di Pietro Baragiola
Quentin Tarantino ha lasciato temporaneamente il cinema per il teatro e ha scelto Sacha Baron Cohen come protagonista del suo debutto nel West End di Londra. Il regista premio Oscar porterà in scena The Popinjay Cavalier, una commedia d’avventura ambientata nell’Europa nell’Ottocento, che debutterà il 18 marzo 2027 al Phoenix Theatre dopo una serie di anteprime.
Per Tarantino si tratta della prima opera scritta espressamente per il palcoscenico, della quale curerà anche la direzione scenica. “Quando chiama il miglior regista del mondo, non fai domande” ha dichiarato Sacha Baron Cohen all’Hollywood Reporter, dicendosi “più che entusiasta” della possibilità di lavorare con Tarantino. Il regista, dal canto suo, ha spiegato di attendere con impazienza l’occasione di offrire al pubblico londinese “una grande serata”.
Lo spettacolo
Ambientata nell’Europa del 1830, The Popinjay Cavalier viene descritta dai produttori come una “commedia esuberante fatta di inganni e travestimenti, ispirata ai grandi racconti di cappa e spada del teatro e del cinema”. Questo progetto segna una nuova direzione nella carriera del regista di Pulp Fiction, Le Iene e Bastardi senza gloria, conosciuto soprattutto per il suo stile cinematografico caratterizzato da dialoghi serrati, violenza e riferimenti alla cultura popolare.
La scelta di inserire Sacha Baron Cohen nel cast aggiunge un elemento di notevole interesse alla produzione. L’attore, infatti, vincitore di due BAFTA, tre Golden Globe e candidato a tre Oscar e sei Emmy, ha costruito la propria carriera attraverso personaggi capaci di suscitare polemiche e mettere alla prova le convenzioni sociali.
Il resto del cast sarà annunciato nei prossimi mesi mentre i biglietti sono già stati messi in vendita, con prezzi a partire da 25 sterline.
A sostenere il progetto saranno Sony Pictures Entertainment, già distributrice di C’era una volta a…Hollywood, e la Sonia Friedman Productions, società teatrale che ha prodotto successi come Harry Potter and the Cursed Child e Paddington the Musical.
Per il 63enne Tarantino il teatro rappresenta un impegno destinato a occupare una parte significativa dei prossimi anni. Già la scorsa estate, durante un’intervista al podcast Church of Tarantino, aveva rivelato di aver completato la scrittura dell’opera.
“Probabilmente occuperà un anno e mezzo o due della mia vita e se avrà successo dovremo organizzare anche una tournée” ha spiegato il regista. “Mi sto preparando perché sia un successo. Se sarà un fiasco, finirà molto rapidamente”.
Il legame con il mondo ebraico
Il debutto londinese potrebbe comportare anche un cambiamento temporaneo nella vita familiare del regista premio Oscar, che da diversi anni divide il proprio tempo tra gli Stati Uniti e Israele. Oggi, infatti, Tarantino vive a Tel Aviv con la moglie israeliana Daniella Pick, cantante e figlia del musicista Svika Pick, e i loro due bambini. Secondo quanto riportato recentemente dai media israeliani, la coppia sarebbe ora in attesa del terzo figlio. In preparazione per il debutto a teatro, però, Tarantino ha anticipato la possibilità di trasferirsi temporaneamente per occuparsi di persona della direzione scenica: “molto probabilmente mi trasferirò in Inghilterra e porterò la mia famiglia con me”.

Anche il protagonista dello spettacolo, Sacha Baron Cohen, mantiene un forte legame con la propria identità ebraica, che negli ultimi anni lo ha portato a intervenire pubblicamente contro la diffusione dell’antisemitismo, soprattutto sulle piattaforme digitali.
Nel novembre 2023, durante un incontro con i dirigenti di TikTok al quale hanno partecipato anche altre celebrità ebree, tra cui Debra Messing e Amy Schumer, l’attore ha denunciato la circolazione di contenuti antisemiti sulla piattaforma: “quello che sta accadendo su TikTok sta creando il più grande movimento antisemita dai tempi dei nazisti. Dovreste vergognarvi”, aveva scritto Baron Cohen.
Non era la prima volta che Baron Cohen prendeva posizione sull’argomento. Già nel 2019 durante un intervento all’Anti-Defamation League, aveva definito i social media “la più grande macchina di propaganda della storia”, accusandoli di favorire la diffusione di odio e disinformazione. “Queste piattaforme stanno propagando la più antica teoria del complotto: la menzogna secondo cui gli ebrei sarebbero in qualche modo pericolosi”.
Per l’attore, la lotta ai pregiudizi ha trovato spazio anche nella sua carriera artistica, cercando di mettere in evidenza stereotipi e atteggiamenti discriminatori attraverso personaggi provocatori come Borat e utilizzando la satira come strumento di denuncia.
Ora Baron Cohen porterà questa esperienza al servizio dell’arte di Tarantino il cui futuro cinematografico non è ancora del tutto spento: il regista ha infatti appena firmato la sceneggiatura di Le nuove disavventure di Cliff Booth, lo spinoff di C’era una volta a… Hollywood diretto da David Fincher e con protagonista Brad Pitt, nuovamente nei panni dello stuntman hollywoodiano. L’uscita è prevista per novembre 2026, mentre l’8 dicembre arriverà nelle librerie un nuovo romanzo scritto da Tarantino e pubblicato da HarperCollins.
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