Embolia polmonare: un nuovo studio dell’Università Ebraica di Gerusalemme ne individua una cura

Salute

di Michael Soncin
Uno studio israeliano presso l’Università Ebraica di Gerusalemme ha individuato una cura che comporterebbe una riduzione dei rischi e maggiori probabilità di riuscita nei pazienti con embolia polmonare. Come? Attraverso la terapia trombolitica.

La ricerca pubblicata sul Canadian Medical Association Journal (CMAJ) ha potuto constatare che la soluzione terapeutica per mezzo della trombolisi diretta da catetere presenta minori complicanze, quali emorragie o in certi casi anche morte, rispetto agli altri trattamenti esistenti contro questa patologia.

Secondo la letteratura scientifica, l’embolia polmonare è al terzo posto tra le cause di morte per quanto riguarda le malattie cardiache. Prima di lei ci sono l’ictus e l’infarto miocardico. La sua pericolosità è dovuta all’ostruzione di uno o più rami dell’arteria polmonare, che vanno a formare il cosiddetto embolo, per mezzo di materiale solido, come il sangue coagulato.

La trombolisi diretta da catetere, come suggerisce già il nome, prevede la somministrazione attraverso un catetere, di un farmaco a basse dosi, direttamente nella zona dell’arteria polmonare dove si è formato l’embolo.

La dottoressa Bruria Hirsh Raccah, coautrice di questo studio, sottolinea che sono necessarie ulteriori conferme prima di arrivare a conclusioni certe, sebbene i risultati finora raccolti, suggeriscono che la trombolisi diretta da catetere sembra essere il trattamento più sicuro, soprattutto se paragonato agli altri rimedi che presentano maggiori effetti collaterali.

Dalle analisi comparative dei diversi trattamenti per le embolie polmonari i ricercatori israeliani hanno infatti visto che la trombolisi diretta da catetere è caratterizzata da una riduzione del rischio di morte del 55% e del 65% per quanto riguarda le emorragie più importanti.

Si tratta di un importante passo in avanti per la ricerca delle malattie cardiache.

Fonte foto: Wikipedia