di Davide Cucciati
La risoluzione approvata dal Senato non cambia da sola gli equilibri della regione. Offre però una fotografia nitida di una trasformazione già in corso. Per decenni, il rapporto tra Israele e le classi dirigenti statunitensi è stato letto come una convergenza quasi automatica. Oggi quella convergenza appare meno incondizionata.
Iran
L’accordo di Trump visto dall’opposizione iraniana in Italia
di Nathan Greppi
Proprio perché in un primo momento Washington e Gerusalemme hanno intercettato più di qualunque altro governo occidentale i sentimenti di quegli iraniani che desiderano veder crollare quel regime teocratico che da 47 anni opprime il loro popolo, la decisione di Donald Trump di trattare la pace con l’Iran senza che ci sia stato il tanto atteso cambio di regime ha lasciato molti spiazzati. Qui l’opinione di alcuni iraniani in Italia.
Israele-Libano, nuovi colloqui a Washington mentre resta alta la tensione al confine
di Anna Balestrieri
Il nuovo ciclo di negoziati, il quinto, è previsto da martedì 23 a giovedì 25 giugno negli Stati Uniti, tra Dipartimento di Stato e Pentagono. Al tavolo siederanno rappresentanti israeliani e libanesi, con la mediazione americana. L’obiettivo dichiarato da Washington è ambizioso: interrompere definitivamente il ciclo di violenza e avviare un percorso verso un accordo complessivo di pace e sicurezza tra i due Paesi.
Accordo USA-Iran, possibili nuovi finanziamenti a Hezbollah
di Nina Prenda
Secondo quattro fonti vicine ai rapporti tra Teheran e il movimento sciita, riporta il Times of Israel, l’Iran avrebbe promesso un incremento dei finanziamenti una volta che i fondi attualmente congelati saranno sbloccati. Un eventuale afflusso di risorse consentirebbe al gruppo di recuperare le perdite subite durante il conflitto del 2024 con Israele e di consolidare la propria influenza interna, in una fase in cui la pressione militare e politica su Hezbollah è aumentata sensibilmente.
L’esperto: “Non ci sarà un accordo permanente fra Usa e Iran, il regime ha così tante ragioni per non farlo…”
di Ilaria Myr
Secondo Beni Sabti, membro del prestigioso INSS – Institute for National Security Studies di Tel Aviv, tra i più autorevoli think tank sull’Iran, il regime islamico sembra ora essere in vantaggio, ma, come già successo nel passato, peccherà di arroganza e userà i soldi per finanziare il terrorismo e i suoi proxy. E il popolo, stremato tornerà nelle piazze. L’amicizia Trump Netanyahu è finita? “Assolutamente no. Né personalmente né fra i Paesi”.
Hezbollah dopo la guerra: indebolito, ma non sconfitto
di Maia Principe
La guerra tra Israele e Hezbollah ha alterato drasticamente gli equilibri di potere nel nord e ha inferto un duro colpo a Hezbollah, ma non ha sconfitto l’organizzazione. Hezbollah ha perso una parte significativa delle sue capacità, ma conserva ancora una considerevole forza militare, continua a ricostruire il proprio potere e si sta adattando alla nuova realtà. Lo sostiene Sarit Zehavi, direttrice di Alma Center, centro che studia le sfide alla sicurezza di Israele sulla linea settentrionale.
I leader ebrei americani esprimono allarme per l’emergente accordo con l’Iran
di Nina Prenda
Tra le reazioni più dure figura quella del Jewish Democratic Council of America. La direttrice esecutiva, Halie Soifer, ha definito l’intesa una possibile “ammissione di sconfitta” da parte degli Stati Uniti.
Presentato a Milano “Stai fermo lì” di Clementina Speranza, con il protagonista persiano Babak Monazzami
di R. I.
Venerdì 12 giugno, presso Casa di Quartiere Garibaldi – Strehler, è stato proiettato il documentario STAI FERMO LÌ della giornalista e regista Clementina Speranza, presente in sala insieme al protagonista persiano Babak Monazzami, poliedrico artista e mediatore dei Diritti Umani
Accordo storico tra Stati Uniti e Iran, ma Israele resta in allerta: Beirut riaccende le tensioni
di Anna Balestrieri
Secondo le autorità israeliane, il raid è stato effettuato in risposta all’attacco condotto poche ore prima da Hezbollah, che aveva lanciato droni contro il nord di Israele e contro le forze dell’IDF impegnate nel Libano meridionale. Il bombardamento avrebbe colpito un centro di comando dell’organizzazione sciita. Fonti libanesi parlano di tre morti e quindici feriti; secondo emittenti arabe, tra le vittime vi sarebbe anche il comandante di Hezbollah Ali al-Hajj.
Gli interessi di Israele e degli Stati Uniti coincidono ancora?
di Davide Cucciati
Nei primi dieci giorni di giugno qualcosa si è incrinato nel rapporto tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Le dichiarazioni pubbliche, le ricostruzioni giornalistiche e le diverse priorità strategiche emerse sul dossier iraniano suggeriscono una domanda più ampia: fino a che punto gli interessi degli Stati Uniti e quelli di Israele continuano a convergere?
Nuova escalation in Medio Oriente: l’Iran attacca il nord di Israele con missili balistici. Israele risponde colpendo obiettivi militari
di Anna Balestrieri
Missili, raid aerei e tensioni diplomatiche: il conflitto torna a infiammarsi mentre Trump tenta di salvare i negoziati con Teheran. Le sirene d’allarme hanno risuonato in diverse regioni del Paese, da Beer Sheva a Gerusalemme, dal nord al centro, riportando la popolazione israeliana a una quotidianità scandita dall’incertezza e dalla paura al ritorno di un conflitto più ampio.
Marjane Satrapi, la voce dell’esilio che insegnò all’Occidente a guardare l’Iran
di Anna Balestrieri
La sua grande intuizione fu mostrare l’Iran senza assolvere il regime e senza demonizzare il popolo. In anni segnati da semplificazioni ideologiche, Satrapi ricordò ai lettori occidentali che dietro la Repubblica Islamica esisteva una società viva, plurale, colta e attraversata da profonde tensioni interne. Fu una critica severa dell’autoritarismo religioso, ma rifiutò sempre le caricature orientaliste che riducevano gli iraniani a semplici vittime o fanatici.














