Distorsione della memoria al Liceo Agnesi di Milano

Italia

di Nathan Greppi
È previsto per il 9 aprile un incontro al Liceo Agnesi dal titolo Riflessione sulla Giornata della Memoria e sull’attualità geopolitica internazionale con la partecipazione di Francesco Vignarca, Coordinatore delle Campagne della Rete Pace e Disarmo, e Widad Tamimi, scrittrice, figlia di padre palestinese e madre di origini ebraiche. Entrambi schierati contro Israele.

«Durante la prigionia a Gaza cantavo a squarciagola l’Hatikva. Voleva dire “non mi piegherete”»

Personaggi e Storie

di Ilaria Myr
Sono parole importanti e dense quelle qui riportate, e lo sono ancora di più se a pronunciarle è Gadi Moses, oggi 82 anni, rapito dal Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023 è rimasto ostaggio della Jihad Islamica per 482 giorni, e l’unico israeliano di età superiore ai 75 anni, su dieci presi in ostaggio, a sopravvivere alla prigionia. Lui che, fra i costruttori del suo kibbutz, oggi ha la forza di ricostruirlo. «Ma per ricostruire la società ferita c’è anche bisogno dell’aiuto di tutti gli ebrei e gli amanti di Israele».

Due anni nei tunnel di Hamas: la storia di Nimrod Cohen, dalla cattività alla libertà 

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Un racconto che non cerca ordine, ma restituisce esperienza. Si passa dall’alba del 7 ottobre – il risveglio, il carro armato, l’illusione della normalità – al caos immediato dell’attacco. E poi i 738 giorni di prigionia a Gaza, con le violenze fisiche e psicologiche, fame, buio, spostamenti continui, paura dei bombardamenti e – paradossalmente – anche tentativi per resistere: giochi mentali, traduzioni di canzoni, alfabeti ripassati per non perdere lucidità.

Donald Trump

Trump tende la mano al Qatar: “Non siete il male”. Quando la diplomazia diventa un’impresa personale

Mondo

di Davide Cucciati
Trump sta dando forma a una diplomazia fatta di relazioni dirette, marketing dell’immagine, pressioni pubbliche, telefonate “riparative”, e una narrativa ossessiva del risultato. I metodi “trumpiani” non hanno risparmiato neppure il primo ministro israeliano Beniamin Netanyahu. È una diplomazia trattata come impresa personale, reputazione come marketing, alleanze come fatture, risultati come prodotto comunicativo.

L’ex ostaggio a Gaza Matan Angrest parla per la prima volta: gli interrogatori e le torture subiti da Hamas

di Nina Deutsch
Per la prima volta dal suo rilascio, l’ex ostaggio rompe il silenzio e sceglie di raccontare ciò che ha vissuto: l’attacco del 7 ottobre, la cattura, le ferite, gli interrogatori e le torture durante una prigionia durata oltre due anni nelle mani di Hamas. Una testimonianza dolorosa e necessaria, pronunciata con fatica ma lucidità, che restituisce il volto umano di una sopravvivenza segnata dal trauma e dall’inizio di un lungo e complesso percorso di riabilitazione.

Hamas, la macchina invisibile della propaganda

Mondo

di Daniele Scalise (da Setteottobre)
Dai documenti sequestrati a Gaza emerge l’architettura di un sistema mediatico capillare che ha lavorato per anni per isolare Israele e orientare l’opinione pubblica internazionale. Tra i materiali studiati figura il “Piano operativo 2022 del Movimento di Resistenza Islamico Hamas – Provincia di Gaza”, un testo che copre il triennio 2022-2025 e che porta la firma del direttore del Dipartimento Informazione, Ali al-Amoudi, uomo di fiducia di Yahya Sinwar.

National Jewish Book Awards 2026: “L’ostaggio” di Eli Sharabi vince il premio di “Libro dell’anno”

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Secondo la giuria di quest’anno, il memoir di Sharabi è riuscito ad aggiudicarsi il premio “grazie alla sua duplice identità di testimonianza personale e documento storico”. Nel libro, diventato bestseller in Israele e ripubblicato in inglese negli Stati Uniti, l’autore racconta il suo rapimento dal kibbutz Be’eri durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e i 491 giorni trascorsi in cattività nei tunnel sotterranei di Gaza fino alla liberazione avvenuta l’8 febbraio 2025.

Medici Senza Frontiere denuncia la presenza di uomini armati all’ospedale Nasser di Gaza

Mondo

di Nina Prenda
In una nota diffusa dall’organizzazione, MSF riferisce che negli ultimi mesi pazienti e personale hanno più volte osservato uomini armati, in alcuni casi con il volto coperto, muoversi in diverse aree del vasto complesso ospedaliero. Segnalati anche episodi ritenuti inaccettabili: dalla presenza armata alle intimidazioni, fino agli arresti arbitrari di pazienti e a un recente caso sospetto di trasferimento di armi.

Netanyahu vola da Trump, ma è un nulla di fatto

Mondo

di Anna Balestrieri
L’incontro alla Casa Bianca tra il presidente statunitense e il premier israeliano si è chiuso senza conferenze stampa, senza dichiarazioni congiunte e senza annunci di rilievo. Un silenzio che pesa, soprattutto perché il colloquio avveniva in un momento di fortissime tensioni regionali.