di Ugo Volli
Dall’amore per la divinità a quello più carnale del Cantico dei Cantici, passando per quello per i genitori e i figli, per il popolo ebraico e Israele. Nelle Scritture ebraiche vi è ampio spazio per differenti tipi di amore. Come emergerà chiaramente il 6 settembre alla XXVII edizione della Giornata europea della cultura ebraica
Ogni anno, all’inizio di settembre, si svolge in molti paesi, fra cui l’Italia, la Giornata Europea della Cultura Ebraica; ogni edizione si incentra intorno a un tema specifico stabilito dal comitato organizzatore internazionale. Nel 2026, la ventisettesima edizione si svolgerà il 6 settembre e parlerà dell’amore: un sentimento che naturalmente è importante in tutte le società umane, ma che per diverse ragioni ha un posto speciale nella tradizione ebraica. Innanzitutto nelle Scritture vi è ampio spazio per differenti tipi di amore. Il primo è quello che gli uomini devono portare alla Divinità, come è prescritto per esempio nel brano iniziale dello “Shemà Israel”, la dichiarazione fondamentale della fede ebraica che gli ebrei ripetono in tutte le funzioni liturgiche, ma anche ogni sera e mattina quando si coricano e si levano.
Nella tradizione ebraica si trova poi spesso prova dell’amore reciproco, quello di Dio per la creazione, e in particolare gli esseri umani e il popolo ebraico. La divinità, come la concepisce Israele, è buona, generosa, preoccupata per il bene dei suoi figli, che ama anche quando li deve riprendere. Vi è poi “il grande principio della Torà” (Rabbi Akiva), “l’inizio della legge” (Hillel il vecchio), quello che richiede a ciascuno di “amare il prossimo come se stesso” (Levitico 19:18). Sempre fra i testi della Bibbia ebraica hanno grande rilievo naturalmente l’amore fra genitori e figli, quello fra amici e quello della coppia di fidanzati o di sposi. Esso fra l’altro è celebrato in uno dei più bei poemi erotici della letteratura di tutti i popoli, quel Cantico dei Cantici che spesso è stato interpretato come la celebrazione dell’amore fra Dio e il popolo ebraico, ma al di là di questa interpretazione mistica alla lettera esalta la passione fra due giovani amanti. Non solo esso è inserito nel canone biblico ebraico, ma, come ha scritto Rabbi Akiva “Il mondo intero non vale il giorno in cui il Cantico dei Cantici è stato dato a Israele, perché tutti gli scritti sono santi, ma il Cantico dei Cantici è il Santo dei Santi”.
Gli amori nella Bibbia
Le storie della Scrittura ebraica sono poi ricche di esempi assai realistici di amori di coppia più o meno travolgenti e felici, da quelli dei patriarchi con le loro mogli, alla vicenda di Ruth la moabita (parte cioè di un popolo tradizionalmente nemico di Israele) che rimane vedova del marito ebreo e segue sua suocera in Terra di Israele per amor filiale, trovando infine l’amore di un uomo da cui verrà la stirpe di David, agli amori travagliati e non sempre corretti di David stesso, fino ai difficili rapporti di Giobbe e Sansone con le loro donne. L’amore coniugale e l’armonia della famiglia sono essenziali per la tradizione ebraica, che non coltiva il celibato come condizione religiosa e crede anzi che il matrimonio e i figli siano condizioni essenziali della crescita anche spirituale di ciascuno. Infine fra i precetti obbligatori è prescritto agli ebrei di “amare” la Terra di Israele e il popolo ebraico.
Insomma, è chiaro che l’amore è al centro dell’ebraismo, ne ispira tutta la spiritualità, è alla base della sua idea della Divinità e dei rapporti che essa prescrive. Se guardiamo poi al percorso della cultura ebraica dopo il periodo biblico e in particolare nella sua fitta interazione anche recente con la cultura europea, troviamo altre storie che guardano in maniera profonda all’amore, dalle liriche d’amore in arabo di grandi autori ebrei della Spagna medievali come Ibn Ezra e Ibn Gabirol (XI secolo) e dalla Commedia del fidanzamento di Leone de’ Sommi da Mantova (1550), passando per le leggende yiddish (Dybbuk portato al cinema nel 1937) per Proust e Schnitzler e Stefan Zweig e per i casi clinici di Freud, fino a Bassani, Woody Allen, Yehoshua e tanti altri.
Tutto ciò è assai diverso dall’idea stereotipata che prevale nella cultura europea e in particolare nel Cristianesimo a partire da Paolo di Tarso, per cui la religione di Israele sarebbe rigida e solo normativa, dominata da una Divinità vendicativa e violenta, al contrario del “Nuovo Testamento”, questo sì pieno d’amore. Senza discutere qui di altre religioni, è chiaro che si tratta di un motivo polemico che non trova sostegno nei testi né nella pratica ebraica. In realtà la tradizione ebraica, sempre molto realistica, riconosce due aspetti della divinità, quello della giustizia che deve valutare le azioni degli uomini e non può dunque non incutere timore, e quello dell’amore, per cui prevale l’indulgenza e la misericordia, come Dio stesso promette ripetutamente nella Torà. Mettere al centro di una Giornata della Cultura Ebraica la dimensione d’amore significa anche provare a smentire questo pregiudizio diffuso nella propaganda antisemita.
Un tema così vasto può essere affrontato durante un giorno di festival solo in maniera parziale, per frammenti, accenni ed esempi, come ha fatto l’Assessorato alla Cultura della comunità ebraica di Milano organizzando anche questa edizione della Giornata della Cultura Ebraica. Dopo i saluti istituzionali, che sono sempre importanti perché testimoniano del radicamento della Comunità e dell’iniziativa, la prima occasione della Giornata sarà alle 10.30 con una tavola rotonda dedicata a “Il Dio dell’Amore e il Dio della Giustizia” in cui parleranno il rabbino capo di Milano, rav Alfonso Arbib e gli storici Lucetta Scaraffia e Gadi Luzzato Voghera. Seguirà un’analisi del libro di Ruth, di cui abbiamo già parlato, a cura di Levi Shaikevitz. Due visite della Sinagoga centrale di Milano e dei suoi preziosi oggetti liturgici concluderanno la mattinata.
Nel pomeriggio la Giornata della Cultura Ebraica si trasferirà al Teatro Franco Parenti. Per tutta la durata della manifestazione nel teatro si potrà vedere una mostra dell’artista Barbara Nachmad, intitolata “Eden amore infinito”, che sarà presentata alle ore 15.00. Si prosegue alle 16.00 con la lettura da parte di Elia Shilton di alcune poesie d’amore di quello che molti considerano il più grande poeta israeliano moderno, Yehuda Amichai (1924-2000). Le poesie saranno presentate da Sara Ferrari. Di seguito, il critico e storico del teatro Antonio Attisani, in dialogo con Niram Ferretti, illustrerà la mitica tragedia d’amore yiddish Der Dybbuk, proiettando anche qualche brano del film. Seguirà un recital di brani di musica classica di argomento o autore ebraico dedicati all’amore da parte del mezzosoprano Madelyn Renée (al pianoforte Inessa Filistovich).
Dopo un cocktail offerto dalla Comunità, alle 20 seguirà la rappresentazione di un lavoro originale che Andrée Ruth Shammah ha tratto e messo in scena a partire da un testo teatrale israeliano, Oh My God della drammaturga Anat Gov (1953-2012) e dal Cantico dei Cantici. Il titolo di questo nuovo spettacolo è Per amore del Cielo. Lo interpretano Elena Lietti, Tommaso Ragno e Federica Fracassi.
Il programma
XXVII° GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA
L’AMORE
DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026
SINAGOGA CENTRALE DI VIA GUASTALLA
Ore 10.00 Saluti Istituzionali
Rav Afonso Arbib, rabbino capo Comunità Ebraica di Milano
Walker Meghnagi, Presidente Comunità Ebraica di Milano
Milo Hasbani, Vice Presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Emanuela Alcalay, Assessore alla Cultura Comunità Ebraica di Milano
Ore 10.30 IL DIO DELL’AMORE E IL DIO DI GIUSTIZIA
Ne parliamo con rav Alfonso Arbib, Lucetta Scaraffia e Gadi Luzzatto Voghera
Introduce e modera Paolo Salom
ORE 11.30 IL LIBRO DI RUTH
A cura di Levi Shaikevitz
ORE 12.30 VISITA DELLA SINAGOGA a cura di Esther Nissim
ORE 14.00 VISITA DELLA SINAGOGA a cura di Esther Nissim
TEATRO FRANCO PARENTI
ORE 15.00 PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA “EDEN, AMORE INFINITO”
di Barbara Nahmad alla presenza dell’artista
ORE 16.00 POESIE D’AMORE DI YEHUDA AMICHAI, una lettura di Elia Schilton
Presentazione di Sara Ferrari
17.00 PERTURBAMENTO E PASSIONE
IL DYBBUK E DOPPIO SOGNO
Ne parliamo con Antonio Attisani e Niram Ferretti
18.30 RECITAL DI MADELYN RENEE
Esecuzione di alcuni brani musicali per mezzosoprano
Al pianoforte Inessa Filistovich
Auf Flügeln des Gesanges Op.34. n.2 Felix Mendelssohn
Mon coeur s’ouvre à ta voix dall’opera Samson et Dalilà Camille Saint-Saëns
Youkali dall’opera Marie Galante arrangamento per pianoforte solo Kurt Weill Ninnananna dalla “Poesia Poplare Ebraica” op.79 Dmitri Shostakovich
Embraceable You dall’operetta La Périchole George Gershwin
Habanera dall’opera “Carmen” Georges Bizet
Ore 19.00 COCKTAIL OFFERTO DALLA COMUNITA’ EBRAICA DI MILANO
ORE 20.00 PER L’AMOR DEL CIELO (!)
A cura di Andrée Ruth Shammah
Tratto da “OH DIO MIO” di Anat Gov e dal “CANTICO DEI CANTICI”
Con la partecipazione di Elena Lietti, Tommaso Ragno e Federica Fracassi






