Vita Ebraica

una parashà

Parashat Shofetim: “Il Signore, il tuo Dio, susciterà per te un altro profeta come me, in mezzo al tuo stesso popolo”

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Nella sua enumerazione dei vari ruoli di leadership all’interno della nazione che avrebbe preso forma dopo la sua morte, Mosè menziona non soltanto il sacerdote/giudice e il re, ma anche il profeta: “Il Signore, il tuo Dio, susciterà per te un altro profeta come me, in mezzo al tuo stesso popolo. Tu dovrai ascoltarlo (Deuteronomio 18:15) Mosè non sarebbe stato l’ultimo dei profeti. Avrebbe avuto dei successori.

Eclissi solare dal Talmud a oggi: cosa significa per l’ebraismo e quando sarà visibile in Israele

Feste/Eventi

di Pietro Baragiola
L’eclissi solare del 12 agosto ha attraversato l’Artico e l’Europa portando milioni di persone ad osservare il cielo per diventare testimoni di questo imperdibile spettacolo astronomico. Un evento oggi perfettamente prevedibile ma che per secoli ha alimentato timori e interpretazioni religiose parecchio negative: nella tradizione ebraica, infatti, il Talmud arriva a definire l’eclissi di Sole “un cattivo presagio per il mondo intero”.

Parashat Ekev. Le persone che agiscono pensando al prossimo sono i veri uomini e le vere donne di Dio

Appunti di Parashà cura di Lidia Calò
Mosè parlò al popolo del «Dio degli dèi e Signore dei signori, il Dio grande, potente e terribile», la cui grandezza non consiste soltanto nell’essere il Creatore dell’universo e il plasmatore della storia, ma anche nel fatto che «Egli rende giustizia all’orfano e alla vedova e ama lo straniero, dandogli pane e vestito.»

Tu be-Av: si celebra l’antica festa dell’amore

Ebraismo

di Redazione
Il 15 di Av, che quest’anno cade il 29 di luglio, si celebra in Israele la festa di Tu be-Av, antica ricorrenza che affonda le sue radici ancora prima dei tempi del Talmud. In questa festa molto antica di carattere agricolo, si celebravano anche matrimoni fa tribù diverse.

Parasha

Parashat Vaetchannan. Nel primo Comandamento c’è il ruolo di Dio nel dramma storico dell’alleanza

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Quando la Torà introduce i Dieci Comandamenti, essa inizia con un richiamo alla storia della nostra redenzione prima ancora del comando della legge: un promemoria del cammino che conduce dalla liberazione alla costituzione della libertà. Uno dei più profondi disaccordi all’interno dell’ebraismo è quello tra Mosè Maimonide e Yehudah Halevi sul significato del primo dei Dieci Comandamenti.

Ricetta ebraica: dal Medio Oriente la Mujaddara per Tishabe’Av

Cucina e Kasherut

di Anna Coen
Si dice che la mujaddara – o mujadara , mejadra, megaddara – sia l’eredità del famoso “piatto di lenticchie” per il quale Esaù vendette la primogenitura al fratello Giacobbe. Per la sua natura vegetariana/vegana ed economica, la mujaddara è un piatto tipico consumato durante i nove giorni che precedono Tisha B’Av.

Parashat Devarim. Non può esserci giustizia senza compassione

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il giudaismo è una religione dell’amore: amerai il Signore tuo Dio; amerai il tuo prossimo come te stesso; amerai lo straniero. Ma è anche una religione della giustizia, perché senza giustizia perfino l’amore si corrompe (chi non sarebbe tentato di piegare le regole a favore di chi ama?). È anche una religione della compassione, perché senza compassione la legge stessa può produrre ingiustizia.

 

Paola Sereni

In ricordo di Paola Sereni, indimenticabile docente e preside della Scuola a dieci anni dalla sua scomparsa

Personaggi e Storie

di Roberto Zadik
Difficile riassumere tutto quello che ha fatto e donato, a livello culturale e didattico ma anche e soprattutto umano, la carismatica Paola Sereni, scomparsa  domenica 10 luglio 2016. La professoressa aveva la capacità di spiegare, con semplicità e lucidità, anche gli autori più complessi, in cima alle sue passioni sicuramente Dante e Leopardi, era coinvolgente ma anche severa, autorevole e raramente autoritaria.

Stati Generali dell’Ebraismo italiano: identità, sicurezza e futuro al centro del confronto UCEI

Feste/Eventi

di Ludovica Iacovacci
Identità, sicurezza, rapporto con Israele, formazione delle nuove classi dirigenti e contrasto all’antisemitismo. Sono stati questi i temi al centro degli Stati Generali dell’Ebraismo italiano, promossi domenica 12 luglio a Roma dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), una giornata di confronto che ha riunito rappresentanti istituzionali, rabbini, dirigenti comunitari, giovani e professionisti per delineare le priorità dell’ebraismo italiano nei prossimi anni. Più che un semplice convegno, un momento di riflessione collettiva sul presente e sul futuro dell’ebraismo italiano.

Parashat Mattot Masè ((Foto: Reuben and Gad Ask for Land, di Arthur Boyd Houghton. Wikimedia)

Parashot Mattot Masé. Ognuno di noi è chiamato a diventare un esempio

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
L’ebraismo da una parte ci ordina di non sospettare degli altri. Dobbiamo giudicare le persone con benevolenza, concedendo loro il beneficio del dubbio. Dall’altra parte ci impone di vivere in modo da non suscitare sospetti, mantenendoci — come dissero i Maestri — «Lontani da ogni comportamento sconveniente, da ciò che gli assomiglia e perfino da ciò che potrebbe soltanto sembrare simile.»