Cinema/ …e Woody fece un salto nel passato

di Roberto Zadik

L’infaticabile e prolifico, Stuart Allen Konigsberg meglio conosciuto come Woody Allen torna a far parlare di sé col suo nuovo “Midnight in Paris”. Omaggio affettuoso e ironico alla Parigi degli anni Venti e alla cultura europea, la nuova creazione dell’acclamato regista ebreo newyorchese, tratta di vari argomenti. Dalla nostalgia, alla letteratura alla disillusione ma con un ritrovato smalto e senso dell’ironia. Al centro della pellicola, un cast di grandi attori e una sfilata di nomi prestigiosi. Da segnalare fra gli interpreti, nientemeno che Carla Bruni, moglie del presidente francese Sarkozy, Adrien Brody, protagonista de “Il Pianista” di Roman Polanski, Gad Elmaleh comico ebreo marocchino naturalizzato francese, oltre a Owen Wilson, già visto assieme a Ben Stiller nel suo “Zoolander” e a Rachel McAdams. Una squadra di bravi attori  ricostruiscono l’atmosfera della capitale francese ai tempi di Hemingway, di Gertrude Stein, interpretata dalla brava Kathy Bates, quella di “Misery non deve morire”, e di Francis Scott Fitzgerald. Al centro della trama la storia d’amore fra Gil e Inez e l’ambizione di diventare uno scrittore mentre la sua compagna vorrebbe che lui cambiasse rotta per diventare sceneggiatore. Crisi amorosa e esistenziale quando Gil s’innamorerà della bella Adriana, interpretata dall’attrice francese Marion Cotillard, 36 anni, premiata in patria per la sua parte nei panni della grande Edith Piaf nel film biografico “La vie en rose” del 2007. Cosa fare? Il tema della scelta e del rimpianto “cosa sarebbe successo se avessi agito diversamente?” permeano tutto il film. A 76 anni, Woody Allen sembra in cerca di nuove ispirazioni e di nuove sfide e con questo malinconico e spiritoso tributo alla letteratura e al surrealismo dei quadri di Salvador Dalì, ripercorre una stagione culturale straordinaria e irripetibile.