GECE 2026. Poesie d’amore di Yehuda Amichai

di Redazione
Domenica 6 settembre, nell’ambito della Giornata Europea della Cultura ebraica, nella sessione pomeridiana al Teatro Franco Parenti si terrà alle 16 una lettura di Poesie d’amore di Yehuda Amichai, a cura di Elia Schilton (nella foto, credit Carlo Soffietti). Presentazione di Sara Ferrari.

Lo scrittore e poeta, nato Ludwig Pfeuffer (1924-2000), inventore di una lingua lirica tratta dall’ebraico colloquiale, raccontò l’incanto della sua terra d’adozione, il legame con la Città d’Oro, Gerusalemme, con la gente della nazione rinata alla Storia.

Nella mia terra che vien detta santa/non permettono mai all’eternità/di essere eterna:/l’hanno divisa in piccole fedi/frazionata in territori di Dio/sminuzzata in schegge di Storia/acuminate che feriscono a morte

Se una voce può incarnare l’epopea di Israele, il suo dramma contrapposto all’anelito di vita e amore dei suoi cittadini, questo è proprio Amichai, forse la voce più rivoluzionaria di un Paese che dal 1948 in poi ha vissuto tante illusioni – il collettivismo, la via “ebraica” al socialismo – per poi fare i conti con la realtà cruda, intensa e senza sconti dell’inveramento di una nazione di esuli. Una voce tutta da ascoltare, a occhi chiusi e cuore aperto.