Premi Ophir 2026: “Tell Me Everything” segna la storia con 16 candidature

Spettacolo

di Pietro Baragiola
Come ogni anno la categoria “Miglior Film” sarà osservata con particolare attenzione in quanto il suo vincitore diventa automaticamente il prescelto di Israele alla corsa agli Oscar come “Miglior Film Internazionale”.

Domenica 2 agosto l’Israel Academy of Film and Television ha annunciato le candidature per i prestigiosi Ophir Awards 2026, i principali premi del cinema israeliano.

Il grande protagonista di quest’anno è Tell Me Everything, il film scritto e diretto da Moshe Rosenthal, che ha ottenuto ben 16 nomination, stabilendo un nuovo record assoluto nella storia del premio.

Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival a gennaio e successivamente al Jerusalem Film Festival, Tell Me Everything racconta la storia di un ragazzo che nel 1987 scopre che il padre è omosessuale. Questo progetto concorrerà oltre che per “Miglior Film”, anche nelle categorie dedicate a regia, sceneggiatura, miglior attore, miglior attrice e numerosi altri riconoscimenti.

Il premio al “Miglior Film”

Moshe Rosenthal

Come ogni anno la categoria “Miglior Film” sarà osservata con particolare attenzione in quanto il suo vincitore diventa automaticamente il prescelto di Israele alla corsa agli Oscar come “Miglior Film Internazionale”.

Tra i principali sfidanti del film di Rosenthal figura Our Loves di Avi Nesher, che racconta l’attacco di Hamas del 7 ottobre attraverso le vicende di diversi personaggi, tra cui residenti dei kibbutz nel sud di Israele, i partecipanti al Nova festival e diversi agenti di polizia, le cui storie finiscono per intrecciarsi.

Il film ha ricevuto 12 candidature, a pari merito con The Wedding Entertainer, il progetto diretto da Gidi Dar e interpretato da Shuli Rand.

Seguono con 11 nomination Mama, incentrato sulla storia di una donna polacca che torna dalla propria famiglia dopo anni trascorsi a lavorare come domestica in Israele, e Where To?, coproduzione israelo-tedesca presentata alla Berlinale, che racconta l’incontro a Berlino tra un autista palestinese di Uber e un giovane israeliano.

Completa la lista dei candidati al miglior film Home, scritto, diretto e interpretato da Reut Akkerman.

 

Le altre categorie

Le candidature ai Premi Ophir continuano a riflettere diversi temi che hanno segnato Israele negli ultimi anni.

Tra i documentari in corsa figura Shalom, dedicato ai dipendenti israeliani e palestinesi dello Zoo Biblico di Gerusalemme, uniti nell’affrontare la malattia terminale di un rinoceronte molto amato dal pubblico.

Nella categoria dei cortometraggi, invece, sono stati selezionati: Alon, My Brother the Hero, che racconta il percorso di Ido e Yonatan Shamriz per riportare a casa il fratello Alon, ostaggio di Hamas ucciso durante la prigionia; Children No More: Were and are Gone, dedicato agli attivisti israeliani che protestano contro la morte dei bambini a Gaza; Ahmad the Movie Star, che ripercorre la storia del film del 1966 “I Am Ahmad”, considerato il primo lungometraggio israeliano incentrato su un protagonista arabo.

L’edizione di quest’anno arriva dopo le polemiche suscitate nel 2025 dalla vittoria di The Sea, film su un ragazzo palestinese selezionato come candidato israeliano agli Oscar. La scelta aveva spinto il ministro della Cultura Miki Zohar ad annunciare il ritiro dei finanziamenti statali alla cerimonia degli Ophir e la creazione di un premio alternativo.

Nonostante il riconoscimento nazionale, però, The Sea non è riuscito poi a entrare nella cinquina degli Oscar. Ora tutti aspettano la nuova cerimonia che quest’anno si terrà il 9 settembre.