di R.I.
Scopo fondamentale dell’Associazione è promuovere la conoscenza reciproca, il rispetto e l’amicizia tra ebrei e cristiani, contribuendo al superamento di antichi e nuovi pregiudizi, contrastando ogni forma, esplicita o strisciante, di antisemitismo e collaborando alla difesa di valori ideali e morali condivisi.
Attualità e news
Morto a 100 anni Alan Greenspan, il genio controverso che ha governato i mercati del mondo
di Nina Deutsch
Presidente della Federal Reserve per 18 anni, l’economista americano ha attraversato alcune delle più grandi turbolenze economiche tra XX e XXI secolo. Amato dai mercati e fortemente criticato dopo la crisi del 2008, lascia un’eredità complessa che ha segnato in profondità la finanza globale, tra fasi di stabilità e grandi crisi finanziarie.
Roma Pride: vandalizzata l’opera contro l’antisemitismo di aleXsandro Palombo con Audrey Hepburn e un miliziano di Hamas: sfregiata la bandiera Pride
di Redazione
L’opera Roman Pride di aleXsandro Palombo aparsa nella Gay Street di Roma, in Via San Giovanni in Laterano, denunciava la crescente normalizzazione dell’antisemitismo nei movimenti per i diritti civili LGBTQIA+ e metteva in guardia contro i rischi di esclusione e discriminazione negli spazi dell’attivismo.
Terroristi o giornalisti? Hamas e Jihad Islamica rivelano i nomi di propri combattenti, creduti fino a oggi vittime della stampa a Gaza
di Anna Balestrieri
L’analisi di centinaia di necrologi pubblicati da hamas e Jihad Islamica ha rivelato che alcune persone precedentemente descritte come giornalisti o civili risultavano invece ricoprire incarichi operativi all’interno delle organizzazioni terroristiche.
Starmer lascia dopo due anni: «Ho estirpato l’antisemitismo dal Labour»
di Nina Deutsch
Nel suo discorso ha rivendicato tra i principali risultati quello di aver «estirpato il veleno dell’antisemitismo dal Labour», mentre tra i nomi in pole position per la leadership spicca Andy Burnham. Reazioni frammentarie dal mondo ebraico britannico, che riconosce il suo ruolo nella ricostruzione dei rapporti con le comunità ebraiche ma con alcune riserve sulla politica estera più recente.
“Keir Starmer si dimette, lodando il suo successo nell’aver debellato l’antisemitismo nel Partito Laburista”; titola così stamattina il Jewish News, il popolare quotidiano online britannico che serve attivamente le comunità ebraiche della Greater London.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato le proprie dimissioni dalla guida del Partito Laburista, a meno di due anni dal suo insediamento a Downing Street. Una decisione maturata, secondo quanto riferito dallo stesso leader laburista, dopo aver preso atto delle crescenti perplessità interne sulla sua capacità di condurre il partito alle prossime elezioni generali e in un contesto politico segnato dal calo di consenso nei sondaggi.
Nel suo intervento pronunciato davanti al numero 10 di Downing Street, Starmer ha spiegato di aver ascoltato le valutazioni del gruppo parlamentare e di averne tratto le conseguenze: «Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda e la accetto con serenità». Il primo ministro, visibilmente emozionato e con la voce rotta in più passaggi del discorso, ha anche annunciato di aver informato re Carlo della sua decisione e di aver chiesto al partito di avviare le procedure per la successione, con un calendario che dovrebbe partire dal 9 luglio e arrivare fino alla riapertura del Parlamento a settembre.
Uno dei passaggi più sottolineati del suo mandato resta la promessa di “ripulire” il Partito Laburista dall’antisemitismo, obiettivo che Starmer ha rivendicato come centrale nella sua leadership. In questo contesto si inserisce anche il tributo del pari laburista di origine ebraica Lord Mike Katz, che ha dichiarato: «Keir Starmer ha mantenuto la sua promessa: aveva promesso di estirpare il veleno dell’antisemitismo dal Partito Laburista, e lo ha fatto».
Il legame personale di Starmer con la comunità ebraica, del resto, si è sempre evidenziato anche attraverso sua moglie, Victoria, il cui padre Bernard proviene da una famiglia ebrea polacca. La coppia ha cresciuto i propri figli con un forte senso di appartenenza alla tradizione ebraica, partecipando occasionalmente alle cene del venerdì sera di Shabbat e frequentando una sinagoga liberale nella zona nord-ovest di Londra.
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Parallelamente alle dimissioni, si apre ora una fase di forte incertezza politica all’interno del Labour. Tra i nomi che circolano come possibili successori figura quello di Andy Burnham, indicato da diversi osservatori come il candidato più accreditato a raccogliere l’eredità di Starmer. Le dinamiche interne al partito potrebbero però aprire a una competizione più ampia per la leadership, con conseguenze dirette anche sull’equilibrio del governo.
Starmer, nel suo discorso, ha anche ripercorso il proprio percorso politico, sottolineando come il Labour ereditato nel 2020 fosse, a suo dire, profondamente indebolito: «Sei anni fa, ho ereditato un Partito Laburista che era politicamente, finanziariamente e completamente in bancarotta». Ha poi rivendicato il lavoro svolto per ricostruire l’immagine del partito, dal rilancio dell’affidabilità economica fino al rafforzamento del profilo in materia di difesa e sicurezza nazionale.
Le reazioni del mondo ebraico britannico, almeno nelle prime ore successive all’annuncio, appaiono ancora frammentarie. L’area più vicina alle posizioni filo-israeliane riconosce a Starmer il merito di aver ricostruito il dialogo con le comunità e di aver affrontato con decisione la crisi dell’antisemitismo ereditata dalla leadership di Jeremy Corbyn, accusato di aver tollerato una diffusa ostilità interna al partito.
Al tempo stesso, non mancano critiche su alcune scelte più recenti della linea politica estera di Starmer, giudicate da alcuni osservatori meno coerenti con le aspettative di quella stessa area.
Al momento, tuttavia, non si registra una posizione unitaria né da parte delle principali organizzazioni ebraiche né dalla stampa israeliana in lingua ebraica, che appare più concentrata sull’analisi delle possibili conseguenze del cambio di leadership a Londra e sugli effetti che questo potrà avere nei rapporti tra Regno Unito e Israele.
Anche la stampa israeliana in lingua inglese, tra cui il Times of Israel, inquadra la vicenda soprattutto nel contesto della crisi di consenso del governo e della rapidità con cui si apre la successione a Westminster.
Nel frattempo, Downing Street si prepara a una transizione che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici britannici. Starmer resterà primo ministro ad interim fino alla nomina del successore, in una fase che si preannuncia cruciale non solo per il Partito Laburista, ma per l’intero assetto politico del Regno Unito.
Due casi sospetti di Ebola in Israele: pazienti isolati
di Anna Balestrieri
Secondo quanto comunicato dal Ministero della Salute, la persona era rientrata circa tre giorni fa dalla Repubblica Democratica del Congo, una delle aree attualmente interessate da un significativo focolaio della malattia. Il soggetto presenta sintomi compatibili con l’infezione, tra cui febbre e mal di testa, elementi che hanno spinto i medici ad adottare immediatamente le misure di contenimento previste dai protocolli internazionali.
Ayala Ohana: la 12enne israeliana scelta dalla FIFA come porta-pallone per i Mondiali di calcio
di Pietro Baragiola
La 12enne israeliana è stata selezionata insieme ad altri 104 bambini provenienti da tutto il mondo per partecipare alla cerimonia che precede ciascun match ed è stata l’unica rappresentante di Israele. Affetta dalla malattia di Gaucher e grande appassionata di calcio, Ayala contribuisce ogni giorno ad informare il pubblico sulle malattie genetiche attraverso le pagine social gestite dal padre. La sua storia ha colpito a tal punto la commissione, che l’ha scelta senza esitazioni.
L’esperto: “Non ci sarà un accordo permanente fra Usa e Iran, il regime ha così tante ragioni per non farlo…”
di Ilaria Myr
Secondo Beni Sabti, membro del prestigioso INSS – Institute for National Security Studies di Tel Aviv, tra i più autorevoli think tank sull’Iran, il regime islamico sembra ora essere in vantaggio, ma, come già successo nel passato, peccherà di arroganza e userà i soldi per finanziare il terrorismo e i suoi proxy. E il popolo, stremato tornerà nelle piazze. L’amicizia Trump Netanyahu è finita? “Assolutamente no. Né personalmente né fra i Paesi”.
“SILENCED NO MORE”: dalla tragedia del 7 ottobre un appello ADEI WIZO
di R. I.
Dall’ADEI WIZO la conferenza “SILENCED NO MORE”: dalla tragedia del 7 ottobre un appello a riconoscere e perseguire la violenza sessuale come arma di guerra. L’incontro on line il 23 giugno con un panel internazionale di altissimo profilo, per chiedere giustizia e trasformare il dolore delle vittime in responsabilità civile
Proiettile al sindaco di Varallo Valsesia contro le famiglie israeliane. Meghnagi (CEM): “Un gesto vile, osceno, squallido”
di Redazione
“Questa dilagante deriva antisemita è stata guardata per troppi anni con superficialità – quando non con aperto compiacimento – da parte di settori della politica e non solo – dichiara il presidente della Comunità ebraica milanese -. Un linguaggio politico sempre più aggressivo, che normalizza l’odio e sdogana l’ostilità verso le minoranze, prepara il terreno su cui germogliano gesti come questo.
Roma Pride: anche Keshet Italia parteciperà
di Redazione
L’associazione ebraica LGBTIQ+ ha trovato un accordo ccon il Coordinamento Roma Pride che le consentirà di partecipare alla manifestazione con la propria delegazione e i propri simboli entrando nel contempo nel Coordinamento Roma Pride 2027.
Quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano. Israele colpisce Hezbollah mentre cresce la pressione per un cessate il fuoco
di Anna Balestrieri
La posizione israeliana è che questi raid siano una risposta diretta alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah. Secondo l’IDF, il gruppo sostenuto dall’Iran avrebbe continuato ad avanzare, riorganizzarsi e condurre attacchi contro soldati israeliani, mettendo a rischio sia la tenuta degli accordi sia la sicurezza delle comunità israeliane del nord.














