Le sfide di ogni giorno

di Daniele Cohenca

Mishkan“Moshè fece riunire tutta l’adunanza dei figli di Israele (Shemot 35:1)”: così  inizia la prima delle due parashot della settimana. Rashì ci spiega che questo giorno di grande assemblea era quello successivo al primo Yom Kippur del popolo ebraico; Moshè scende dal Monte Sinai il giorno di Kippur e porta al popolo il messaggio di perdono che aveva ottenuto da D-o dopo il peccato del “vitello d’oro”.

Il giorno successivo, quindi, Moshè raduna il popolo ed ordina la costruzione del Santuario,  Il Mishkàn. Per qule motivo Rashì ritiene così importante sottolineare il fatto che ciò avvenne il giorno dopo Kippur?
Una delle spiegazioni è quella che il giorno di Kippur è riconosciuto da tutti gli ebrei come particolarmente santo. È un momento di universale raccoglimento e dedizione. Ma cosa succede l’indomani? È relativamente facile essere “santi” nel giorno più “santo” dell’anno; la vera prova consiste nel rimanere “santi” anche il giorno successivo, quello dopo ancora e così via fino al Kippur successivo. La domanda è se dopo la profonda esperienza del giorno di Kippur, avremo la stessa ispirazione e lo stesso entusiasmo che avevamo al momento della preghiera di Neilà!

Quante Sinagoghe sono oltre il limite di capacità in quel particolare momento dell’anno e la mattina successiva fanno fatica ad avere un minyan?
Moshè vuole insegnare che ci sono momenti nella vita (Kippur è un esempio, ma ce ne possono essere molti altri, gioiosi o purtroppo dolorosi) in cui siamo chiamati per forza maggiore ad una dedizione particolare; ma il “momentum” non si deve esaurire in quell’attimo: la sfida consiste nell’essere in grado di prendere decisioni continuative e sostenibili ed organizzare un piano per la nostra vita ebraica.
Fra poco sarà Pèssach, a D-o piacendo: quante case sono nel subbuglio più totale per le pulizie, quanti già fanno i calcoli di quanta pasta acquistare per non rimanere con chamètz in casa alla vigilia di Pèssach, quanti sono già preoccupati di quali matzòt e quale vini comperare per il sèder? Quanti continueranno a tenere una casa kasher anche dopo il seder? Quanti faranno attenzione ai propri acquisti al supermercato dopo Pèssach?

È in quel momento che nasce la sfida.
Ed è questo il messaggio di Moshè: sì, D-o ha perdonato uno dei più grandi peccati commessi nella storia, ma questo è solo l’inizio: egli raduna il popolo il giorno dopo Kippur per comunicare loro che la sfida comincia adesso.

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