Inghilterra: quando l’antisemitismo passa da Twitter

Tecnologia

di Paolo Castellano

Un politico ebreo del parlamento britannico ha criticato Twitter per la sua lenta risposta alla raffica di tweet antisemiti che ha ricevuto l’anno scorso, lo riporta JTA News.

Luciana Berger, 34 anni, ministro ombra del partito laburista per la salute mentale, è stata bersagliata da ben 2.500 tweet antisemiti in un arco di tre giorni nel mese di ottobre 2014. Mercoledì scorso ha dichiarato che Twitter non ha preso misure sufficienti per frenare i contenuti antisemiti sul sito che lei riceve ancora.

“Abbiamo notato che il procedimento è stato molto lento e frustrante” ha detto Berger, la più giovane parlamentare ebrea della Gran Bretagna, al Jewish Chronicle di Londra riguardo all’incidente dell’anno scorso.

“Twitter mi ha chiesto di segnalare eventuali tweet abusivi con quello che allora era un complicato sistema online che richiedeva una manciata di minuti per segnalare ogni singolo tweet”. Twitter afferma di aver migliorato la sua piattaforma di reporting quest’anno, ma lascia ancora troppo spazio per la contestualizzazione. Per esempio la parola “kike”, come lei ha sostenuto mercoledì, non ha un “contesto giustificabile” e deve dunque essere cortesemente rimossa dal sito.

“C’è ancora una grande varietà di antisemitismo su Twitter”, ha dichiarato la Berger. ” Ho ricevuto più insulti durante il fine settimana. Come  parlamentare la mia voce è più ascoltata, ma mi preoccupo per un giovane ragazzo o ragazza che potrebbero essere oggetto di messaggi d’odio. Loro potrebbero non avere gli strumenti adatti per combatterli”.

Nel 2014, un ragazzo di 21 anni è stato condannato a quattro settimane in una prigione britannica per aver inviato a Berger un tweet con l’immagine della stella di David e la frase “Hitler aveva ragione”. Un’ondata di 2.500 tweet d’odio le vennero poi recapitati dopo l’incidente.

La Rete, essendo un luogo senza filtri, ospita numerosi gruppi d’odio. E’ dunque compito dei gestori dei social network fornire ai propri iscritti degli strumenti efficaci per segnalare gli atti illeciti e le frasi antisemite e razziste. In una democrazia le stesse regole valide per una piazza pubblica dovrebbero essere applicate anche ad un’agorà virtuale.

Già nel luglio di quest’anno il social network aveva avviato un ‘Safety Center’ online per ridimensionare l’abuso di Internet, comprese le manifestazioni razziste e antisemite.

Il  Community Security Trust, un’organizzazione britannica che difende la comunità ebraica dall’antisemitismo ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo dle nuovo strumento.

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