l'attrice Shira Haas in una scena del film Asia

Da Unorthodox ad Asia: Shira Haas torna ad emozionarci sul grande schermo  

Spettacolo

di David Zebuloni
La giovane attrice Shira Haas sembra non bastarci mai, ne vorremmo sempre un po’ di più. Un altro ruolo, un altro film, un’altra scena, un’altra inquadratura. Così audace e così intensa sul piccolo e grande schermo, Haas viene considerata da molti la più grande promessa del cinema israeliano nel mondo. Dopo aver attirato l’attenzione dei media grazie alle sue interpretazioni in Shtisel e Unorthodox, grazie al quale si è guadagnata una candidatura agli Emmy Awards e al Golden Globe, la giovane promessa Made in Israel torna ad emozionarci con una nuova opera cinematografica: Asia.

La storia è proprio quella di Asia (Alena Yiv), immigrata russa a Gerusalemme, infermiera e madre single poco presente nella vita della figlia. E poi, appunto, la figlia Vika (Shira Haas), un’adolescente riservata e spigolosa che trascorre le giornate aggirandosi nello skatepark con gli amici, alla ricerca del primo amore e alla scoperta della propria sessualità. La trama si infittisce quando la malattia degenerativa di cui Vika soffre, si aggrava improvvisamente. Il dolore della malattia, tuttavia, funge per le due da preziosa opportunità. L’opportunità di vivere appieno quel sentimento speciale che unisce madre e figlia. Il loro rapporto, inizialmente complesso e distaccato, dunque, muta e si evolve, cambia radicalmente, a tal punto da diventare indistruttibile.

L’idea del film è nata da un’esperienza personale vissuta dalla stessa regista Ruthy Pribar, che quattordici anni fa perse la sorella, lasciando in lei un vuoto incolmabile. Shira Haas ha raccontato ai media di aver finito la lettura del copione in lacrime, cosa affatto usuale per la giovane interprete. “Non mi capita di piangere tanto facilmente, ma ogni parte del mio corpo mi diceva di recitare in quel film. Consideravo un onore poter interpretare un personaggio così meraviglioso e complesso”, ha affermato infatti Haas, confermando così la sua straordinaria capacità di immergersi nei personaggi da lei interpretati in modo totale e assoluto.

L’opera prima della Pribar, dopo aver vinto tre premi al Tribeca Film Festival, è stata scelta per rappresentare Israele nella corsa all’Oscar per il miglior film in lingua straniera. Inoltre, dal 12 di febbraio, Asia è disponibile in esclusiva assoluta in lingua italiana sulla piattaforma streaming Miocinema.

(Credito foto: Jerusalem Film Fund)