di Nathan Greppi
Da quando ha pubblicato la canzone We Will Dance Again dedicata alle vittime del massacro compiuto da Hamas al Nova Music Festival il 7 ottobre 2023, il cantautore britannico Boy George è al centro di polemiche e boicottaggi. L’ultimo fatto in ordine di tempo l’ha denunciato lui stesso sui social: la piattaforma che la vendeva ha rimosso la canzone We Will Dance Again. Nel video il cantante annunncia addolorato che metterà il video della canzone su qualche piattaforma, e si augura che chi è riuscito ad acquistarla possa essere rimborsato.
La scelta di lasciare il musical
Qualche giorno prima di questo annuncio, però, il cantante aveva deciso, a causa delle polemiche nate sul brano, di rinunciare al ruolo che avrebbe dovuto interpretare di lì a poco in una rappresentazione a Londra del musical Jesus Christ Superstar.
Secondo l’agenzia di stampa JTA, l’ex-frontman del Culture Club sarebbe dovuto salire sul palco del London Palladium dal 3 al 15 agosto come parte del cast della produzione, nei panni di Erode. Verrà sostituito dall’attore Richard Armitage.
Nell’annunciare il cambio di cast, Paul Kelmsley, il manager del cantante, non ha menzionato direttamente gli attacchi che Boy George ha subito dopo aver pubblicato una canzone filoisraeliana, ma vi ha accennato indirettamente: “George non ha mai avuto paura di sostenere le sue convinzioni personali, e l’ho sempre rispettato per questo”, ha detto. “In questo caso, ho ritenuto giusto farmi da parte, permettendo alla produzione di rimanere il fulcro, assicurandomi che tutte le persone coinvolte possano andare avanti con rispetto reciproco e buona volontà”.
La reazione
Interpellato dal quotidiano britannico The Sun, Boy George ha commentato gli attacchi in rete contro la sua canzone: “L’idea che io non provi compassione per i palestinesi è sia falsa che assurda. Sono devastato per la perdita di vite innocenti da entrambe le parti di questa guerra e desidero la pace”.
Ha anche aggiunto: “Ho letto esponenti della stampa che mi hanno definito un ‘negazionista del genocidio’, eppure a chi nega la sofferenza degli israeliani viene concesso un lasciapassare. La mia canzone è per la pace e parla delle emozioni che ho provato dopo aver visitato la mostra al Nova e aver parlato con Michael e Lisa Marlowe, a cui è stato portato via il figlio Jake. Assassinato cercando di aiutare gli altri. Ho anche parlato con May Hayat, che è sopravvissuta mentre la sua migliore amica veniva uccisa”.
Ha anche denunciato la codardia di una parte dell’industria musicale: “Guardatevi intorno e nominatemi un solo musicista che si è esposto per la comunità ebraica, ma potete assolutamente garantire che si è guadagnato da vivere lavorando con un ebreo nel suo staff. Capisco che sia scomodo difendere i propri amici quando una guerra del genere infuria, ma la donna che mi vende bagel non è colpevole, né il mio medico, né il pubblicista, il manager, il mio ex-fidanzato o le migliaia di amici ebrei. Questa canzone è per loro”.
I precedenti
In precedenza, il cantautore ha pubblicamente condannato gli attacchi di Hamas ed espresso solidarietà nei confronti della comunità ebraica britannica dopo l’accoltellamento di due ebrei ad aprile a Golders Green, quartiere ebraico di Londra. Inoltre, si è opposto alle pressioni per boicottare l’Eurovision Song Contest a causa della partecipazione di Israele; all’edizione 2026, quando si è esibito assieme alla cantante italiana Senhit che rappresentava San Marino, è andato dal cantante israeliano Noam Bettan per stringergli la mano.



