente insistito è la composizione della propria lista elettorale. Accanto a esponenti religiosi e nazionalisti sono presenti candidati laici, immigrati e cittadini arabi israeliani.
Tra i nomi più significativi figura Yoseph Haddad, noto attivista arabo-israeliano e sostenitore di Israele sulla scena internazionale. Winter lo ha indicato come possibile futuro ministro della diplomazia pubblica, mentre Haddad ha dichiarato di voler diventare il primo cittadino arabo a sedere nel gabinetto di sicurezza israeliano.
Nella lista compaiono inoltre Laly Derai, madre del soldato Saadia Derai caduto in servizio, l’ex giornalista di Channel 13 Netali Shem Tov, Sigal Kraunik, vedova di Arie Kraunik, ucciso durante l’attacco di Hamas al kibbutz Be’eri il 7 ottobre, l’avvocato Eran Ben-Ari e l’ex vicesindaca di Gerusalemme Fleur Hassan-Nahum.
La presenza di Haddad è probabilmente l’elemento simbolicamente più significativo della strategia di Winter: costruire una destra nazionalista che, pur mantenendo posizioni molto dure sulla sicurezza, cerchi di includere anche cittadini arabi che si identificano con lo Stato di Israele.
L’ex generale controverso che entra in politica
Winter è una figura nota e discussa da anni in Israele. Ex comandante della Brigata Givati, durante la guerra di Gaza del 2014 suscitò polemiche per una lettera ai propri ufficiali nella quale descriveva l’operazione militare anche in termini religiosi.
Successivamente fu accusato di aver trasmesso informazioni sensibili sull’andamento del conflitto all’allora ministro dell’Economia Naftali Bennett, aggirando la normale catena di comando. La sua carriera militare si è conclusa nel 2024, dopo che non era stato promosso ai più alti gradi dell’esercito.
Secondo Channel 13, durante i primi mesi della guerra di Gaza Netanyahu avrebbe inoltre tenuto incontri riservati con Winter per discutere della strategia militare, incontri nei quali l’ex generale avrebbe proposto piani per una conquista israeliana della Striscia. L’emittente ha utilizzato queste rivelazioni per sostenere che l’attuale scontro tra Netanyahu e Winter avrebbe soprattutto una natura politica ed elettorale.
Un nuovo elemento di instabilità nel campo della destra
A due mesi dalle elezioni previste per il 27 ottobre, la candidatura di Winter potrebbe diventare uno dei fattori più imprevedibili della politica israeliana.
Il nuovo leader tenta di intercettare un elettorato di destra deluso dagli attuali partiti, facendo leva sulla propria esperienza militare e sulla richiesta di rinnovamento emersa dopo il 7 ottobre. Netanyahu, al contrario, vede proprio nella frammentazione della destra uno dei maggiori pericoli per la propria permanenza al governo.
La sfida sarà capire se Amcha Yisrael riuscirà a trasformare la popolarità personale di Winter e il desiderio di nuove leadership in una presenza stabile alla Knesset. Se il partito supererà la soglia elettorale, potrebbe modificare gli equilibri interni alla destra; se invece resterà al di sotto, i timori di Netanyahu sulla dispersione dei voti potrebbero rivelarsi fondati.



