Gaza

Un report accusa Medici Senza Frontiere di propaganda filo-Hamas

Mondo

di Nathan Greppi
L’indagine di NGO Monitor aggiunge ulteriori dettagli, rivelando che la tendenza a promuovere una “narrazione sempre più limitata che critica esclusivamente Israele e cancella Hamas” ha iniziato ad emergere almeno dal 2015. Tuttavia, questa tendenza è accelerata a partire dal 7 ottobre 2023.

Una nave della Flobal Sumud Flotilla

Global Sumud Flotilla: tra attivismo, polemiche e controversie internazionali

Mondo

di Anna Balestrieri
Alcuni membri della GSF avrebbero avuto contatti diretti o indiretti con figure associate a Hamas. Il documento descrive una rete articolata di relazioni personali e organizzative che coinvolgerebbe attivisti e promotori della flottiglia, sottolineando come tali connessioni si inseriscano in un contesto più ampio di mobilitazione internazionale.

Gaza, fondi Ue e ombra Hamas: il Parlamento chiede verifiche

Mondo

di Anna Balestrieri
La sezione 31 cita documenti interni sospettati di appartenere ad Hamas, datati tra il 2018 e il 2022, trovati originariamente dalle Forze di difesa israeliane nella Striscia di Gaza. Quei documenti indicherebbero presunti tentativi di infiltrazione e monitoraggio attraverso “garanti” collegati a Ong internazionali, anche in progetti umanitari sostenuti dall’Ue.

Rachel Goldberg-Polin: tra il nuovo libro e le ultime interviste, il racconto straziante di una madre dopo la morte del figlio ucciso

Personaggi e Storie

di Marina Gersony
“When We See You Again”, uscito in questi giorni, è un viaggio devastante nella frattura irreparabile tra il “prima” e il “dopo” di Hersh Goldberg-Polin, il ventitreenne rapito durante l’attacco del 7 ottobre e ucciso in prigionia. Un memoir che trasforma il lutto in testimonianza universale, dando voce con misura e potenza a un dolore che non trova parole ma continua a cercarle. Tra le pagine emergono anche inattesi spiragli di luce: «un sussurro di sole», un’emozione intima che suggerisce come la speranza, pur cambiando forma, possa continuare a esistere.

Distorsione della memoria al Liceo Agnesi di Milano. La risposta dell’Istituto

Italia

di Nathan Greppi
È previsto per il 9 aprile un incontro al Liceo Agnesi dal titolo Riflessione sulla Giornata della Memoria e sull’attualità geopolitica internazionale con la partecipazione di Francesco Vignarca, Coordinatore delle Campagne della Rete Pace e Disarmo, e Widad Tamimi, scrittrice, figlia di padre palestinese e madre di origini ebraiche. Entrambi schierati contro Israele.

«Durante la prigionia a Gaza cantavo a squarciagola l’Hatikva. Voleva dire “non mi piegherete”»

Personaggi e Storie

di Ilaria Myr
Sono parole importanti e dense quelle qui riportate, e lo sono ancora di più se a pronunciarle è Gadi Moses, oggi 82 anni, rapito dal Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023 è rimasto ostaggio della Jihad Islamica per 482 giorni, e l’unico israeliano di età superiore ai 75 anni, su dieci presi in ostaggio, a sopravvivere alla prigionia. Lui che, fra i costruttori del suo kibbutz, oggi ha la forza di ricostruirlo. «Ma per ricostruire la società ferita c’è anche bisogno dell’aiuto di tutti gli ebrei e gli amanti di Israele».

Due anni nei tunnel di Hamas: la storia di Nimrod Cohen, dalla cattività alla libertà 

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Un racconto che non cerca ordine, ma restituisce esperienza. Si passa dall’alba del 7 ottobre – il risveglio, il carro armato, l’illusione della normalità – al caos immediato dell’attacco. E poi i 738 giorni di prigionia a Gaza, con le violenze fisiche e psicologiche, fame, buio, spostamenti continui, paura dei bombardamenti e – paradossalmente – anche tentativi per resistere: giochi mentali, traduzioni di canzoni, alfabeti ripassati per non perdere lucidità.

Donald Trump

Trump tende la mano al Qatar: “Non siete il male”. Quando la diplomazia diventa un’impresa personale

Mondo

di Davide Cucciati
Trump sta dando forma a una diplomazia fatta di relazioni dirette, marketing dell’immagine, pressioni pubbliche, telefonate “riparative”, e una narrativa ossessiva del risultato. I metodi “trumpiani” non hanno risparmiato neppure il primo ministro israeliano Beniamin Netanyahu. È una diplomazia trattata come impresa personale, reputazione come marketing, alleanze come fatture, risultati come prodotto comunicativo.

L’ex ostaggio a Gaza Matan Angrest parla per la prima volta: gli interrogatori e le torture subiti da Hamas

di Nina Deutsch
Per la prima volta dal suo rilascio, l’ex ostaggio rompe il silenzio e sceglie di raccontare ciò che ha vissuto: l’attacco del 7 ottobre, la cattura, le ferite, gli interrogatori e le torture durante una prigionia durata oltre due anni nelle mani di Hamas. Una testimonianza dolorosa e necessaria, pronunciata con fatica ma lucidità, che restituisce il volto umano di una sopravvivenza segnata dal trauma e dall’inizio di un lungo e complesso percorso di riabilitazione.

Hamas, la macchina invisibile della propaganda

Mondo

di Daniele Scalise (da Setteottobre)
Dai documenti sequestrati a Gaza emerge l’architettura di un sistema mediatico capillare che ha lavorato per anni per isolare Israele e orientare l’opinione pubblica internazionale. Tra i materiali studiati figura il “Piano operativo 2022 del Movimento di Resistenza Islamico Hamas – Provincia di Gaza”, un testo che copre il triennio 2022-2025 e che porta la firma del direttore del Dipartimento Informazione, Ali al-Amoudi, uomo di fiducia di Yahya Sinwar.