Anche criminali ebrei …

…hanno diritto al loro culto. Avviene in un carcere di Buenos Aires, dove si è aperta da poco una sinagoga carceraria, la Sefer Chaim, Libro della Vita. La prima in America Latina.

Questo evento ha avuto il patrocinio delle autorità carcerarie che l’hanno visto con molto favore perché i prigionieri sentono fortemente il legame con la loro spiritualità. E fra le mura del carcere il grado di tolleranza fra religioni diverse è di solito assai più alto che non nel mondo esterno.

L’idea nacque alcuni anni fa, quando un esponente rabbinico cominciò a far visita ai correligionari in carcere, dato che secondo la legge argentina ogni prigioniero ha diritto a un sostegno spirituale di due ore la settimana. Fra gli ebrei in particolare è forte il senso di appartenenza: non è tanto la distribuzione di challot per il Sabato o le matzot per Pesach, quanto l’apertura della sinagoga che consola della mancanza di libertà.

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