“Judaica Europeana”: ebraismo e tecnologia

Tecnologia


Poter visitare l’intera collezione di fotografie, documenti e oggetti del teatro yiddish della Londra di fine dell’800, senza muoversi dal proprio salotto. Oppure, allo stesso modo, osservare le opere e conoscere gli artisti ebrei che giunti dalla Romania, all’inizio del Novecento hanno dato contributi fondamentali al movimento Dada e determinato il passaggio a quello Surrealista.

Queste sono soltanto due delle numerose opportunità che offre – e sempre più offrirà in futuro – il portale Judaica Europeana.

Da tre anni a questa parte ormai il ricco network di enti ed istituzioni che aderiscono al progetto, lavora per la digitalizzazione di fotografie e documenti, testimonianza di un ebraismo europeo non solo antichissimo, ma anche estremamente ricco e fecondo sul piano artistico e culturale.

L’obiettivo di Judaica Europeana è la digitalizzazione degli oltre 3 milioni di dati relativi alle collezioni ebraiche di archivi, biblioteche e musei ebraici sparsi in tutta Europa. L’intero progetto e i suoi esiti dopo tre anni di lavoro verrà presentato da Lena Stanley-Camp nel corso del convegno internazionale che si terrà lunedì prossimo, 27 febbraio, presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma.

Un convegno ricco di ospiti, con un programma vario e piuttosto originale. Il discorso di apertura del Convegno è affidato a Moni Ovadia che parlerà della cultura della Diaspora in rapporto allo spirito del tempo della cultura europea. Ci sarà Aldo Zargani  che leggerà uno dei suoi racconti e ci sarà il musicista Gabriele Coen che suonerà un pezzo per clarinetto.

E poi, solo per citare alcuni, Raffaele Santoro illustrerà la collezione ebraica conservata presso l’Archivio di Stato di Venezia; Andrea de Pasquale parlerà invece della collezione De Rossi della Biblioteca Palatina.

Insomma sarà l’incursione di un giorno dentro i meandri di un mondo che appare un po’ lontano dalla vita quotidiana del grande pubblico ma che grazie a queste iniziative e soprattutto grazie a progetti come quelli di Judaica Europeana, possono diventare molto presto il pane di tutti i giorni.

Il programma della giornata è sul sito dell’Istituto Centrale del Catalogo Unico del Ministero dei Beni Culturali

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