La famiglia di Anna Frank non fu tradita? Nuovo studio del Museo avanza un’ipotesi inedita

 

La cattura da parte dei nazisti di Anna Frank, dei suoi familiari e gli altri quattro ebrei nascosti nella soffitta dell’edificio al numero 263 di Prinsengracht di Amsterdam potrebbe non essere avvenuta perché qualcuno li tradì. Ad affermarlo è un nuovo studio pubblicato dai ricercatori del Museo della Casa di Anna Frank, che mette in dubbio quindi quanto si è pensato finora, cioè che a far arrivare i nazisti sia stata una telefonata anonima ai servizi di sicurezza tedeschi (Sd).

Secondo il nuovo studio invece il raid avvenne nell’ambito di un’inchiesta su frodi delle razioni alimentari. Così il 4 agosto 1944 i nazisti arrivarono nella soffitta, raccontata nel diario, il libro più letto della Shoah, e trovarono Anna, il padre, la madre e le sue sorelle, i tre membri della famiglia Val Pels e il dentista Fritz Pfeffer. Tutti furono mandati ad Auschwitz, e l’unico che sopravvisse al lager fu Otto, il padre di Anna, morta nel campo di Bergen Belsen nel 1945 a 15 anni.

Secondo lo studio sarebbe lo stesso diario di Anna a dare la conferma dell’indagine quando, il 10 marzo 1944, si parla dell’arresto di due uomini, indicati solo come ‘B’ e ‘D’, che facevano contrabbando di razioni alimentari e che avevano l’ufficio nello stesso edificio.

«Una compagnia i cui due funzionari sono stati arrestati per contrabbando ovviamente rischia di attirare l’attenzione delle autorità», si legge nello studio che indica anche altri indizi del fatto che la cattura non sia avvenuta per una denuncia ai tedeschi, cosa comunque purtroppo ordinaria.

In particolare citano nuove fonti secondo le quali i poliziotti che parteciparono al raid non erano, come è stato detto, preposti alla cattura degli ebrei nascosti, ma impegnati in altre inchieste, in particolare quelle per le violazioni delle regole economiche.

«La possibilità di un tradimento comunque non viene completamente esclusa – conclude in ogni caso lo studio – e neanche nessuna relazione tra l’inchiesta sulle frodi e l’arresto può essere provata con assoluta certezza. Ovviamente, l’ultima parola su quel tragico giorno d’estate del 1944 non è ancora stata detta».

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