di Paolo Salom
[Voci dal lontano Occidente] È un personaggio screditato. Meriterebbe senz’altro l’oblio. Eppure credo sia venuto il momento di parlarne. Perché Francesca Albanese, che si fregia del titolo di Inviata dell’Onu per i territori palestinesi occupati, ha un potere reale. Che è quello di far male a Israele e agli ebrei
Israele
Non solo elettori: il ruolo (e i problemi) degli immigrati dell’Est e l’alyiah di guerra di Israele
di Anna Lesnevskaya
Il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. L’aliyah di guerra tra difficoltà di integrazione, discriminazione e costruzione di una nuova identità. Il dramma dei giovani immigrati in cerca di una patria. Come russi e ucraini in Israele sono visti dalla politica: un serbatoio di voti difficile da gestire
Tempesta sul Medio Oriente: arrivano la tanto attesa operazione congiunta USA-Israele contro l’Iran e la risposta missilistica di Teheran
Il 28 febbraio 2026 segna una svolta drammatica nella crisi tra Israele, Stati Uniti e Repubblica Islamica dell’Iran. Dopo settimane di tensioni crescenti e negoziati nucleari formalmente ancora in corso, Washington e Gerusalemme hanno lanciato un’offensiva. In serata arriva la conferma della morte di Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran e diretto responsabile della morte di decine di migliaia di dissidenti Iraniani
La stella proibita: decodificare la bandiera che sfida il regime
di Sofia Tranchina
«Se per liberare l’Iran dovessero colpire il mio villaggio, chiamerei io stesso Netanyahu e gli direi: fatelo.»
La presenza di bandiere israeliane alle proteste contro il regime iraniano – presenza che sorprende, disorienta e talvolta perfino indigna i passanti che la notano – sembra essere, per chi è cresciuto sotto il regime islamico, la cosa più naturale del mondo.
David Parenzo: “Una parte dell’Occidente odia se stesso”
di Nathan Greppi
«Chi non la pensa come il mainstream, chi non dice esattamente quello che alcuni vorrebbero che si dicesse, viene automaticamente iscritto tra gli “ebrei cattivi”». Così il giornalista a Mosaico, dopo che ha dovuto spostare la location per la presentazione del suo libro su Israele per la protesta di 150 persone.
La Cina vira verso l’antisemitismo, guidata dalla geopolitica
di Nina Prenda
La tendenza attuale non è “cresciuta in casa” ma guidata da cambiamenti geopolitici strategici, ha detto lo studio. Questi includono l’escalation della rivalità della Cina con gli Stati Uniti, il suo crescente allineamento con le Nazioni a maggioranza araba e musulmana e una più ampia adozione di narrazioni anti-occidentali.
Coppa del mondo, arriva l’oro per Israele del ginnasta Artem Dolgopyat
di Nina Prenda
Il campione israeliano olimpico di Tokyo ha inaugurato il circuito internazionale a Cottbus, in Germania, conquistando la medaglia d’oro nella prima giornata di finali di specialità. Dolgopyat ha chiuso la sua routine con un punteggio di 14.500, confermandosi uno dei riferimenti assoluti della disciplina.
Israele all’Onu esprime sostegno all’Ucraina e promette generatori di energia
di Nina Prenda
Solo un anno fa, Israele si era schierato con Stati Uniti e Russia contro una risoluzione che riaffermava l’integrità territoriale dell’Ucraina nel terzo anniversario della guerra, segnando la prima presa di distanza formale da Kiev dall’inizio del conflitto. Ora invece fornirà 117 generatori di energia all’Ucraina.
Dal progetto su Gaza al ritiro dalla Biennale 2026: il Sudafrica lascia vuoto il padiglione a Venezia
di Pietro Baragiola
L’artista sudafricana Gabrielle Goliath era stata scelta per rappresentare il Paese alla Biennale con una performance dal vivo intitolata Elegy, che prevedeva un memoriale per Abu Nada, simbolo delle vittime civili del conflitto a Gaza. Scelta che ha suscitato la reazione del ministro della Cultura sudafricana, Gayton McKenzie, che ha definito la performance “altamente divisiva”.
Gaza divide la Berlinale: il ministro tedesco abbandona la cerimonia dopo le accuse di genocidio
di Pietro Baragiola
Il ministro tedesco dell’Ambiente, Carsten Schneider, ha abbandonato la sala dopo che il regista Abdallah Al-Khatib ha utilizzato il proprio discorso di accettazione per accusare pubblicamente la Germania di “sostenere il genocidio a Gaza da parte di Israele”. Ma le polemiche erano già nell’aria.
Il mattone israeliano a un punto di svolta. Dopo la guerra, un nuovo inizio
di Nina Deutsch
Dopo due anni di conflitto, mesi di attesa e incertezza, tassi elevati e domanda frenata, il mattone israeliano si trova a un punto di svolta. Offerta record, prezzi più negoziabili e forti differenze territoriali ridisegnano il mercato, con segnali di risveglio: nuove opportunità e una domanda che torna cautamente a muoversi, mentre Gerusalemme e Tel Aviv seguono traiettorie opposte. Sullo sfondo, anche il legame con la diaspora e il crescente antisemitismo a livello globale.
Il premier indiano Modi visiterà Israele per rafforzare i rapporti
di Nathan Greppi
Netanyahu ha affermato che cercherà di rafforzare la cooperazione economica, diplomatica e nella sicurezza tra Gerusalemme e Nuova Delhi, ampliando al contempo le partnership con i paesi mediterranei, africani, asiatici e arabi moderati. Ha accennato a nuovi paesi partner asiatici “di cui per il momento non dirò i dettagli”, affermando che li avrebbe presentati “in maniera organizzata”.














