di R.I.
Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica di Milano, attacca le affermazioni rilasciate ieri 8 giugno a Firenze dall’ex premier Massimo D’Alema, che ha dichiarato che a Gaza “ogni giorno l’esercito d’Israele uccide una famiglia, ammazza un bambino (…) con una ferocia che non ha eguali per la carica di razzismo e di disprezzo”.
«Le parole dell’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema suonano di un razzismo cieco, di volgari pregiudizi, indegne di una persona che ha ricoperto cariche così importanti.» Lo ha dichiarato Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica di Milano, in risposta alle affermazioni rilasciate ieri 8 giugno a Firenze dall’ex premier Massimo D’Alema, intervenuto alla presentazione del libro del parlamentare dem Arturo Scotto ‘Flotilla. In viaggio per Gaza‘.
Nel suo intervento, l’ex premier ha dichiarato che Gaza “ogni giorno l’esercito d’Israele uccide una famiglia, ammazza un bambino. Ogni giorno, in modo sistematico, con una ferocia che non ha eguali per la carica di razzismo e di disprezzo”. Ha inoltre ricordato le parole del ministro israeliano Yitzhak Shimon Wasserlauf secondo cui “i militari israeliani devono prendere i bambini per i piedi e fracassare le loro teste contro le rocce. Immaginate se un’affermazione di questo tipo l’avesse fatta un ministro russo o cinese..”. E ancora, ha proseguito, “il rabbino capo dell’esercito ha dichiarato che ‘i militari israeliani devono violentare le donne arabe così si tengono su col morale’. Questa è la democrazia israeliana con cui il nostro governo è sostanzialmente solidale”.
Per D’Alema si tratta di “una realtà mostruosa” che è “una metafora dell’imbarbarimento del mondo occidentale”. Infatti, ha spiegato, “non si capisce la forza di Israele” se non si capisce che lì “sono rappresentati, nella forma estrema, sentimenti che percorrono anche le nostre società, cioè il razzismo, l’islamofobia, il suprematismo bianco, che sono espressioni di una crisi del modello occidentale, dei suoi valori”.
La condanna della Comunità ebraica di Milano
«D’Alema attribuisce all’intera struttura dello Stato di Israele e alla sua democrazia parole di singole persone ed episodi decontestualizzati e strumentalizzati, con l’evidente scopo di delegittimare non una politica, ma un popolo intero – dichiara Walker Meghnagi in una nota stampa -. Questo non è dibattito politico: è propaganda che crea odio non solo anti-israeliano ma anche anti-ebraico.»
«I soldati israeliani combattono una guerra che non hanno scelto, imposta loro da chi — dall’Iran, dallo Yemen, da Gaza, dal Libano — ha fatto dell’annientamento di Israele e degli ebrei una ragione ideologica e religiosa di esistenza. Ignorare questo contesto, come fa D’Alema, non è ingenuità: è disonestà intellettuale.»
«Che l’ex premier parli di “ferocia senza eguali” riferendosi a Israele poi, dimostra come evidentemente per lui i massacri di Hamas, i missili degli Houthi, i finanziamenti dell’Iran al terrore e il massacro di 40mila iraniani il 9 gennaio non esistono, così come non si è accorto dello stupro sistematico del 7 ottobre come arma di guerra documentata dalla stessa ONU. Tutto ciò rivela una visione distorta e ideologicamente pregiudicata della realtà. Una visione che non merita il pulpito che D’Alema continua ad occupare.»
«La Comunità Ebraica di Milano esprime piena solidarietà a Israele e a tutti coloro che, con coraggio e senso del dovere, difendono i propri cittadini da una guerra di aggressione orchestrata da regimi e organizzazioni terroristiche. Chi li attacca con parole di odio e strumentalizzazione si assume una responsabilità morale gravissima.»



