di Anna Balestrieri
Ogni autunno, con l’arrivo di Sukkot, le capanne israeliane si riempiono di decorazioni, frutti, festoni e simboli della tradizione ebraica. Tra gli elementi più riconoscibili ci sono gli “Ushpizin”, i sette ospiti biblici che, secondo una tradizione sviluppatasi nella mistica ebraica, vengono simbolicamente accolti nella sukkà: Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Aronne, Giuseppe e Davide.
Vita Ebraica
Chi ha scritto davvero lo Zohar? Il mistero del libro più celebre della Kabbalah
di Anna Balestrieri
Il libro che conosciamo oggi sembra essere stato scritto più di mille anni dopo la morte di Bar Yohai, nella Castiglia del XIII secolo. Da qui comincia una delle questioni più affascinanti della storia intellettuale ebraica: chi scrisse davvero lo Zohar? E come è stato possibile che un’opera medievale venisse accolta come la riscoperta di un’antica tradizione segreta?
Le regole per il Digiuno di Ghedalià
di Redazione
Giovedì 25 settembre (3 Tishrì) si celebra il Digiuno di Ghedalià. Ricorda l’uccisione di Ghedalia ben Ahikam, l’ultimo governatore di Israele, assassinato nel 3 Tishrei di 3339, due mesi dopo la distruzione del primo Tempio di Gerusalemme da parte dei Babilonesi, e questo fatto causò la dispersione degli Ebrei superstiti.
Grazie alla teshuvà, si può affrontare il futuro con coraggio e fiducia
di Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano
Viviamo un tempo di profondi cambiamenti, nel quale molte delle nostre certezze vengono messe in discussione. È naturale sentirsi disorientati, soprattutto di fronte alle sfide che il popolo ebraico sta vivendo. Eppure, come ci spiega la tradizione ebraica e in particolare i giorni di Rosh Hashanà, Yom Kippur e Sukkot, ogni cambiamento può essere anche un’opportunità di crescita.
In cammino, dalla Via della Seta all’Italia: i saperi e i sapori di un unico popolo. La cover di Bet Magazine di settembre
a cura di Marina Gersony
Speciale Rosh Hashanà 5787: racconti e ricette dall’Oriente all’Europa. La festa inizierà al tramonto di venerdì 11 settembre e terminerà la sera di domenica 13 settembre. In tutto il mondo ebraico, è segnata dalla preghiera, dal suono dello shofar, il corno d’ariete, e da pasti rituali che augurano dolcezza, prosperità e rinnovamento. Un viaggio nei riti. Il popolo ebraico può cambiare continente senza smarrire la propria memoria (storica e famigliare)
Rosh Hashanà 5787. L’età dell’incertezza (e della fede)
di Rav Alfonso Arbib, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Milano
Il popolo ebraico ha sempre creduto di essere nelle mani di Hashem e anche nei momenti
più difficili della sua storia è stato certo del patto con Dio e dell’eternità del popolo ebraico
Ricette ebraiche: Torta (budino) di riso di zia Plà (per Rosh Hashanà)
di Ester Moscati
La zia Plà (Placidia Coen) era un personaggio mitico della mia infanzia urbinate, quando trascorrevo con lei lunghi pomeriggi a parlare di tutto, dai viaggi, ai libri, alla cucina. I suoi dolci erano impareggiabili:
Martedì 8 settembre lezione su Rosh ha Shanà con Haim Baharier
Martedì 8 settembre alle ore 20 Haim Baharier terrà una lezione online su Rosh haShanà e i significati dello Shofàr.
Voci da Israele: verso le elezioni
di Associazione Italia Israele di Milano
VOCI DA ISRAELE Incontri in Z00mMartedì 8 settembre 2026
ore 20.15 (ore 21.15 Israele) ELEZIONI IN ISRAELE Conversazione con Sergio Della Pergola e con Yosh Amishav
«Raccontare la nostra Comunità? Una delle più intense esperienze professionali della mia vita»
di Ester Moscati
Sotto la sua guida, Bet Magazine e Mosaico sono cresciuti, con l’obiettivo di essere la voce di una comunità composita e vitale. La sfida è stata (e sarà in futuro) mantenere l’equilibrio e coltivare l’identità ebraica dei giovani, in tempi di tensioni e fratture
Parashat Nitzavim-Vayelech. Essere ebrei significa innovare ogni giorno l’Alleanza
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Quando rispettiamo i termini dell’alleanza e la rinnoviamo nelle nostre vite, continuiamo a vivere in coloro che verranno dopo di noi, attraverso i nostri figli, i nostri discepoli o coloro che abbiamo aiutato o influenzato. Noi “rinnoviamo i nostri giorni come ai vecchi tempi” (Lamentazioni 5:21). Mosè morì, ma ciò che insegnò e ciò che cercò continua a vivere.
Parashat Ki Tavò: essere ebrei significa sapere che la storia del nostro popolo vive in noi
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La parashà di Ki Tavò inizia con la cerimonia dell’offerta delle primizie al Tempio. La Mishnà ne fornisce un resoconto dettagliato: Coloro che erano vicini a Gerusalemme portarono fichi freschi e uva, mentre quelli che erano lontani portarono fichi secchi e uva passa. Davanti a loro procedeva il bue, con le corna ornate d’oro e una corona di foglie d’ulivo sulla testa.














