Il regista Quentin Tarantino

Hollywood e Israele, un grande feeling: da Michael Douglas al figlio ebreo di Quentin Tarantino

Taccuino

di Roberto Zadik
Sempre più star hollywoodiane sembrano legarsi a Israele e, nello Stato ebraico, l’influsso americano è decisamente forte, viste le migrazioni a causa del crescente antisemitismo e il legame di molti divi verso il Paese. In questi giorni il prestigioso Times of Israel ha diffuso, a questo proposito, due importanti notizie.

La prima: il ritorno della coppia Michael DouglasCatherine Zeta Jones in Israele in occasione del Premio Genesis, la cui cerimonia si terrà il prossimo 18 giugno. Dedicato a Kirk Douglas, scomparso lo scorso 6 febbraio, l’evento avrà come ospite il 72enne Nathan Sharansky, personaggio carismatico e tenace, ebreo ucraino, diventato famoso come attivista e dissidente politico nell’Ex Unione Sovietica e per la sua collaborazione col fisico Andrej Sacharov. Nella scena politica israeliana è stato invece Ministro dell’edilizia e degli Interni.

In questi anni, Douglas ha mostrato un grande affetto per Israele, tanto da venir premiato con un riconoscimento per  il suo contributo ai valori ebraici e sionisti, piuttosto che per la sua carriera e le sue doti attoriali. L’attore ha così espresso la propria gioia: “Non vediamo l’ora di tornare in Israele, un Paese che la nostra famiglia ama molto”. Interprete espressivo come suo padre, ma completamente diverso da lui, il 75enne Douglas è diventato famoso per i suoi ruoli in classici come Wall Street di Oliver Stone e per i suoi personaggi, spesso freddi e spietati, o come protagonista di film fortemente erotici come Basic Instinct in coppia con Sharon Stone e Attrazione fatale con Glenn Close diretto da Adrian Lyne. Ma anche per il forte attaccamento verso suo padre e il suo lato ebraico, estremamente complesso, in quanto nato da matrimonio misto e sposato con l’attrice gallese non ebrea Zeta Jones

Il Premio Genesis è un riconoscimento molto importante, nato nel 2014 dalla cooperazione fra la Genesis Prize Foundation e gli uffici dell’Agenzia Ebraica (Sochnut); in questi anni è stato assegnato a diverse celebrità come il violinista Itzhak Perlman, virtuoso strumentista famoso per la colonna sonora di Schindler’s List, l’attrice Nathalie Portman che però ha disertato la cerimonia come gesto di protesta contro Netanyahu, lo scultore indiano Anish Kapoor.

Il regista di “Pulp Fiction” e il figlio israeliano

Seconda notizia dal Times of Israel è quella del brit milà (circoncisione rituale) di Leo, figlio del grande cineasta americano Quentin Tarantino e della modella e cantante israeliana Daniella Pick. Davvero inaspettata questa novità, arrivata direttamente dall’ospedale di Tel Aviv domenica 1 marzo, data della cerimonia svoltasi in forma privata. Sposatisi alla fine del novembre 2018,  Tarantino, 57 anni il prossimo 27 marzo, noto per l’originalità e la vivacità di film d’azione come Pulp Fiction e Kill Bill e la cantante e modella Daniella Pick, 36enne figlia della superstar del rock israeliano Zvika Pick – che furoreggiò negli anni ’70 con canzoni come Musica e Rikud automati (Ballo automatico) – sembrano molto legati. Il matrimonio è stato un passo importante per la coppia, dopo undici anni di frequentazione cominciata nel 2009, quando Tarantino era in Israele per lavoro.

Una bella coppia, nonostante la differenza di età e di origine, che ha chiamato il figlio Leo, non in omaggio all’amico di Tarantino, Di Caprio, ma al nonno materno di Daniella, che aveva questo nome. Reduce dalla sua ultima fatica C’era una volta a Hollywood, interpretato proprio da Di Caprio, che è stato a sua volta lungamente fidanzato con la modella israeliana Bar Refaeli, Tarantino sembra volersi dedicare solamente alla famiglia e attualmente vive a nord di Tel Aviv. Una nuova vita “israeliana” per il regista, che ha celebrato la circoncisione del figlio eseguita da un Rabbino Riformato.

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