Vita Ebraica

Voci da Israele: verso le elezioni

Appuntamenti

di Associazione Italia Israele di Milano
VOCI DA ISRAELE Incontri in Z00mMartedì 8 settembre 2026
ore 20.15 (ore 21.15 Israele) ELEZIONI IN ISRAELE Conversazione con Sergio Della Pergola e con Yosh Amishav

 

(Foto: La Morte di Mosè, illustrazione da una Bibbia pubblicata nel 1907 dalla Providence Lithograph Company)

Parashat Nitzavim-Vayelech. Essere ebrei significa innovare ogni giorno l’Alleanza

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Quando rispettiamo i termini dell’alleanza e la rinnoviamo nelle nostre vite, continuiamo a vivere in coloro che verranno dopo di noi, attraverso i nostri figli, i nostri discepoli o coloro che abbiamo aiutato o influenzato. Noi “rinnoviamo i nostri giorni come ai vecchi tempi” (Lamentazioni 5:21). Mosè morì, ma ciò che insegnò e ciò che cercò continua a vivere.

In cammino, dalla Via della Seta all’Italia: i saperi e i sapori di un unico popolo. La cover di Bet Magazine di settembre

Feste/Eventi

a cura di Marina Gersony
Speciale Rosh Hashanà 5787: racconti e ricette dall’Oriente all’Europa. La festa inizierà al tramonto di venerdì 11 settembre e terminerà la sera di domenica 13 settembre. In tutto il mondo ebraico, è segnata dalla preghiera, dal suono dello shofar, il corno d’ariete, e da pasti rituali che augurano dolcezza, prosperità e rinnovamento. Un viaggio nei riti. Il popolo ebraico può cambiare continente senza smarrire la propria memoria (storica e famigliare)

Parashat Ki Tavò

Parashat Ki Tavò: essere ebrei significa sapere che la storia del nostro popolo vive in noi

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La parashà di Ki Tavò inizia con la cerimonia dell’offerta delle primizie al Tempio. La Mishnà ne fornisce un resoconto dettagliato: Coloro che erano vicini a Gerusalemme portarono fichi freschi e uva, mentre quelli che erano lontani portarono fichi secchi e uva passa. Davanti a loro procedeva il bue, con le corna ornate d’oro e una corona di foglie d’ulivo sulla testa.

Mosè rilegge i 10 comandamenti nella parashà Vaetchanan

Parashat Ki Tetzè: la responsabilità è personale, i figli non devono essere puniti per le colpe dei padri

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
In Deuteronomio 24:16 incontriamo — per la prima volta — l’affermazione esplicita di una legge di grande portata: «I genitori non saranno messi a morte per i loro figli, né i figli saranno messi a morte per i loro genitori. Una persona sarà messa a morte soltanto per il proprio peccato.» Abbiamo solide prove storiche riguardo a ciò che questa legge escludeva, vale a dire la punizione vicaria, l’idea che qualcun altro possa essere punito per il mio crimine.

una parashà

Parashat Shofetim: “Il Signore, il tuo Dio, susciterà per te un altro profeta come me, in mezzo al tuo stesso popolo”

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Nella sua enumerazione dei vari ruoli di leadership all’interno della nazione che avrebbe preso forma dopo la sua morte, Mosè menziona non soltanto il sacerdote/giudice e il re, ma anche il profeta: “Il Signore, il tuo Dio, susciterà per te un altro profeta come me, in mezzo al tuo stesso popolo. Tu dovrai ascoltarlo (Deuteronomio 18:15) Mosè non sarebbe stato l’ultimo dei profeti. Avrebbe avuto dei successori.

Eclissi solare dal Talmud a oggi: cosa significa per l’ebraismo e quando sarà visibile in Israele

Feste/Eventi

di Pietro Baragiola
L’eclissi solare del 12 agosto ha attraversato l’Artico e l’Europa portando milioni di persone ad osservare il cielo per diventare testimoni di questo imperdibile spettacolo astronomico. Un evento oggi perfettamente prevedibile ma che per secoli ha alimentato timori e interpretazioni religiose parecchio negative: nella tradizione ebraica, infatti, il Talmud arriva a definire l’eclissi di Sole “un cattivo presagio per il mondo intero”.

Parashat Ekev. Le persone che agiscono pensando al prossimo sono i veri uomini e le vere donne di Dio

Appunti di Parashà cura di Lidia Calò
Mosè parlò al popolo del «Dio degli dèi e Signore dei signori, il Dio grande, potente e terribile», la cui grandezza non consiste soltanto nell’essere il Creatore dell’universo e il plasmatore della storia, ma anche nel fatto che «Egli rende giustizia all’orfano e alla vedova e ama lo straniero, dandogli pane e vestito.»