A Gaza apre una nuova clinica israeliana per 10.000 bambini

Israele

di Michele Di Benedetti

Un’organizzazione umanitaria israeliana, NATAN Worldwide Disaster Relief, sostiene l’apertura di una nuova clinica pediatrica nella Striscia di Gaza, all’interno della Gaza Children’s Village. La struttura dovrebbe iniziare le attività il 1° settembre nel campo di al-Mawasi e arrivare a servire fino a 10.000 bambini.

Assistenza medica e riabilitazione

La clinica sarà gestita sul posto da medici e infermieri della Gaza Children’s Village, mentre NATAN fornirà supporto attraverso la telemedicina. I servizi comprenderanno screening preventivi, assistenza pediatrica di base, vaccinazioni, visite specialistiche e programmi di riabilitazione dedicati ai bambini con disabilità.

La struttura sorgerà ad al-Mawasi, un’area dove, secondo The Times of Israel, vivono centinaia di migliaia di palestinesi sfollati in condizioni estremamente precarie e in accampamenti densamente popolati.

Un progetto che unisce salute ed educazione

La clinica fa parte di un progetto più ampio della Gaza Children’s Village, che punta a offrire ai bambini palestinesi nutrizione, assistenza sanitaria e sostegno psicologico sensibile ai traumi, insieme all’istruzione. Il programma educativo prevede inoltre un curriculum presentato come privo di messaggi di odio.

L’iniziativa è coordinata da Alice Miller, amministratrice delegata di NATAN, ingegnera aerospaziale ed ex ufficiale dell’aeronautica israeliana. Miller è conosciuta in Israele anche per la causa portata davanti alla Corte Suprema nel 1995, che contribuì ad aprire alle donne la possibilità di diventare piloti da combattimento nell’aeronautica israeliana.

«Ogni bambino merita di avere accesso alle cure mediche di base», ha dichiarato Miller, spiegando che la nuova struttura nasce da una necessità osservata direttamente dagli operatori della Gaza Children’s Village.

Un’attività umanitaria condotta in gran parte a distanza

Miller ha spiegato a Ynet che gran parte dell’attività di NATAN nella Striscia viene svolta a distanza, a causa delle restrizioni israeliane sulle attività umanitarie nell’enclave.

Al progetto collabora anche il neurochirurgo e scienziato David Hasan, fondatore della Gaza Children’s Village. Secondo Hasan, i bambini hanno bisogno non soltanto di un luogo in cui imparare e ricevere un pasto, ma anche di assistenza fisica per affrontare le conseguenze delle condizioni umanitarie estreme in cui vivono.

NATAN, oltre vent’anni di interventi umanitari

NATAN prende il nome dall’attivista umanitario e pacifista israeliano Abie Nathan e da oltre vent’anni invia piccoli gruppi di professionisti volontari — tra cui medici, infermieri, dentisti, psicologi, assistenti sociali ed esperti di emergenze — nelle comunità colpite da crisi e dove i sistemi sanitari locali sono stati sopraffatti.

Nel novembre 2025 l’organizzazione aveva inoltre avviato un programma per distribuire prodotti per l’igiene femminile alle donne e alle ragazze di Gaza, in risposta alle difficoltà provocate dallo sfollamento e dalla guerra iniziata dopo l’attacco guidato da Hamas del 7 ottobre 2023. Secondo il sito dell’organizzazione, NATAN conta oltre 1.700 volontari e opera in più di 20 Paesi.

L’educazione come parte dell’intervento

Un elemento caratterizzante del progetto è l’attenzione a un’educazione definita “hate-free”, cioè libera da messaggi di odio. The Times of Israel collega questa scelta alle critiche di lunga data rivolte ai materiali didattici utilizzati a Gaza, accusati di contenere messaggi antisemiti, glorificare la violenza e negare la legittimità di Israele.

L’iniziativa sanitaria si presenta dunque come parte di un progetto più ampio: non soltanto curare i bambini, ma fornire loro assistenza, nutrizione, riabilitazione, sostegno dopo i traumi e un percorso educativo alternativo.