Un sondaggio israeliano rivela: molti atti antisemiti in Occidente sono iniziativa di lupi solitari

Mondo

di Nathan Greppi
Lo studio ha rilevato che la maggior parte degli imputati accusati di azioni antisemite non operavano all’interno di gruppi organizzati, ma agivano individualmente come dei “lupi solitari”, a volte senza neanche una vera e propria pianificazione. Tuttavia, in alcuni casi si registra anche il coinvolgimento di potenze straniere dietro gli attacchi, pensati per destabilizzare le società occidentali. (Foto: svastiche in un cimitero in Francia).

Un nuovo studio sarà pubblicato prossimamente nell’ambito del rapporto annuale dell’Università di Tel Aviv sull’antisemitismo nel mondo, e che presenterà un profilo degli autori di attacchi antisemiti nei paesi occidentali. Secondo Ynet, lo studio si basa su un’analisi degli atti d’accusa presentati tra il 2020 e il 2025 nei quattro paesi con la maggiore popolazione ebraica al di fuori di Israele: Stati Uniti, Francia, Canada e Regno Unito.

Metodo di ricerca

I ricercatori hanno esaminato centinaia di casi giudiziari e articoli sui giornali, oltre ad aver intervistato avvocati difensori che rappresentano persone sospettate di aver commesso crimini di matrice antisemita, nonché giornalisti dei media locali. Lo studio è stato condotto dall’analista Carl Yonker assieme ai ricercatori Noah Abrahams, Eli Hua e Antonio Peña.

Uriya Shavit, docente e direttore del rapporto annuale sull’antisemitismo dell’ateneo di Tel Aviv, ha dichiarato che “la fallimentare lotta contro l’antisemitismo si basa su molti slogan e cliché, ma manca di ricerche e dati solidi che possano supportare le attività di polizia e di intelligence contro i responsabili. Il nuovo studio si propone di colmare questa lacuna”.

I risultati

Lo studio ha rilevato che la maggior parte degli imputati accusati di azioni antisemite non operavano all’interno di gruppi organizzati, ma agivano individualmente come dei “lupi solitari”, a volte senza neanche una vera e propria pianificazione. Ciò rappresenta una sfida significativa per le forze dell’ordine, poiché è più difficile prevedere le intenzioni in anticipo e prevenire gli attacchi qualora i responsabili agiscano da soli.

Tuttavia, in alcuni casi si registra anche il coinvolgimento di potenze straniere dietro gli attacchi, pensati per destabilizzare le società occidentali. Almeno due atti d’accusa presentati in Francia indicano il possibile coinvolgimento della Russia nella pianificazione di attacchi antisemiti.

“Contrariamente alle supposizioni comuni, gli autori di crimini antisemiti non costituiscono un gruppo omogeneo”, afferma lo studio. La maggior parte degli imputati sono uomini “provenienti da una vasta gamma di fasce d’età, etnie e luoghi di residenza. La maggioranza appartiene a uno dei due estremi politici che stanno penetrando sempre di più nella politica occidentale tradizionale: i cristiani che professano idee di supremazia bianca e i musulmani che esprimono la loro protesta contro il conflitto in Medio Oriente in modo antisemita”.

Lo studio ha inoltre rilevato che una percentuale significativamente elevata degli imputati era disoccupata, svolgeva lavori mal retribuiti o soffriva di problemi di salute mentale. Tra i reati dei quali sono stati accusati, figurano aggressioni fisiche contro degli ebrei, atti di vandalismo contro istituzioni ebraiche e minacce online.

Yonker ha affermato che “l’assenza di quadri organizzativi in cui gli imputati sono stati esposti a istigazione antisemita indica che anche coloro per i quali non esistono prove chiare probabilmente sono stati radicalizzati sui social media. Non sarà possibile combattere efficacemente l’antisemitismo finché i proprietari delle piattaforme digitali eviteranno una supervisione significativa dei contenuti pubblicati o affronteranno sanzioni significative se non lo faranno”.