Bob Marley

Quarantacinque anni fa moriva Bob Marley: ma aveva origini ebraiche?

Personaggi e Storie

di Roberto Zadik

Lo stretto legame fra Bob Marley e il mondo ebraico. Il prossimo 11 maggio saranno quarantacinque anni dalla sua scomparsa a soli 36 anni

Da giornalista musicale, una vicenda che mi ha sempre incuriosito è lo strano rapporto del “padre del Reggae”, il leggendario Robert Nesta Marley, conosciuto nel mondo col diminutivo di Bob, con il mondo ebraico e tutte le ipotesi in materia. Sicuramente era affascinato dall’ebraismo, in quanto portava una collana con il simbolo Chai, che in ebraico significa “Vita” e uno degli album più famosi che egli registrò, con la sua band degli Walers, Exodus (Esodo), aveva un titolo che faceva riferimento alla Bibbia confermato da canzoni struggenti e potenti come Redemption Song e ancora di più la splendida Iron, Lion, Zion.

Bob Marley era di origine ebraico- siriana da parte paterna? Su questo regnano una certa confusione e una serie di gossip poco chiari. Stando al sito Forward.com, secondo alcune fonti mai verificate del tutto, pare che il carismatico cantante giamaicano, scomparso a soli trentasei anni, l’11 maggio 1981, avesse molto probabilmente da parte della nonna paterna origini ebraiche siriane,  nonostante su suo padre, l’ufficiale di marina Norval Marley si sappia molto poco.

Sicuramente il ribelle e magnetico Marley  era diventato adepto del movimento Rastafari, sviluppatosi in Giamaica dagli anni Trenta, di forte ispirazione biblica e africana incentrato sulla figura del re etiope Halie Selassieh, identificato come una sorta di divinità,  e sul ritorno, nell’era messianica, dei neri deportati nelle Americhe, compresa la Giamaica, alla patria originaria che secondo questo culto era l’Etiopia.

Un credo che influenzò profondamente Marley, in ogni aspetto della sua complessa personalità, dalla capigliatura detta ancora oggi “Rasta” alla conoscenza della Bibbia, molto studiata dagli adepti, fino all’uso compulsivo di marijuana come veicolo di trascendenza e illuminazione spirituale.

Nonostante le  ambiguità sulle origini paterne di Marley e sulla sua fervente fede in queste credenze, persiste  il fascino che questo artista emana e che ha, ancora oggi, grande influenza e seguito nella cultura occidentale, riguardo al mondo ebraico e la sua conoscenza dei Salmi citati nei versi di varie sue canzoni.

Personalità profondamente idealista e spirituale ma anche molto trasgressivo e infedele, essendo sposato da sempre con la moglie Rita ma divenuto padre di una serie figli, dagli undici ai tredici non si sa bene,  avuti da varie donne che egli incontrò lungo il suo percorso artistico. Cantautore iconico, presente su felpe e magliette, autore di canzoni decisamente romantiche e dal ritmo ipnotico come Is this love e la sua più famosa No Woman No cry egli si dedicò, oltre che alla musica, anche all’impegno sociale e politico in quei caldi anni Settanta, diventando un simbolo della lotta per la libertà e a favore dei deboli e degli oppressi da regimi e dittature.

 

Costante la sua ricerca spirituale, prese ispirazione, per la sua musica, proprio dalla difficile storia del popolo ebraico, dalla schiavitù e dall’oppressione sofferta nei secoli e uno dei suoi vari figli, il più famoso, di nome Ziggy, anche lui musicista, si è sposato con una donna israeliana di origine persiana, Orly Agai, da cui ha avuto tre figli cresciuti nell’ebraismo. A questo proposito il figlio Ziggy ha detto a un evento nel 2015 “Sono sempre stato collegato a Israele fin dalla mia infanzia anche grazie a mio papà e a mia mamma. Nonostante quello che accade, ci sentiamo fortemente legati a quella terra e continuerò a sostenerla a prescindere da quanto la gente dica”.