Esplorazione storica su Giove in collaborazione con Israele

Tecnologia

di Michael Soncin
La storica missione programmata dall’Agenzia Spaziale Europea – ESA, che esplorerà il pianeta Giove e le sue lune, partita nel mese di aprile 2023, si avvale di diverse componenti della ricerca spaziale israeliana, oltre all’importantissimo contributo anche da parte dell’Italia.

JUICE – sigla che sta per “Jupiter ICy moons Explorer” – dopo che avrà raggiunto l’orbita di Giove entro il 2031, per studiarne la composizione dell’atmosfera, effettuerà delle ricerche, per un periodo quadriennale sui 3 dei 4 satelliti del gigante gassoso, che furono scoperti dal grande astronomo italiano Galileo Galilei: Ganimede, Callisto, Europa.

Gli studi che verranno effettuati riguarderanno da un punto di vista generale le misurazioni gravitazionali del pianeta e delle sue lune, oltre a conoscerne maggiormente l’atmosfera.

I satelliti galileiani – incluso Io, non facente parte dell’indagine – sono i più grandi di Giove, che nel complesso, in base alle individuazioni attuali, conta un totale di 92 lune, numero che supera quelle di Saturno che ne ha 83.

ISRAEL21c riporta che l’Agenziale Spaziale Israeliana – ISA e il Ministero dell’Innovazione, della Scienza e della Tecnologia hanno finanziato un apparecchio, un oscillatore ultrastabile (USO, ultra-stable oscillator) che permette al veicolo di eseguire una serie di esperimenti e comunicare con la Terra.

È definito come l’oscillatore spaziale più preciso al mondo. L’apparecchio personalizzato all’Istituto Weizmann sotto la guida del Prof. Yohai Kaspi e del Dr. Eli Galanti è stato costruito dalla società israeliana AccuBeat, una delle cinque produttrici di orologi atomici al mondo.

“Questo non è il nostro primo coinvolgimento in missioni spaziali internazionali, ma il fatto che si tratti di una creazione completamente israeliana lo rende molto speciale per noi”, ha detto Kaspi. “Quando mi sono avvicinato per la prima volta all’Agenzia spaziale israeliana con l’idea di costruire l’oscillatore, questo sembrava un compito impossibile, ma l’impegno dell’agenzia e la sinergia dell’industria e del mondo accademico lo hanno reso possibile.”

Benny Levi, CEO di Accubeat, lo ha definito un “capolavoro tecnologico su scala globale”.

Uri Oron, direttore dell’ISA ha detto che “AccuBeat è un esempio delle formidabili capacità ingegneristiche che si trovano in Israele. Senza dubbio, la ricerca condotta presso l’Istituto Weizmann costituirà una componente essenziale nel programma di ricerca della missione, che continuerà a far progredire la ricerca spaziale in Israele, posizionandola tra i leader mondiali del settore”.

Credit Foto: ESA