di R.I.
In un comunicato accorato, la presidente Noemi Di Segni esprime le preoccupazioni del mondo ebraico italiano per la guerra a Gaza, i civili morti da ambedue le parti, ma anche per la scelta di portare solo le bandiere palestinesi nelle manifestazioni del 7 giugno. E non solo.
7 ottobre 2023
Il confine che resiste: voci e volti di Sderot. Il racconto di un viaggio in una città ferita che vuole vivere
di Davide Cucciati
Il racconto del mio secondo viaggio a Sderot dal 7 ottobre. Qui si combatteva casa per casa. Ora si incrociano i soliti bunker: tanti, ovunque. Ma rispetto al passato, noto qualcosa di nuovo. Alcuni sono stati trasformati, resi belli e decorati con disegni, con colori vivaci, con raffigurazioni di tramonti, di animali, persino di cani sorridenti. Probabilmente Sderot non vuole vivere nei bunker ma con i bunker.
Il ritorno a casa di Gadi e Judy Haggai: un dolore che chiede giustizia
di Anna Balestrieri
Gadi, 73 anni, e Judy, 70, sono stati uccisi mentre passeggiavano nei pressi del kibbutz. La famiglia, in una dichiarazione pubblica, ha espresso sollievo per la possibilità di dare loro una degna sepoltura in patria, ma ha aggiunto che “i nostri cuori non saranno interi finché tutti i 12 ostaggi di Nir Oz – e i 56 in totale – non saranno riportati a casa”.
L’Italia è il Paese in Europa dove c’è il più alto tasso di avversione per Israele
di Nina Prenda
Meno di un quinto degli intervistati in sei Paesi dell’Europa occidentale ha un’opinione favorevole sullo Stato di Israele: è quanto emerge dal nuovo sondaggio di YouGov, secondo cui il sostegno pubblico e la simpatia per Israele nell’Europa occidentale hanno raggiunto il livello più basso mai registrato dall’istituto di ricerca.
Il dolore dei bambini sopravvissuti al 7 ottobre in un documentario in onda su Paramount+, in onda dal 2 giugno su Paramount+ in Italia
di Pietro Baragiola
Nel documentario The children of October 7th la star dei social Montana Tucker intervista i bambini israeliani sopravvissuti al 7 ottobre. Molti di loro hanno raccontato di essere stati fatti prigionieri, di aver assistito alla morte dei genitori, dei fratelli e sorelle, di essersi nascosti sotto i loro cadaveri e di aver visto le proprie case invase dai terroristi.
Dopo l’attentato al Museo Ebraico, una nuova realtà a Washington: “Il terrorismo può colpire ovunque”
di David Zebuloni
“Ci aspettiamo che il governo agisca in modo deciso contro chiunque minacci la nostra esistenza con atti terroristici. L’attentato avvenuto a Washington rappresenta un’escalation significativa della violenza antisemita, e dobbiamo rispondere di conseguenza”. Parola di Eric Fingerhut, presidente delle Federazioni Ebraiche del Nord America.
600 giorni di prigionia: proteste in tutta Israele per chiedere il rilascio degli ostaggi
di Anna Balestrieri
Mercoledì 28 maggio, migliaia di israeliani sono scesi in piazza in diverse città per ricordare i 600 giorni dalla strage del 7 ottobre 2023 e chiedere il rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas a Gaza. Forti le critiche contro il premier Netanyahu, accusato di avere fallito.
L’Opera Israeliana inaugura a Tel Aviv un concerto di beneficenza per gli orfani del 7 ottobre
di Pietro Baragiola
Il concerto è stato organizzato in collaborazione con l’associazione “Wrapped in Love” (Atufim B’Ahava), fondata pochi giorni dopo l’attacco di Hamas, che ha la missione di costruire una rete di sostegno finanziario e professionale più completa possibile attorno ad ogni bambino rimasto solo, per permettergli di superare l’immenso dolore subito e di avere tutti i mezzi per ottenere la vita che desidera.
Da “Soumission” a Gerusalemme: Houellebecq racconta la sua vicinanza a Israele
di Nina Deutsch
Lo scrittore francese, premiato con il Jerusalem Prize, riflette sul valore della libertà, sull’eredità delle religioni e sulla sua attrazione crescente per Israele, visitato pochi giorni dopo il massacro di Be’eri.
Il Riformista lancia “Le ragioni di Israele”, per favorire un confronto libero da pregiudizi, contro l’intolleranza
di Redazione
Dal 20 maggio una pagina quotidiana interamente dedicata all’approfondimento sullo Stato ebraico: questa la nuova iniziativa del quotidiano diretto da Claudio Velardi. “In un momento storico in cui l’antisemitismo torna a rialzare la testa in maniera minacciosa, è doveroso offrire uno spazio di analisi, riflessione e confronto libero da pregiudizi dando voce a studiosi, giornalisti, intellettuali e testimoni diretti, con l’ambizione di offrire strumenti per capire, senza filtri o barriere”.
Israele si qualifica per la finale dell’Eurovision, tra contestazioni e discriminazione dei conduttori. Come votare alla finale di sabato 17 maggio
di Ludovica Iacovacci
Durante la seconda semifinale svoltasi la sera di giovedì 15 maggio, l’esibizione della cantante israeliana, la quattordicesima in gara, è stata caratterizzata da diverse contestazioni rivolte contro l’artista. Urla, schiamazzi, fischi contro la rappresentante dello Stato ebraico, e una persona si è elevata rispetto alla folla alzando verso di lei la bandiera della Palestina. Imbarazzante l’astensione di commenti, solo per l’israeliana, dei conduttori Gabriele Corsi e Big Mama.
I tifosi del Tottenham accolgono il grande ritorno allo stadio di Emily Damari, l’ex ostaggio di Hamas
di Pietro Baragiola
Domenica 11 maggio 200 tifosi britannici si sono riuniti fuori dallo stadio Tottenham Hotspur per dare il benvenuto a Emily Damari, a Londra per assistere alla partita tra il Tottenham e il Crystal Palace. E il sabato precedente, oltre 400 persone l’hanno accolta alla Highgate United Synagogue che per mesi aveva tenuto una sedia vuota in suo nome.














