Stato palestinese: Negoziati o dichiarazione d’indipendenza?

È stato reso noto il 27 maggio l’appello firmato da ventuno intellettuali israeliani favorevoli alla dichiarazione di indipendenza unilaterale della Palestina.

Fra i firmatari ci sono anche l’ex presidente della Knesset, Avraham Burg e il premio Nobel Daniel Kahneman.

L’appello, che è stato elaborato da un gruppo di personalità israeliane vicine al Movimento di Solidarietà con Sheikh Jarrah (Gerusalemme est) si rivolge in particolare all’Europa e alla comunità internazionale e vuole rappresentare una risposta alle dichiarazioni contrarie all’indipendenza unilaterale espresse nei giorni scorsi da Barack Obama e Benjamin Netanyahu.

Nel testo dell’appello, fra le altre cose, si legge: «La dichiarazione palestinese d’indipendenza è allo stesso tempo una sfida e una opportunità per entrambe le parti. È un momento decisivo». «Il fallimento della comunità internazionale e in primo luogo degli Stati Uniti di rilanciare i negoziati, evidenzia una realtà innegabile e sconcertante: la pace è stata presa e imprigionata dal «processo di pace». «Di fronte ai continui rinvii e alla sfiducia reciproca, la dichiarazione palestinese di indipendenza non solo è legittima ma rappresenta anche un passo positivo e costruttivo per entrambe la nazioni». I firmatari non si dicono contrari a scambi territoriali tra Israele e Palestina nel quadro di un accordo fondato sul ritiro israeliano sulle linee del 1967 (antecedenti all’occupazione dei Territori) e sono favorevoli alla proclamazione di Gerusalemme come capitale dei due Stati come pure al riconoscimento di Gaza come parte integrante della Palestina. Chiedono però che il «leader palestinese nella Striscia», ossia Hamas, accetti Israele (possibilità che il movimento islamico esclude). [Corriere della Sera, 27 maggio 2011]

Tu come la pensi? Sei favorevole o contrario alla dichiarazione di indipendenza palestinese, unilaterale e al di fuori di un negoziato?

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