di Ugo Volli
[Scintille. Letture e riletture] In alcune notissime pagine dei loro romanzi, Tolstoj e Stendhal hanno raccontato come sia difficile, anche per un testimone diretto, comprendere l’andamento di una battaglia mentre essa è in corso. A maggior ragione ciò vale per un’intera guerra, soprattutto una guerra moderna combattuta con armi non visibili al pubblico,
Gaza
Donna gazawi minacciata per aver criticato Hamas. La denuncia di Ahmed Fouad AlKhatib
di Nathan Greppi
Una esponente a Gaza del partito Fatah, che governa l’ANP ma è stato espulso dalla Striscia nel 2007 in seguito a lunghi scontri con Hamas, è stata minacciata dal movimento terroristico e dai suoi sostenitori dopo essersi esposta pubblicamente contro di esso. A denunciarlo, in un tweet del 3 novembre, è l’analista palestinese-americano Ahmed Fouad AlKhatib.
La visita inconsueta di quattro italiani Chabad al kibbutz: l’incomprensione trasformata in affetto e volontà di dialogo
di Angelica Edna Calò Livne
[Oltre i confini] Sono apparsi qualche mese fa, in giro per le strade del kibbutz. I cappelli a falda larga, i cappotti lunghi e gli abiti neri. Sono apparsi in un momento critico in cui una larga fascia della popolazione israeliana è stanca di esplosioni, di soldati mutilati, di feriti nel corpo e nell’anima, di orfani e vedove, di madri sull’orlo della disperazione per le notti insonni al pensiero dei figli e delle figlie nel servizio di leva.
Nuove parole per vecchi rancori: il «palestinismo»
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] In quelle tante manifestazioni di cui stiamo ad oggi osservando le molteplici espressioni un po’ ovunque, sono ridondanti – non a caso – le bandiere palestinesi. Cosa significa tutto ciò? Iniziamo a ragionarci sopra.
Lula e gli ebrei brasiliani, dal dialogo alla frattura: vent’anni di rapporti sempre più difficili
Il 7 ottobre e l’inganno di Hamas: così Gaza sembrava tornata alla normalità mentre si preparava l’attacco
di Anna Balestrieri
Dalle false rassicurazioni trasmesse all’intelligence israeliana alle telecamere compromesse e agli attacchi informatici contro i sistemi di allerta: le nuove rivelazioni aiutano a ricostruire le diverse componenti del fallimento del 7 ottobre. Ma il ruolo del cyberattacco nel ritardo della risposta israeliana resta una questione da approfondire.
Rapita: Abigail, tre anni, 51 giorni nelle mani di Hamas. «Dovevo essere la sua voce»
di Nina Deutsch
Intervista alla prozia, Elizabeth Hirsh Naftali, che racconta la battaglia bipartisan per riportare a casa Abigail, rapita a tre anni dopo l’uccisione dei genitori. «Non avevo una strategia: ho mostrato il suo volto a Democratici e Repubblicani, conservatori e progressisti, ebrei, cristiani e musulmani». Dopo la liberazione, il 26 novembre 2023, Naftali ha continuato a battersi per riportare a casa gli altri ostaggi, scegliendo al tempo stesso di proteggere la privacy della bambina. E oggi rilancia la sua sfida: «Sinwar ha scritto il copione della guerra. Ora dobbiamo scrivere quello della pace».
Gaza a scuola, scontro sul liceo di Novi Ligure: Meghnagi contro Floridia, «inaccettabile attacco a Valditara»
di Anna Balestrieri
La manifestazione, promossa dal Coordinamento per la Palestina, prevede l’esposizione di un grande telo sul quale sono riportati i nomi di 18.457 minori palestinesi indicati dagli organizzatori come vittime della guerra nella Striscia di Gaza. L’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha disposto un’ispezione con l’obiettivo di accertare che cosa sia effettivamente accaduto e verificare l’eventuale utilizzo improprio di uno strumento istituzionale della scuola per convocare gli studenti a una manifestazione.
I dati del ministero della Sanità di Gaza riaprono il caso della mortalità nel 2025: cosa dicono davvero i numeri
di Anna Balestrieri
Un nuovo rapporto del Ministero della Sanità palestinese sul bilancio delle morti nella Striscia di Gaza nel 2025 sta alimentando un acceso confronto sulla lettura dei dati utilizzati negli ultimi anni per descrivere le conseguenze della guerra. Il rapporto registra 24.650 decessi complessivi nel 2025 e, per la prima volta dall’inizio della guerra, distingue le morti legate alle operazioni belliche da quelle dovute a cause non violente.
Il racconto di un ex ostaggio a Gaza. Sei mesi a scavare nel buio per tentare la fuga
di Anna Balestrieri
Per sei mesi, scavare nella parete di una cella è diventato per lui un modo concreto di opporsi alla condizione di prigioniero e di mantenere aperta una possibilità di sopravvivenza. Ma scoperto dai suoi carcerieri è stato catturato nuovamente.
Tzahal rivela: 170 dei “giornalisti” uccisi in guerra erano operativi militari di organizzazioni terroristiche a Gaza
di Nina Prenda
Tzahal dichiara che negli ultimi mesi è stato individuato uno schema ricorrente in cui le organizzazioni terroristiche Hamas e Jihad Islamica hanno diffuso informazioni rivelando, a posteriori, che alcuni dei deceduti – inizialmente presentati al mondo come giornalisti e operatori dei media – erano in realtà membri dei bracci armati di tali organizzazioni terroristiche.
Genocidio, apartheid e colonialismo: quando le categorie precedono i fatti
di Anna Balestrieri
Due studi recenti rimettono sotto esame tre parole diventate centrali nel dibattito su Israele e pongono una questione che riguarda anche il modo in cui l’informazione contemporanea costruisce le proprie certezze. Il rischio, quando le categorie precedono i fatti, non è soltanto sbagliare la definizione di una guerra. È perdere progressivamente la capacità di distinguere fra ciò che sappiamo, ciò che inferiamo e ciò che, per quanto moralmente persuasivo, resta ancora da dimostrare.














