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‘Luci per la città’: dall’1 al 3 dicembre Jewish in the City illumina Milano

di Redazione
Con il tema ‘Luci per la città’ ritorna Jewish in the City, il festival internazionale che porta a Milano il meglio della cultura ebraica. L’evento è organizzato dalla Comunità Ebraica di Milano, con il patrocinio del Comune di Milano.

Per il programma completo visitare il sito del festival.

Sabato 1 dicembre

Apertura alla fine di Shabbat al Teatro Dal Verme, Oh Dio Mio, commedia di Anat Gov su un cliente molto speciale che si reca da uno psicoanalista, esaurito dal suo ruolo molto speciale (con Ketty di Porto e Alessandro Vantini). Spettacoli alle 20.30 e alle 22.30.

Domenica 2 dicembre

Mattinata alla Sinagoga di via Guastalla. Si parla di Rav Laras con Roberto della Rocca, Massimo Recalcati moderati da Andree Ruth Shammah, e con David Parenzo si assiste all’anteprima del suo spettacolo Un Ebreo Fulminato.

Pomeriggio al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci con Dario Calimani e l’ebreo nella letteratura, Yarona Pinhas e la Cabala, Amihai Pardo e Theodor Herzl. Spazio anche alla musica ebraica, con il concerto in tre ‘puntate’ del trio Goldene Medine.

AlTeatro Franco Parenti ci si scatena con la Gaga Dance! Il fenomeno mondiale nato in Israele da Ohad Naharin. Evento a pagamento, Prenotazione obbligatoria sul sito del Teatro Franco Parenti.

Alle 14.15 sarà inaugurata Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci Milano la Mostra Capitane Coraggiose dell’ADEI Wizo.

Chiusura della giornata al Museo della Scienza con l’accensione della prima luce di Chanukah, la festa delle Luci e della Libertà, con ravioli Alfonso Arbib. Al Parenti alle 20.30 il film MrGaga di Tomer Heymann con dibattito a cura di Bianca Ambrosio.

Lunedì 3 dicembre

Giornata dedicata alle scuole con rappresentazioni dell’opera Korczak, 10 Scatole di Fiammiferi di Amichai Pardo.
Gran finale alle 19 al Memoriale della Shoah di largo Safra. Con il grande tema Spegnere l’Odio, Accendere la Speranza. Modera Gabriele Nissim (Gariwo, la foresta dei Giusti). Con Victor Magiar, Salvatore Natoli, Haim Baharier, Piero Barbetta, e la senatrice Liliana Segre.

Chanukkà

A Chanukkà, festa delle Luci (nel 2018 inizia il 2 dicembre), l’atmosfera è particolarmente allegra e i bambini la aspettano con ansia.
La festa di Chanukkà, tra tutte le antiche ricorrenze ebraiche, è l’unica che non affondi in qualche modo le sue radici nella Bibbia e nei suoi racconti; è una festa stabilita dai Maestri del Talmud e ricorda un avvenimento accaduto in terra di Israele, nel 168 a.e.v.
Antioco Epifane di Siria – ottavo re della dinastia seleucide, erede di una piccola parte dell’Impero appartenuto ad Alessandro Magno – voleva imporre la religione greca alla Giudea. Le mire di ellenizzazione furono contrastate e impedite da Mattatià, un sacerdote di Modiin della famiglia degli Asmonei che insieme ai suoi sette figli, diedero avvio alla rivolta.

Chanukkà è conosciuta anche come la festa del miracolo dell’olio: quando dopo una strenua battaglia, il 25 di Kislev di tre anni dopo (165 a.e.v.), il Tempio fu riconquistato, si doveva procedere alla riconsacrazione. Nel Tempio però fu trovata una sola ampolla di olio puro recante il sigillo del Sommo Sacerdote. Per la preparazione di olio puro (viene considerato olio puro quello raccolto dalle prime gocce della spremitura delle olive) occorrevano otto giorni. Nel trattato talmudico di Shabbat (21b) leggiamo del grande miracolo che occorse: l’olio che poteva bastare per un solo giorno, fu sufficiente per otto giorni, dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell’altro nuovo. In ricordo di quel miracolo, i Saggi del Talmud istituirono una festa di lode e di ringraziamento al Signore che dura appunto 8 giorni: Chanukkà che letteralmente, significa “inaugurazione”.

La prima sera della festa si accende un lume su un candelabro speciale a nove bracci, e ogni sera, per otto giorni, se ne aggiunge uno in più, fino a che l’ottava sera si accendono 8 lumi. Questo candelabro si chiama Chanukkià e può avere diverse forme. L’indicazione è che gli otto contenitori per le candele siano tutti allineati alla stessa altezza e che il nono – lo shammash, il servitore, quello che serve per accendere gli altri lumi – sia in una posizione diversa.
I bambini ricevono regali e in particolare delle trottoline su cui compaiono le iniziali delle parole “Un grande miracolo è avvenuto lì”.

Uno dei precetti relativi alla festa è quello di “rendere pubblico il miracolo”, per questo si usa accendere i lumi al tramonto o più tardi, quando c’è ancora gente nelle vie, vicino alla finestra che si affaccia sulla strada, al fine di rendere pubblico il miracolo che avvenne a quel tempo. Negli ultimi anni nelle grandi piazze di alcune città italiane, si issa un’enorme Chanukkià i cui lumi vengono accesi in presenza di numerosi intervenuti.

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