di Anna Balestrieri
Due studi recenti rimettono sotto esame tre parole diventate centrali nel dibattito su Israele e pongono una questione che riguarda anche il modo in cui l’informazione contemporanea costruisce le proprie certezze. Il rischio, quando le categorie precedono i fatti, non è soltanto sbagliare la definizione di una guerra. È perdere progressivamente la capacità di distinguere fra ciò che sappiamo, ciò che inferiamo e ciò che, per quanto moralmente persuasivo, resta ancora da dimostrare.
Gaza
Due riservisti israeliani uccisi a Gaza dall’esplosione di un drone
di Anna Balestrieri
Le vittime sono il sergente maggiore della riserva Nadav Kali, 24 anni, di Har Halutz, nel nord di Israele, e il sergente maggiore della riserva Ofek Moalem, 23 anni, di Gerusalemme. Entrambi prestavano servizio nel 7007º battaglione della Brigata di Gerusalemme, parte della 16ª Brigata. Un drone esplosivo dell’esercito, precipitato all’interno di un avamposto, è esploso mentre i due si avvicinavano per controllarlo.
Gaza GenoLIE: la campagna internazionale contro l’accusa di genocidio a Israele
di Pietro Baragiola
La campagna, il cui nome unisce le parole inglesi “genocide” e “lie” (“genocidio” e “menzogna”), parte da una data precisa: l’8 ottobre 2023, quando, appena un giorno dopo il massacro compiuto da Hamas, l’accusa di genocidio allo Stato ebraico era già iniziata a comparire sui social network.
Gaza, i giornalisti e il rapporto con Hamas: il caso Al Jazeera riapre il dossier sulla stampa nell’enclave
di Anna Balestrieri
Ventiquattro dipendenti di Al Jazeera che lavoravano nella Striscia di Gaza sono stati licenziati mentre è in corso negli Stati Uniti una causa che accusa il network qatariota di avere fornito sostegno a Hamas e alla Jihad islamica palestinese. La vicenda riporta al centro del dibattito una questione rimasta controversa dall’inizio della guerra: dove finisce il lavoro giornalistico in un territorio governato da un’organizzazione armata e dove comincia il rapporto con le sue strutture?
Adidas, bufera per la campagna con Shalev Biton: l’azienda si scusa ma le accuse sono infondate
di Pietro Baragiola
Biton ha perso la gamba sinistra nel 2021 durante un attacco subito lungo il confine israeliano e, nonostante la vicenda sia avvenuta anni prima del conflitto nella Striscia di Gaza, molti attivisti propal hanno trovato la sua presenza nello spot di Adidas “una mancanza di rispetto di cattivo gusto”. Alcuni manifestanti si sono spinti oltre la critica all’azienda e hanno inviato minacce direttamente a Biton, accusandolo di aver partecipato “al genocidio di Gaza”.
Venezia: le falsità di Susan Sarandon su Israele e Gaza
di Nathan Greppi
In una manifestazione propal a New York il 17 novembre 2023, l’attrice aveva dichiarato che coloro i quali erano vittime di antisemitismo negli Stati Uniti “stanno avendo un assaggio di cosa significhi essere musulmani in questo paese”. E poi ha negato gli stupri sulle donne israeliane avvenuti il 7 ottobre, definendoli “un mito”, e ha giustificato Hamas quando ha respinto delle proposte di cessate il fuoco, sostenendo che quelli proposti sarebbero stati degli “accordi tremendi”.
Esperti legali: l’IDF ha “esagerato” con gli avvertimenti ai civili di Gaza
di Michele Di Benedetti
Secondo diversi esperti internazionali di diritto dei conflitti armati, durante l’operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza del 2014 l’IDF avrebbe adottato misure per la protezione dei civili ben oltre quanto richiesto dal diritto internazionale. Il timore espresso dagli studiosi è che questo approccio possa creare un precedente difficile da sostenere per altre democrazie impegnate in conflitti asimmetrici contro organizzazioni terroristiche.
“Interrogatori e torture al Nasser Hospital”: il nuovo report dell’IDF mostra i crimini di Hamas contro i civili di Gaza
di Pietro Baragiola
IDF e Shin Bet hanno diffuso un report che dimostra come Hamas continui ad utilizzare alcune aree del Nasser Hospital di Khan Younis per interrogare e torturare i cittadini palestinesi di Gaza per reprimere il loro dissenso. Secondo le autorità israeliane, queste attività si concentrano in particolar modo al secondo piano dell’edificio Yassin del complesso ospedaliero dove operano uomini della sicurezza interna e dell’intelligence militare di Hamas.
Trump annuncia un accordo per il disarmo di Hamas, ma Israele frena: “La proposta non soddisfa le nostre condizioni”
di Anna Balestrieri
Hamas dovrebbe consegnare progressivamente il proprio arsenale nell’arco di otto mesi al National Committee for the Administration of Gaza (NCAG). Parallelamente, le forze israeliane dovrebbero ritirarsi gradualmente, mentre una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) e una nuova polizia palestinese assumerebbero il controllo della sicurezza nella Striscia.
L’ascesa dei nuovi media e l’immagine d’Israele
di Nathan Greppi
Il conflitto israelo-palestinese sui podcast, canali YouTube e piattaforme social: sebbene molte piattaforme l’abbiano raccontato in maniera edulcorata e superficiale, talvolta sono presenti anche analisti che invece cercano di spiegare in maniera equilibrata la situazione, in un clima più tranquillo rispetto ai talk show televisivi dove prevalgono le urla.
Atleti o terroristi? Rivelazioni sui calciatori morti a Gaza
di Nathan Greppi
Dall’inizio dell’operazione militare israeliana a Gaza dopo i massacri del 7 ottobre 2023, i media internazionali hanno spesso accusato lo Stato Ebraico di uccidere medici e giornalisti, nonostante in seguito sia emerso che in realtà erano membri o complici di organizzazioni terroristiche. E ora anche atleti.
Dall’inferenza al paradigma: dove il mondo ha sbagliato nell’interpretare il conflitto dal 7 ottobre
di Davide Cucciati
Nel dibattito seguito al 7 ottobre, è sembrato talvolta che il passaggio dall’indizio alla conclusione fosse quasi automatico. Alcune tesi hanno finito per trasformarsi in un paradigma interpretativo condiviso. Salvo poi dimostrarsi non corrette…














