Israele, la nuova Mecca per vegetariani e vegani?

Salute

di Mara Vigevani

vegetarianiGulash , chulent, chraime e polpettine alla sefaradi out: miglio, lenticchie  e farro in.

I futuri libri di cucina kasher saranno, a quanto pare, ben diversi da quelli tradizionali. Israele è la prima “Vegetarian Nation“,  guidata da una leadership politica che da tempo ha abbandonato uno stile di vita carnivoro: Rubi Rivlin, decimo presidente dello Stato, non solo vegetariano, ma anche attivo difensore dei diritti degli animali. Ma ci sono anche Tzipi Livni, Shelly Yahimovich e lo stesso Nethanyahu, che più volte ha dichiarato di non mangiare praticamente più carne.

Secondo una ricerca pubblicata dal giornale economico Globes, più di un milione di israeliani (su 8 milioni) si dichiara vegetariano, un quarto ha diminuito drasticamente  le quantità di carne nei pasti, e un altro quarto dichiara di appoggiare il “lunedì No Meat – Niente carne per un giorno”, una campagna, iniziata più di un anno fa,  di sensibilizzazione che fa del lunedì il giorno simbolo per dire ‘No’ alla carne e ridurne il consumo del 15%.

“Gli israeliani amano definire se stessi a secondo di quello che mangiano…. Un fenomeno radicato nella tradizione ebraica – racconta Michal Ansky, famosa chef e giudice del programma Master Chef -. I consumatori non guardano più solo il prezzo dei prodotti alimentari, ma anche gli ingredienti e la provenienza”. Anche i ristoranti e i caffè hanno capito che questa non è una moda passeggera: molti hanno scelto di offrire menù vegetariani il lunedì, come ad esempio, la catena di “Cafè Cafè”.

“In passato si poteva trovare cibo vegetariano solo in pochi ristoranti – dice Omri Paz, fondatore della organizzazione “Vegan-friendly”, la compagnia di bandiera vegana che fornisce un certificato kosher -. Oggi ci sono circa 200 ristoranti in cui almeno un quarto del menu’ è vegetariano. La stragrande maggioranza (80-90) a Tel-Aviv, e il resto sparsi in tutto il Paese”.

Il marketing manager di una delle più grandi catene di ristoranti di Israele, Cafe Greg, ha dichiarato che nell’ultimo anno e mezzo ha visto un aumento del 30% -40% della domanda di piatti vegetariani.

Café Greg non è il solo a soddisfare la crescente domanda vegetariana. Anche Domino’s  Pizza ha aggiunto una opzione di pizza vegan al loro menu.

Come è avvenuto questo cambiamento? Tre fattori si distinguono come probabili cause:

Il primo è una lezione su YouTube dell’ americano  Gary Yourofsky, che ha avuto  più di 1 milione di visualizzazioni (che ammontano a oltre il 10% della popolazione di Israele).

Il secondo fattore è stato una serie di rivelazioni su larga scala, trasmesse sulla tv nazionale, sugli orribili sistemi industriali usati per produrre carne, pollame, uova e latte.

Il terzo fattore deve essere accreditato allo spirito imprenditoriale della comunità vegan israeliana che si è intelligentemente esposta sui media ed è diventata sempre più accessibile attraverso workshop, eventi sociali su larga scala e, naturalmente,  manifestazioni, come quella  svoltasi a Tel Aviv lo scorso mese di agosto, a cui hanno partecipato più di 3.000 manifestanti nel centro di Tel Aviv.

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