di Pietro Baragiola
Per la prima volta dalla loro liberazione, gli ex ostaggi Eli Sharabi e Alon Ohel sono apparsi insieme in pubblico. L’evento si è tenuto il 4 maggio a Londra, durante la cena inaugurale di raccolta fondi dell’organizzazione benefica Strands of Hope, dove sono stati donati oltre 350mila euro a sostegno dei giovani vulnerabili in Israele. Davanti a più di 400 persone, Sharabi e Ohel hanno raccontato il rapporto nato durante la prigionia a Gaza, descrivendolo come un legame “padre-figlio”.
Gaza
Sondaggio: meno del 25% dei residenti al confine con Gaza si sente al sicuro, il 40% non si fida dello Stato
di Nina Prenda
Secondo i dati della Direzione Tekuma, appena il 23% degli intervistati dichiara di sentirsi “molto” o “abbastanza” sicuro vivendo nella regione, in netto calo rispetto al 35% registrato nel 2024. Parallelamente, solo il 40% afferma di avere fiducia negli organi statali (governo, Knesset, polizia e sistema giudiziario), una rilevazione introdotta per la prima volta nel 2025.
USAID rivela: altri quattro lavoratori dell’UNRWA parteciparono agli attacchi del 7 ottobre
di Nina Prenda
Tre di quelli identificati erano insegnanti impiegati dall’UNRWA e il quarto era un assistente sociale dell’UNRWA, che avrebbe tenuto in ostaggio civili dopo essere stati rapiti nel sud di Israele e/o aver svolto attività terroristiche in territorio israeliano il 7 ottobre 2023. Il personale è stato deferito al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dove è possibile che una sospensione formale impedisca loro di lavorare in organizzazioni umanitarie finanziate dagli Stati Uniti in futuro.
Gaza e Cisgiordania, due opinioni pubbliche diverse
di Davide Cucciati
Il dato più rilevante riguarda infatti le preferenze sul futuro del conflitto. Il 59% dei palestinesi indica la soluzione a due Stati come opzione preferita, in aumento rispetto al 2023. Il sostegno è più alto a Gaza, dove raggiunge il 64%, contro il 56% in Cisgiordania. Un risultato che contraddice l’idea di una radicalizzazione uniforme dopo la guerra, pur senza implicare automaticamente un’apertura alla normalizzazione con Israele.
Un report accusa Medici Senza Frontiere di propaganda filo-Hamas
di Nathan Greppi
L’indagine di NGO Monitor aggiunge ulteriori dettagli, rivelando che la tendenza a promuovere una “narrazione sempre più limitata che critica esclusivamente Israele e cancella Hamas” ha iniziato ad emergere almeno dal 2015. Tuttavia, questa tendenza è accelerata a partire dal 7 ottobre 2023.
Global Sumud Flotilla: tra attivismo, polemiche e controversie internazionali
di Anna Balestrieri
Alcuni membri della GSF avrebbero avuto contatti diretti o indiretti con figure associate a Hamas. Il documento descrive una rete articolata di relazioni personali e organizzative che coinvolgerebbe attivisti e promotori della flottiglia, sottolineando come tali connessioni si inseriscano in un contesto più ampio di mobilitazione internazionale.
Gaza, fondi Ue e ombra Hamas: il Parlamento chiede verifiche
di Anna Balestrieri
La sezione 31 cita documenti interni sospettati di appartenere ad Hamas, datati tra il 2018 e il 2022, trovati originariamente dalle Forze di difesa israeliane nella Striscia di Gaza. Quei documenti indicherebbero presunti tentativi di infiltrazione e monitoraggio attraverso “garanti” collegati a Ong internazionali, anche in progetti umanitari sostenuti dall’Ue.
Elezioni municipali nei territori palestinesi. Fatah rivendica una vittoria schiacciante
di Nina Deutsch
Il voto segna un test simbolico a Gaza e conferma il radicamento del partito di Mahmoud Abbas in Cisgiordania. Esclusione di Hamas, ma ancora centrale, liste uniche e partecipazione disomogenea ridimensionano però la portata politica del risultato.
Rachel Goldberg-Polin: tra il nuovo libro e le ultime interviste, il racconto straziante di una madre dopo la morte del figlio ucciso
di Marina Gersony
“When We See You Again”, uscito in questi giorni, è un viaggio devastante nella frattura irreparabile tra il “prima” e il “dopo” di Hersh Goldberg-Polin, il ventitreenne rapito durante l’attacco del 7 ottobre e ucciso in prigionia. Un memoir che trasforma il lutto in testimonianza universale, dando voce con misura e potenza a un dolore che non trova parole ma continua a cercarle. Tra le pagine emergono anche inattesi spiragli di luce: «un sussurro di sole», un’emozione intima che suggerisce come la speranza, pur cambiando forma, possa continuare a esistere.
Distorsione della memoria al Liceo Agnesi di Milano. La risposta dell’Istituto
di Nathan Greppi
È previsto per il 9 aprile un incontro al Liceo Agnesi dal titolo Riflessione sulla Giornata della Memoria e sull’attualità geopolitica internazionale con la partecipazione di Francesco Vignarca, Coordinatore delle Campagne della Rete Pace e Disarmo, e Widad Tamimi, scrittrice, figlia di padre palestinese e madre di origini ebraiche. Entrambi schierati contro Israele.
«Durante la prigionia a Gaza cantavo a squarciagola l’Hatikva. Voleva dire “non mi piegherete”»
di Ilaria Myr
Sono parole importanti e dense quelle qui riportate, e lo sono ancora di più se a pronunciarle è Gadi Moses, oggi 82 anni, rapito dal Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023 è rimasto ostaggio della Jihad Islamica per 482 giorni, e l’unico israeliano di età superiore ai 75 anni, su dieci presi in ostaggio, a sopravvivere alla prigionia. Lui che, fra i costruttori del suo kibbutz, oggi ha la forza di ricostruirlo. «Ma per ricostruire la società ferita c’è anche bisogno dell’aiuto di tutti gli ebrei e gli amanti di Israele».
Il rapporto britannico sul 7 ottobre: civili di Gaza autori di rapimenti, saccheggi e uccisioni
di Davide Cucciati
Nel Regno Unito, è stata pubblicata la seconda edizione di quella che viene presentata come la più ampia relazione, in lingua inglese, sul pogrom del 7 ottobre. Fra gli elementi più rilevanti che emergono dal documento vi è il ruolo dei civili palestinesi provenienti da Gaza che nel report figurano come parte integrante del quadro dell’assalto.














