Golda si racconta

di Ilaria Myr

Una Golda Meir pubblica e privata è la protagonista de Il balcone di Golda, lo spettacolo teatrale di William Gibson (oltre 3 mila repliche a Broadway, detiene il record del cartellone più longevo per un monologo), tradotto e portato in scena da Maria Rosaria Omaggio; dopo avere esordito in Italia con grande successo a Roma lo scorso marzo al Teatro dell’Eliseo, la pièce fa tappa a Milano il 19 novembre al Teatro Franco Parenti per un evento dell’A.I.M.I.G. (Onlus – Amici Italiani del Museo d’Israele di Gerusalemme). A interpretare la celebre “donna di ferro” israeliana è Paola Gassman.

«Nello spettacolo vediamo Golda Meir ripensare a tutta la sua vita – spiega Maria Rosaria Omaggio -. Si ha quindi una totale immersione in quello che fu un periodo storico fondamentale, che segnò la nascita dello Stato di Israele. Allo stesso tempo, si entra nella mente di una donna che, pur essendo ai vertici del potere, era pur sempre una donna, una madre, una nonna, con un atteggiamento diverso, da quello degli uomini, nei confronti della guerra, della vita e della morte. In questo spettacolo volevamo sottolineare proprio le peculiarità della figura umana».

A fare da sfondo, una scenografia minima, tutta sulla tonalità del grigio, con una poltrona che diventa podio, quando Golda parla al pubblico, e un tavolo diviso a metà per rappresentare due balconi della vita di Golda: quello della sua casa di Tel Aviv e quello di Dimona, dove nacque la centrale termonucleare.

Un’estrema cura dei particolari e una fedeltà totale alla Storia sono evidenti in tutta la pièce: non solo nella gestualità di Paola Gassman, che imita perfettamente quella della Meir, fumando innumerevoli sigarette (in questo caso elettroniche), ma anche nei video e nelle immagini che vengono proiettati sullo schermo. «Per il racconto del campo di Cipro, su cui esiste molto poco materiale documentario, ho dovuto fare richiesta di alcune immagini allo Yad Vashem – continua Maria Rosaria Omaggio -. Mentre per il mare abbiamo scattato alcune fotografie della spiaggia che si vede a Tel Aviv dal primo appartamento che Golda abitò con il marito».

Per la capigliatura di Paola/Golda, poi, la regista si è affidata alla Rocchetti Parrucche, storica azienda artigiana, mentre per le musiche è stato scelto il compositore ebreo-argentino Luis Bacalov, anch’egli di origini russe come Golda Meir. Inoltre, le pagine di storia contenute nel libretto di scena sono state redatte dalla storica Anna Foa.

«Questo vuole essere uno spettacolo storico, non politico- spiega Omaggio -, perché siamo convinti che conoscere la Storia sia importante per comprendere non solo quello che è successo ieri, ma anche quello che avviene oggi o succederà domani».

Il balcone di Golda è una produzione Angelaria in collaborazione con la Provincia di Roma, e con il sostegno di Cer, Cei e Associazione Golda International.

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