Sparatoria nei pressi del consolato israeliano a Istanbul: tre attentatori coinvolti, pista ISIS 

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di Anna Balestrieri 

L’episodio si è verificato in una zona altamente sorvegliata della città, dove è situata la rappresentanza diplomatica israeliana. Non è ancora chiaro se il consolato fosse l’obiettivo diretto dell’attacco, anche perché, secondo il ministero degli Esteri israeliano, la sede risulta attualmente non operativa e priva di personale. 

Momenti di tensione nella mattinata di martedì nel quartiere di Beşiktaş, a Istanbul, dove alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco nei pressi dell’edificio che ospita il consolato israeliano. Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di un attacco potenzialmente collegato all’ISIS, anche se le autorità mantengono ancora cautela sull’attribuzione definitiva.

Dinamica dell’attacco

L’episodio si è verificato in una zona altamente sorvegliata della città, dove è situata la rappresentanza diplomatica israeliana. Non è ancora chiaro se il consolato fosse l’obiettivo diretto dell’attacco, anche perché, secondo il ministero degli Esteri israeliano, la sede risulta attualmente non operativa e priva di personale.

Testimonianze e video diffusi sui social mostrano scene concitate: colpi di arma da fuoco, agenti che cercano riparo e almeno un ferito visibile a terra, coperto di sangue. L’intervento delle forze dell’ordine turche è stato immediato.

Scontro a fuoco e bilancio

Il ministro dell’Interno turco, Mustafa Ciftci, ha confermato che tre uomini hanno partecipato all’azione armata. Ne è seguito uno scontro a fuoco con la polizia.

Uno degli attentatori è stato ucciso sul posto, mentre gli altri due sono stati feriti e arrestati. Due agenti di polizia risultano feriti, ma non in condizioni critiche.

Le autorità hanno identificato i tre sospetti: si tratta dei fratelli Onur C. ed Enes C., arrestati, e di Yunus E.S., rimasto ucciso. Secondo quanto riferito, quest’ultimo avrebbe legami con “un’organizzazione che sfrutta la religione”, formulazione che, secondo fonti giornalistiche turche, rimanderebbe allo Stato Islamico.

Indagini e pista jihadista

Fonti locali, tra cui il giornalista Mehmet Karataş e l’emittente NTV, indicano chiaramente un possibile collegamento con l’ISIS. Le autorità turche, pur non confermando ufficialmente, non escludono la matrice jihadista dell’attacco.

Il ministro della Giustizia, Akin Gurlek, ha annunciato l’apertura di un’indagine approfondita, affidata a tre ispettori. “L’indagine è condotta in modo meticoloso e su più fronti”, ha dichiarato, sottolineando la complessità del caso.

Al momento, non è stato chiarito se l’episodio sia da considerarsi un atto di matrice antisemita o anti-israeliana.

Contesto di sicurezza e tensioni regionali

L’area del consolato israeliano a Istanbul è da tempo soggetta a misure di sicurezza rafforzate, proprio per il rischio di attacchi. Dopo la sparatoria, la presenza di forze armate è stata ulteriormente intensificata.

L’episodio si inserisce in un contesto regionale estremamente teso. Nelle stesse ore, si registrano sviluppi critici in Medio Oriente, con attacchi missilistici iraniani contro Israele, raid aerei su obiettivi strategici e minacce incrociate tra Teheran e Washington.

In Israele, sirene antiaeree e bombardamenti hanno colpito diverse città, causando vittime civili e ingenti danni. Il rischio di un’escalation su più fronti appare sempre più concreto, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione.

Una vicenda in evoluzione

Le autorità turche e israeliane sono in contatto per chiarire ogni aspetto dell’accaduto. Resta da stabilire se l’attacco fosse pianificato specificamente contro interessi israeliani o se si tratti di un’azione più ampia di matrice terroristica.

La situazione rimane fluida e in continuo aggiornamento.