di Nathan Greppi
A causa di una profonda crisi che sta affrontando, l’azienda automobilistica aveva siglato un accordo con la Rafael Advanced Defense Systems, per produrre componenti per i sistemi antimissile Iron Dome, potenzialmente salvando migliaia di posti di lavoro tedeschi nel sito di Osnabrück. Ma l’Autorità d’Investimento del Qatar, che possiede il 10,4% delle azioni della Volkswagen e controlla circa il 17% del suo diritto di voto, si è opposta all’accordo quando è emerso che l’azienda coinvolta era israeliana.
boicottaggio Israele
Bufera nel mondo medico-scientifico: The Lancet pubblica una petizione per la sospensione dell’Associazione Medica Israeliana
di Nina Deutsch
Israele respinge le accuse e si accende il dibattito sulla neutralità della medicina. La WMA frena: «No all’esclusione per le azioni dei governi». Una vicenda che attraversa il mondo medico e scientifico internazionale riaprendo tensioni globali già elevate.
Belgio: più di 4500 studenti e professori universitari chiedono di interrompere i legami con Israele
di Maia Principe
Mercoledì 3 giugno migliaia di accademici, studenti e personalità pubbliche hanno lanciato un appello congiunto esortando gli istituti di istruzione superiore belgi a porre fine alla cooperazione formale con le università israeliane e a passare dalle dichiarazioni simboliche ad azioni concrete. I firmatari cercano anche di bloccare nuove partnership e rescindere i contratti con grandi aziende come Dell, Teva e Microsoft.
Biennale di Venezia, il fronte del boicottaggio si allarga: nel mirino Israele
di Anna Balestrieri
A innescare la polemica è stata una lettera promossa dal collettivo Art Not Genocide Alliance, che chiede l’esclusione di Israele dalla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte. Il documento porta 178 firme tra artisti, curatori e operatori culturali coinvolti direttamente nella manifestazione.
Tanto rumore per nulla: i farmaci israeliani restano sugli scaffali di Monza
di Nina Deutsch
Il Consiglio di amministrazione, riunito il 12 febbraio, ha deliberato all’unanimità il mantenimento dell’attuale servizio di dispensazione. Tradotto: continueranno a essere disponibili tutti i farmaci presenti nel prontuario farmaceutico nazionale, generici compresi, indipendentemente dal Paese di produzione.
Quando l’ideologia entra in farmacia: il pasticcio di Monza sui farmaci israeliani
di Nina Deutsch
Il Consiglio comunale approva una mozione controversa, poi corre ai ripari. Ma il danno politico è fatto: tra accuse di discriminazione e richiami al BDS, la città finisce sotto i riflettori nazionali. C’è chi lo definisce «il boicottaggio più autolesionista e velleitario di sempre» e chi sottolinea l’ambiguità politica dell’operazione.
La Paramount denuncia gli appelli al boicottaggio di Israele nel cinema: “Non fa avanzare la pace”
di Nina Prenda
“L’industria globale dell’intrattenimento dovrebbe incoraggiare gli artisti a raccontare le loro storie e condividere le loro idee con il pubblico di tutto il mondo. Abbiamo bisogno di più impegno e comunicazione, non di meno.” Così la grande casa di produzione ha risposto all’appello firmato da 4.000 persone del mondo del cinema per boicottare le istituzioni cinematografiche israeliane.
Farmaci Teva nel cestino: bufera alla Casa della Salute di Pratovecchio Stia
di Anna Balestrieri
La dottoressa Rita Segantini e l’infermiera Giulia Checcacci si riprendono mentre gettano nel cestino confezioni di farmaci prodotti dall’azienda israeliana. Immediate le reazioni critiche. Molto poco convinte le scuse successive delle due.
Stop a prodotti israeliani nelle farmacie comunali, il boicottaggio di Sesto Fiorentino (FI)
di Nina Prenda
Afs ha disposto la sospensione degli accordi commerciali in essere con i fornitori dal 1° luglio 2025. “Come amministrazione comunale vogliamo fare la nostra parte, mobilitandoci e aderendo alle campagne di boicottaggio lanciate a livello internazionale per colpire Israele e il suo governo dal punto di vista economico” si legge nella motivazione firmata dal sindaco.
Gaza Cola, boicottaggio e ipocrisia sugli scaffali Coop
di Aldo Torchiaro (dal magazine dell’Associazione Setteottobre)
Pubblichiamo un interessante articolo pubblicato dall’Associazione Setteottobre sul boicottaggio deciso da Coop Alleanza 3.0, e la vendita della Gaza Cola, un prodotto spacciato per 100% palestinese ma imbottigliato in Polonia e distribuito da una società a Londra. Una mossa ipocrita e pericolosa, che non è neutra né umanitaria, ma ideologica e profondamente sbilanciata.
La Coop decide il boicottaggio dei prodotti israeliani. Meghnagi: “pericoloso perché alimenta odio”
di R.I.
“Il boicottaggio della Coop si inserisce nella peggiore tradizione del nazionalsocialismo e del fascismo, è pericoloso e fomenta un clima antiebraico. La Coop è corresponsabile di un clima di odio senza precedenti e ne risponderà nelle sedi opportune”. Così il presidente della Comunità ebraica di Milano.
“Nes-Noi Ebrei Socialisti contro il boicottaggio di Israele”
di R.I.
Il movimento NES Noi Ebrei Socialisti esprime la propria ferma condanna verso le recenti decisioni assunte da alcune istituzioni italiane – fra queste la Regione Puglia, la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna – che hanno scelto di interrompere relazioni istituzionali ed economiche con lo Stato di Israele. Colpire Israele – e soltanto Israele – sul piano economico, accademico e istituzionale, configura un atto discriminatorio che viola il principio di parità di trattamento nelle relazioni internazionali.














