di Roberto Zadik
Omaggio al grande cantautore e musicista israeliano Matti Caspi, scomparso l’8 febbraio a 76 anni. Assieme a Arik Einstein e a Shalom Hanoch uno dei più importanti cantautori dello Stato ebraico, autore di mille canzoni, che duettò con Leonard Cohen durante la Guerra del Kippur in una sentita esibizione davanti ai soldati dell’IDF.
Giorno di lutto per la musica israeliana con la scomparsa, dopo una lunga battaglia contro il cancro, di uno dei suoi giganti, il cantautore, compositore ed arrangiatore Matti Caspi morto a 76 anni domenica 8 febbraio.
Diviso fra brillantezza, estro e malinconia, portò i ritmi brasiliani ed una vasta gamma di generi, dal folk al rock, nella scena musicale del paese, distinguendosi oltre che per la versatilità e la fantasia spiccate, per l’aria malinconica e sorniona e quella voce calda e avvolgente che hanno caratterizzato la sua vasta produzione.
Assieme al poetico Arik Einstein, al melodico Shlomo Artzi ed al rocker Shalom Hanoch, Caspi è stato uno dei più importanti artisti della splendida scena musicale dello Stato ebraico e uno dei principali compositori di quella gloriosa generazione di cantautori fra gli anni Settanta e gli anni Novanta.
Nato da famiglia ebraica di origine romena, come il collega e amico Shlomo Artzi, ha collaborato con tutti i principali nomi della musica israeliana. Da ricordare, sicuramente, il fertile sodalizio artistico con grandi poeti e parolieri d’eccezione come Ehud Manor con cui scrisse un gran numero di brani struggenti come la nostalgica Zot yalduti ha shnia (Questa è la mia seconda infanzia) e la collaborazione con Yeonatan Geffen con cui realizzò la mistica Maakom le da’aga (Il luogo della preoccupazione) che descrive come Dio si occupi degli esseri umani.
Un cantautore di grande intensità e spessore di cui, come giornalista musicale, avevo approfondito la biografia nel primo saggio in Italia sulla musica israeliana “Isramix” (Proedi 2018). Attivo fino all’ultimo, seppur devastato da un tumore, negli ultimi anni Caspi aveva interrotto i concerti per dedicarsi alla cura di questo male e alla sua famiglia.
Nonostante questo è sempre stato uno dei musicisti più apprezzati del paese con una carriera durata più di mezzo secolo costellata da innumerevoli collaborazioni importanti. Prima fra tutte quella col cantautore, ebreo canadese, Leonard Cohen con cui duettò nel brano di Cohen Bird on the wire in un iconico concerto, davanti ai soldati, nella Guerra del Kippur del 1973 che in quel periodo di trovavano vicino al canale di Suez nella penisola del Sinai.
Artista intellettuale e politicamente impegnato, si schierò apertamente contro il governo Netanyahu, criticandone aspramente la condotta. Caspi, nato in Kibbutz, il 30 novembre del 1949, è stato, assieme a Shlomo Arzi, Arik Einstein, Shalom Hanoch e a David Broza, fra i più importanti cantautori israeliani di tutti i tempi scrivendo e producendo circa mille brani non solo per se stesso ma anche per altri artisti. L’artista ha esplorato vari generi musicali, dal pop alla Bossa Nova brasiliana importata, grazie a lui, nella musica israeliana ed ha trattato di vari temi, dalla politica ai sentimenti alla religione con la spassosa canzone Noach, divertente narrazione del brano dell’arca di Noè.
Tra i messaggi di cordoglio, anche le istituzioni israeliane si sono pronunciate in merito. Fra gli omaggi, quello molto sentito del presidente Herzog che lo ha ricordato con parole molto toccanti riportate da vari siti, da Israel National news a Jns. Nel suo discorso il capo di Stato ha ribadito che “Matti Caspi è stato uno dei più grandi creativi della nostra generazione e se n’è andato per guardarci dall’alto. Ci ha lasciato coi suoi lavori esemplari, con melodie che ci hanno portato testi meravigliosi dallo stile inconfondibile”. Molto efficace anche la testimonianza del Ministro della Cultura Miki Zohar che ha sottolineato come le sue canzoni siano state una “colonna sonora di amore e speranza fondamentale per tutti noi”.



