Scrivere per non impazzire: il diario segreto di Maxim Herkin nei tunnel di Gaza

Personaggi e Storie

di Nina Deutsch
Per oltre due anni ha vissuto nel buio dei tunnel di Gaza, ostaggio di Hamas dopo il massacro del 7 ottobre. Per non cedere alla paura e alla follia, Maxim Herkin scriveva di nascosto un diario clandestino, trasformato oggi in un libro-testimonianza sconvolgente. Un racconto di sopravvivenza, memoria e resistenza umana che richiama le grandi pagine dei diari nati nell’orrore della persecuzione e della prigionia.

Mohammed Odeh, a destra, insieme agli alti dirigenti di Hamas Rafa'a Salameh, Abu Obeida e Mohammed Deif, in una foto senza data. (Utilizzata in conformità con l'articolo 27a della legge sul diritto d'autore)

Gaza: Israele uccide il capo militare di Hamas Mohammed Odeh

Mondo

di Maia Principe
“Odeh ha ricoperto il ruolo di capo dell’ala militare di Hamas nelle ultime due settimane, dopo l’eliminazione di Izz al-Din al-Haddad – si legge in una nota dell’IDF e dell’ISA (Servizio di Intelligence Islamica) -. Negli ultimi anni, Odeh ha ricoperto il ruolo di capo del quartier generale dell’intelligence di Hamas. In tale veste, era responsabile della pianificazione e del coordinamento delle infiltrazioni e degli attacchi terroristici di Hamas durante il massacro del 7 ottobre”.

Israele e la “lista segreta”: caccia ai responsabili del 7 ottobre

Israele

di Nina Deutsch
Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, Israele avrebbe avviato una delle più vaste campagne di intelligence e targeting mirato della sua storia dopo l’attacco del 7 ottobre 2023. Al centro dell’operazione ci sarebbe una task force segreta, nota come “NILI”, incaricata di rintracciare, catturare o eliminare tutti i partecipanti all’attacco di Hamas.

Alon Ohel e Eli Sharabi durante la serata di Strands for hope a Londra

“Siamo sopravvissuti l’uno grazie all’altro”: Londra ospita l’incontro con gli ex ostaggi Eli Sharabi e Alon Ohel

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Per la prima volta dalla loro liberazione, gli ex ostaggi Eli Sharabi e Alon Ohel sono apparsi insieme in pubblico. L’evento si è tenuto il 4 maggio a Londra, durante la cena inaugurale di raccolta fondi dell’organizzazione benefica Strands of Hope, dove sono stati donati oltre 350mila euro a sostegno dei giovani vulnerabili in Israele. Davanti a più di 400 persone, Sharabi e Ohel hanno raccontato il rapporto nato durante la prigionia a Gaza, descrivendolo come un legame “padre-figlio”.

Sondaggio: meno del 25% dei residenti al confine con Gaza si sente al sicuro, il 40% non si fida dello Stato

Mondo

di Nina Prenda
Secondo i dati della Direzione Tekuma, appena il 23% degli intervistati dichiara di sentirsi “molto” o “abbastanza” sicuro vivendo nella regione, in netto calo rispetto al 35% registrato nel 2024. Parallelamente, solo il 40% afferma di avere fiducia negli organi statali (governo, Knesset, polizia e sistema giudiziario), una rilevazione introdotta per la prima volta nel 2025.

insegna dell'UNRWA

USAID rivela: altri quattro lavoratori dell’UNRWA parteciparono agli attacchi del 7 ottobre

Mondo

di Nina Prenda
Tre di quelli identificati erano insegnanti impiegati dall’UNRWA e il quarto era un assistente sociale dell’UNRWA, che avrebbe tenuto in ostaggio civili dopo essere stati rapiti nel sud di Israele e/o aver svolto attività terroristiche in territorio israeliano il 7 ottobre 2023. Il personale è stato deferito al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dove è possibile che una sospensione formale impedisca loro di lavorare in organizzazioni umanitarie finanziate dagli Stati Uniti in futuro.

Gaza e Cisgiordania, due opinioni pubbliche diverse

Mondo

di Davide Cucciati
Il dato più rilevante riguarda infatti le preferenze sul futuro del conflitto. Il 59% dei palestinesi indica la soluzione a due Stati come opzione preferita, in aumento rispetto al 2023. Il sostegno è più alto a Gaza, dove raggiunge il 64%, contro il 56% in Cisgiordania. Un risultato che contraddice l’idea di una radicalizzazione uniforme dopo la guerra, pur senza implicare automaticamente un’apertura alla normalizzazione con Israele.

Un report accusa Medici Senza Frontiere di propaganda filo-Hamas

Mondo

di Nathan Greppi
L’indagine di NGO Monitor aggiunge ulteriori dettagli, rivelando che la tendenza a promuovere una “narrazione sempre più limitata che critica esclusivamente Israele e cancella Hamas” ha iniziato ad emergere almeno dal 2015. Tuttavia, questa tendenza è accelerata a partire dal 7 ottobre 2023.

Una nave della Flobal Sumud Flotilla

Global Sumud Flotilla: tra attivismo, polemiche e controversie internazionali

Mondo

di Anna Balestrieri
Alcuni membri della GSF avrebbero avuto contatti diretti o indiretti con figure associate a Hamas. Il documento descrive una rete articolata di relazioni personali e organizzative che coinvolgerebbe attivisti e promotori della flottiglia, sottolineando come tali connessioni si inseriscano in un contesto più ampio di mobilitazione internazionale.

Gaza, fondi Ue e ombra Hamas: il Parlamento chiede verifiche

Mondo

di Anna Balestrieri
La sezione 31 cita documenti interni sospettati di appartenere ad Hamas, datati tra il 2018 e il 2022, trovati originariamente dalle Forze di difesa israeliane nella Striscia di Gaza. Quei documenti indicherebbero presunti tentativi di infiltrazione e monitoraggio attraverso “garanti” collegati a Ong internazionali, anche in progetti umanitari sostenuti dall’Ue.