Lettere a Yasha Reibman

Opinioni

“Il fatto che per aver difeso Israele e gli ebrei uno di noi venga minacciato di querela per un milione di euro mi pare sia una notizia senza precedenti.
Lo è anche la solidarietà che mi sta arrivando da ogni dove.
Penso sia il caso renderne conto: non siamo soli e non ci facciamo intimidire”.

Yasha Reibman, portavoce della Comunità ebraica
di Milano

Corriere della Sera 25 febbraio 2006

L’ERRORE DELLE SCUSE MANCATE

Oliviero Diliberto si ostina a non capire che la scena delle bandiere di Israele bruciate durante una manifestazione organizzata dal Pcdi è un’immagine troppo dolorosa, insopportabilmente dolorosa, per gli ebrei e non solo per gli ebrei. Oltre a dissociarsi, come peraltro ha fatto sia pur tardivamente, Diliberto dovrebbe chiedere scusa e spiegare che mai più il suo partito tollererà gesti che non sono segni di dissenso con la politica di Israele, ma provocazioni che rischiano di sobillare il peggior antisemitismo. E invece, il leader del Pcdi ha deciso di querelare Yasha Reibman della comunità ebraica milanese chiedendo un milione di euro di danni. Un’enormità. Un errore di metodo e di stile. Ritiri la sua denuncia, l’onorevole Diliberto: l’unico modo per dimostrare che alle sue manifestazioni non ci saranno più bandiere bruciate.

IL FOGLIO, 25 febbraio 2006
Al direttore – Sostiene Diliberto: “Nessuno si può permettere di scambiare le mie posizioni politiche per antisemitismo poiché tutti i miei atti, tutta la mia vita politica testimoniano una equivicinanza tra la Palestina e Israele”. Premesso che non sono il biografo di Diliberto, a me pare che mentre la vicinanza tra il segretario del Pdci e l’Anp è ben nota, quella verso Israele non penso l’abbia mai notata nessuno. Andare stringere le mani ai fanatici di Hezbollah (antisionisti, antisemiti, negatori della Shoah e finanziati da Ahmadinejad) che vogliono distruggere Israele non è un gesto né pacifista né equivicino.
Davide Romano, di Amici di Israele

Risposta del Direttore
Spero che Diliberto voglia scherzare quando chiede un miliardo di risarcimento a Yasha Reibman per aver questi detto che lui brucia in piazza le bandiere israeliane, quando è ovvio che si riferiva ai manifestanti da lui convocati. Spero che il Pdci, nato come un piccolo brontosauro ministerial-comunista nelle mani responsabili di Cossutta, non ecceda nelle goliardate in cerca di visibilità, ora che è nelle mani di Diliberto e Rizzo. Spero che questa campagna elettorale abbia già toccato il fondo, e si provi a risalire.

Caro Yasha,

Ci siamo conosciuti in occasione di una riunione del Direttivo di Radicali Italiani, e da allora non ho più avuto occasione di incontrarti di nuovo. Ho però seguito sulla stampa i tuoi numerosi interventi e continuo ad apprezzare i tuoi toni al contempo fermi e pacati. Leggo con stupore e indignazione che Diliberto ti ha querelato per l’intervista sotto riportata, e che pretende da te un milione di euro di risarcimento. Si pretende di negare ai portavoce delle singole Comunità ebraiche il diritto di denunciare quei politici che si rendono colpevoli d’antisemitismo, e ciò mi pare davvero folle: le Comunità dovrebbero limitarsi a condannare l’antisemitismo del secolo scorso, ma dovrebbero invece tacere su quello contemporaneo. Di fronte a queste pretese, voglio esprimerti tutta la mia solidarietà. Condivido appieno le cose che dici, e come te non riesco a cogliere alcuna differenza di rilievo fra l’antisemitismo di Luca Romagnoli e quello di Oliviero Diliberto. Il primo è però un personaggio dalla scarsa consistenza umana e politica, mentre il secondo è già stato ministro, ed è noto alle cronache per l’indecente spettacolo di un membro del governo che va ad accogliere all’aeroporto una terrorista come la Baraldini, quasi si trattasse di un’ospite di riguardo. Mentre Romagnoli lo si potrà incontrare al massimo allo stadio, Diliberto invece rischiamo seriamente di ritrovarcelo di nuovo in Parlamento e di nuovo al governo. Hai fatto benissimo a denunciare questo imminente rischio e te ne sono personalmente grato.

Coi migliori saluti,

Shaykh Prof. Abdul Hadi Palazzi
Direttore
Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana

Caro Yasha,

Con ritardo, ho saputo della causa di diffamazione a tuo carico. Volevo esprimerti la mia più sincera solidarietà e simpatia.

Permettimi anche di entrare nel merito della questione. Le posizioni politiche del partito e della persona che cercano di portarti in tribunale non sono mai state amiche di Israele, e su questo non occorre tanto argomentare. Mi sembra invece di poter notare che non siano nemmeno tanto sincere nei confronti dei palestinesi. Ricordo in particolare i manifesti di Diliberto che abbraccia Arafat, disseminati per Roma nell’autunno del 2003, dove il messaggio era molto chiaro: solidarietà con un leader che più di ogni altro ha portato calamità sul suo popolo. La recente vittoria di Hamas, che parte della sinistra radicale in Italia ha attribuito (sorpresa!) alla politica israeliana, è prova della posizione fallimentare di chi, in Europa e in Italia, ha per cinque anni insistito che Arafat e il suo partito dovessero essere trattati come legittimi e rappresentativi.
Le elezioni hanno dimostrato quanto poco popolari essi fossero e quanto scellerata sia stata la politica di sostegno ad Arafat e al suo partito, con finanziamenti e solidarietà, visto il loro crollo alla prima tornata elettorale dopo dieci anni di governo corrotto di Arafat e colleghi. Se Hamas ora guida la causa palestinese, e di conseguenza l’idea di due stati per due popoli che Diliberto dice di sostenere si allontana, lo dobbiamo a chi in Europa ha sostenuto Arafat senza comprendere le vere dinamiche politiche in corso nel contesto israelo-palestinese e nella regione. Parte della sinistra europea (e Diliberto ne fa parte integrale) ha illuso per troppo tempo i palestinesi offrendo loro un sostegno politico incondizionale e condiscendente, favorendo posizioni radicali e intransigenti e non facendo nulla per alimentare quel realismo politico così necessario a un compromesso e così assente invece sul versante palestinese. Quale che sia il giudizio del giudice, il giudizio della storia sarà molto negativo nei confronti di costoro.

Mi sento di dover aggiungere due ulteriori osservazioni che pesano a sfavore dei tuoi avversari.

Primo, un politico, godendo di tutti gli accessi ai mezzi di informazione che un privato come te non dispone, può rispondere a critiche anche dure attraverso i media. Portare i critici in tribunale, anche quando le critiche sono dure, è segno di una forma mentis che si avvicina pericolosamente all’idea che il dissenso vada azzittito, messo a tacere, censurato e neutralizzato in maniera permanente. Chiedere soldi a chi ti critica, manu iudicis, indica un tasso di tolleranza molto basso nei confronti dell’essenza della liberal democrazia, che è il dibattito tra posizioni diverse e spesso molto distanti. Diliberto avrebbe dovuto risponderti, esercitando il suo sacrosanto diritto di replica. L’uso delle vie legali mira non a ristabilire la verità, bensì a mettere a tacere chi lo critica.

Secondo, mi sembra poco credibile la posizione di Diliberto, visto che in passato, oltre al suo abbraccio ‘Con Arafat’, ha incontrato personalmente rappresentanti di Hizbullah, ha dichiarato di sostenere il diritto dei rifugiati palestinesi al ritorno, si è opposto alla partecipazione della fiaccolata di solidarietà a Israele dopo le dichiarazioni deliranti del presidente iraniano contro lo stato ebraico, ha preso provvedimenti contro chi dissentiva, e da ultimo ha mostrato cotanta reticenza a condannare una manifestazione dove bandiere israeliane sono state bruciate.

Mi auguro che il buonsenso prevalga. Parte della sinistra crede che l’antisemitismo stia solo tra quelli che fanno saluti romani e si rasano la testa. Occorrerebbe riconoscere che l’odio e il pregiudizio nei confronti degli ebrei invece è multiforme e non è monopolizzato da nessuno, ma ha contagiato e continua a contagiare il panorama politico europeo e italiano in maniera trasversale.

Qualsiasi cosa possa esserti utile sono a tua disposizione.

Un abbraccio affettuoso,

Emanuele Ottolenghi

Gentile Sig. Reibman,
ho appreso con stupore la notizia della querela a Suo
carico da parte dell’On. Diliberto per l’intervista
nella quale accomunava l’antisemitismo di destra a
quello di sinistra.
Condivido pienamente questo Suo pensiero:
l’antisemitismo, l’odio, la violenza, la negazione
della storia, non hanno colore e non diminuiscono di
gravità se portati avanti da Tizio anziché da Caio.
Sicuramente nessun giudice La potrà condannare per
aver espresso pacatamente la Sua opinione su fatti
incontestabili.
Fiducia nella Magistratura, ma anche nel Signore, che
non permetterà questa ingiustizia.
Con simpatia,
Mauro Pace, Bologna

Carissimo, amico anche se non ti conosco personalmente, desidero espremerti la mia solidarietà,per la vergognosa azione intrapresa nei tuoi confronti da Diliberto,che è anche un oltaggio a tutto il popolo di Israele
Massimo Misano

Desidero esprimerle il mio pieno appoggio e la mia solidarietà per aver avuto il coraggio di esprimere con forza e con chiarezza le sue opinioni riguardo gli estremismi politici.

Sarebbe cosa assai triste se un Tribunale finisse per accettare come valida l’istanza di Diliberto.

Shabat Shalom,

Guy-Edouard Lévy

Cara comunità ebraica di Milano

scrivo per esprimere stupore per l’intervista che oggi pubblica Repubblica a Yasha Reibman.

Sono un elettore del centrosinistra e un sostenitore dello Stato di Israele. Voterò forse la Rosa, anche per le posizioni pro-Israele di Pannella e Bonino. Per mettere le cose in chiaro.
Discordo molto dalle posizioni di Diliberto in politica estera, e non simpatizzo con la manifestazione pro-Palestina.

Tuttavia, leggo con stupore quello che Reibman dice a Repubblica: “Diliberto che, come Ahmadinejad, brucia in piazza le bandiere di Israele”. Possibile?
Diliberto ha condannato i manifestanti che hanno bruciato le bandiere di Israele e degli Stati Uniti, dicendo che si tratta di ‘imbecilli’.
Perché allora attribuirgli la stessa posizione? Perché arrivare a dire (se il giornale riporta l’intervista correttamente): “Diliberto che, come Ahmadinejad, brucia in piazza le bandiere di Israele”?
Questo è falso.

Io credo che sia del tutto legittimo ritenere e sostenere che il centrodestra sia meglio del centrosinistra in politica estera. Non lo condivido, personalmente, ma capisco che lo si possa ritenere.
Penso che – se di questo si tratta – si possa farlo onestamente ed esplicitamente senza ricorrere a falsificazioni.

Specialmente ora che la falsificazione della realtà in Italia sembra permeare tutti gli aspetti della vita pubblica – è davvero doloroso leggere che anche il portavoce della comunità ebraica di Milano si lascia andare a simili dichiarazioni. Doloroso per chi attribuisce sempre al vostro popolo l’amore della verità e la custodia della verità, per quanto scomoda.

Lorenzo Parmiggiani
Reggio Emilia

Grazie Yasha.
Da quando ti conosco finalmente posso andare in giro in Italia da ebreo per questo paese a testa alta, come tutti i cittadini italiani, finalmente c’è chi non ha timore di quanto i nemici del nostro popolo vogliono imporci, finalmente una voce forte e chiara dice semplicemente la verità, una verità che avevamo paura di pronunciare, perchè non sta bene, perchè altrimenti disturbiamo gli aguzzini.
E invece tu hai ragione Yasha, solo se non abbiamo timore di dire le cose come sono, potremo ottenere di essere rispettati da tutti, anche dai nemici del nostro popolo, e saremo parte di quella stragrande parte del popolo del paese in cui viviamo che ci è vicina e potremo essere parte delle sue libere scelte, come è giusto che sia.
Ti sono profondamente grato e ti sono a fianco in questi momenti in cui vieni addirittura minacciato di querela, conta su di me e considera pure che vorrei essere querelato insieme a te. Il significato vero di “comunità”, tu sei la nostra voce e, nel mio piccolo, io sono al tuo fianco.
Un caro saluto.
Roberto Mahlab, Milano

Solidarietà piena totale, incondizionata
ciao
Alex Vezzoli

Caro Yasha,
volevo solo esprimere tutta la mia solidarietà per te e la tua causa. E’
pura ipocrisia accusarti di diffamazione, quando stai dicendo la cruda
verità. Purtroppo siamo in un periodo in cui non è “corretto” esprimere
quel che avviene, ma bisogna sempre stare ad ascoltare i pareri di tutti,
metter sullo stesso piano le menzogne della propaganda antisemita e la
cronaca di quel che avviene nel Medio Oriente. E’ pura ipocrisia
distinguere tra antisionismo e antisemitismo, nel momento in cui gli
“antisionisti” che “criticano il governo di Israele” giustificano gli atti
di un partito che, nel suo stesso statuto, si ripromette di sterminare gli
Ebei, come ai tempi del nazismo. E’ per questo, caro Yasha, che hai tutta
la mia solidarietà. Vai avanti così!

Stefano Magni (giornalista de L’Opinione)

Per la querela ricevuta dall’on. Diliberto invio a Yasha Reibman la mia
solidarietà. Sinceri saluti e…auguri alla città di Milano che amo molto e a
cui devo molto.
Galliano Nabissi
ex presidente associazione di amicizia Marche-Israele

Anche io mi associo alla solidarietà verso Reibman, che ho citato in mio
articolo nel quale chiedevo le dimissioni di Bertini.
Gianmario Mariniello
Dirigente Nazionale Azione Giovani.

Nonostante la mia simpatia per la sinistra, esprimo la mia totale solidarietà
a Yasha Reibman per l’ignobile e vergognosa querela ricevuta dal
nazicomunista Diliberto.
Stefano Cattaneo

Purtroppo da troppo tempo in Italia come in Europa non vi è più il coraggio
di contrastare l’arroganza di chi sta imponendo modi di pensare e di vivere
che non rappresentano le nostre radici. Si vuole mettere a tacere chi
esprime liberamente la verità, sopratutto quando si cerca di far sentire e
di difendere le ragioni dell’unico Stato veramente democratico che esiste
nella regione mediorientale: Israele . Allora eccoli pronti a querelare ed a
intimidire. La Storia, che ha sconfessato certe ideologie, a qualcuno non
ha insegnato nulla!!!
Nel mio piccolo,come ho sempre fatto, dico no a tutto questo e mi unisco a
Voi nell’esprimere la mia solidarietà e quella della Associazione Italia
Israele Varese – Alto Milanese a Yasha Reibman per questa “assurda”
vicenda.
Rossano Belloni
Presidente di Italiaisraele Varese Altomilanese.

La solidarietà non può mancare, ovviamente
non capisco nemmeno poi xchè Diliberto si “arrabbi”; come la pensi, come si
comporti e a quali cortei partecipi penso sia cosa nota … e per lui
momento di notorietà.. poi forse si accorge di averla fatta troppo grossa e
pensa di pulirsi la coscienza con una querela…
che poi la sinistra estrema sia fondamentalmente contro gli ebrei, contro
Israele è un fatto noto. Che poi questo essere “contro” rischi di
trasformarsi o si trasformi in un sentimento antisemita diventa purtroppo
abbastanza naturale.
Ricordo che nel 2003 in occasione della Mostra su Giorgio
Perlasca organizzata a Carpi, all’interno del Museo del Deportato, una parte
dell’amministrazione affiancò, sempre all’interno del Museo, una serie di
foto (ne allego un paio) di ragazze velate, arabe insomma, sotto le frasi di
condannati a morte e deportati nei campi di sterminio.
Facile il parallelismo per altro spiegato tranquillamente ai visitatori
(specie scolaresche… ) dalla cooperativa di guide:
se negli della guerra gli ebrei venivano perseguitati e mandati nei campi di
sterminio, ora gli ebrei perseguitano, uccidono gli arabi.
E dal 2003 nulla è cambiato, anzi.

E’ triste che per poter pensare di vincere una competizione elettorale, sia
il centro destra che il centro sinistra debbano arruolare sotto le loro
bandiere estremisti di diverso colore ma che almeno sul terreno
dell’antiebraismo, antisemitismo sembrano ritrovare, sia pure con
motivazioni diverse, un minimo denominatore comune.

Ed e’ ancora più triste pensare che poi si ritroveranno in Parlamento.

Se i due schieramenti avessero il coraggio, con un patto comune, di
rinunciare a simili alleanza, a simili personaggi, sarebbe una bella cosa,
un segno di maturità e di democrazia.
In Germania gli ex comunisti da una parte e i neonazisti dall’altra sono
esclusi da ogni accordo elettorale; in Francia Le Pen lo stesso.

Qui invece corriamo dietro ai vari Diliberto e Romagnoli, senza poi
allargarsi ad altri.
Di strada ne dobbiamo fare e tanta…..

Franco Perlasca
Presidente associazione Giorgio Perlasca.

Solidarietà a Yasha anche da parte mia.
Ben conosco e ricordo la strafottenza della sinistra “radicale” mescolata alle
meno libertarie espressioni dell’anarchia. Dicono di criticare la politica
israeliana, ma quale che sia stato il governo in Israele l’hanno sempre
criticato!
Non sono antisemiti, dicono. Ma quando parlano di un ebreo che sceglie di
andare a vivere in Israele lo definiscono “sionista”, non dissimulando una
sorta di disapprovazione e questa parola – che semplicemente indica il
desiderio di ritorno a Sion – diventa sinonimo di qualcosa di
impronunciabile.
E io, ebrea per scelta, non posso che dire basta a questa sinistra che
addirittura si inalbera e minaccia rappresaglie legali se le si consiglia di
leggere due libri sulla Shoah.
Noi ebrei, noi amici d’Israele, noi cittadini (ebrei, cristiani, islamici) di
buon senso non bruciamo le bandiere in piazza, non citiamo i nostri avversari
di pensiero in tribunale…neanche mettiamo a ferro e fuoco le ambasciate per
qualche vignetta. E se ci viene consigliata qualche buona lettura diciamo
grazie!
Yasha, todà rabà.
Daniela Santus
Docente universitaria. Torino

a Yasha
SOLIDARIETA’ AMICIZIA, CONDIVISIONE
MT

Massimo Teodori

Ho scritto due righe al Rabbino.
Esprimi tu la mia solidarietà a Yasha.

CIAO!!!
Suor Elisabetta

Mi associo ovviamente alle attestazioni di solidarietà.
Credo, però che è molto più utile raccogliere il materiale incriminante su
Diliberto, dalle sue espressioni fino a quello che ha fatto e quello che è
scritto sul sito ufficiale del suo partito
Shalom
Noury

Caro Yasha,
ho sentito della querela di Diliberto e non sono stupita da tanta arroganza.
Chi se non una persona come lui poteva arrivare a tanto? Si e’ inervosito
perche’, in prossimita’ di elezioni, non vuole passare per antisemita e
allora, dopo aver preso furbescamente, le distanze dalla sua base
bruciabandiere, si e’ poi scagliato contro di te per ribadire che lui e’
innocente e che il cattivo e’ l’ebreo che lo accusa.
E’ un vizio della sinistra quello di querelare in nome della “liberta’ di
opinione”, stile comunista, naturalmente.
Caro Yasha, ti esprimo tutta la mia solidarieta’ e il mio affetto, sperando
che questa storia si sgonfi mostrando tutto il ridicolo di cui e’ intrisa.

Con affetto
Deborah Fait

Le scrivo per esprimerle la mia solidarietà per la disavventura che deve subire a causa di Diliberto.
Da persona prima e da italiana poi sono veramente “incavolata” mi passi il termine che ci troviamo a correre il rischio di essere rappresentati da gente di questa levatura morale, che è pari al livello di un fondale marino nella fossa delle Marianne.
Se però penso a quell’ignobile sindaco che ha dedicato una Via ad Arafat, mi si contorcono le budella e come dico spesso a Deborah Fait, non riesco a capire come facciate ad avere ancora così tanta forza d’animo per questo secolare odio che si trascina da millenni, di generazione in generazione.
Mi sono fatta una mia convinzione: in realtà è invidia, voi siete il popolo eletto, nel vero senso del termine e questo li manda letteralmente in bestia, d’altra parte questo è ciò che sono.
Per quel poco che posso fare, se desidera pubblicare qualcosa sui miei siti, io ne ho un paio che si dedicano alla politica e al sociale http://www.lisistrata.com e http://www.shockvillage.com

Tenga duro, lo faccia per se stesso e dia battaglia questa gentaglia, sanno fare questo e basta offendere, offendere, offendere e poi fanno gli ovvesi rivoltando la frittata.

Adriana Bolchini

Signor Yasha Reibman,

voglio esprimerLe la mia solidarità, con la promessa di una preghiera al D-o d’Israele.

L’Eterno La benedica oggi e sempre con tutta la Sua Comunità.

Voglia gradire l’espressione della mia più profonda stima.

Suor Elisabetta Locati
Monastero S. Rosario
BG

Solidarietà piena, completa, totale… e se posso fare qualche altra cosa, ben volentieri.
E. Samarelli

Io e i miei fratelli ti esprimiamo il massimo sostegno,
difendiamo il tuo diritto ad aver espresso le tue giuste idee nell’intervista a Repubblica.

Musci

Mi chiamo Daniel e sono ragazo ebreo della comunità da Roma, desidero a nome mio e di tutta la mia famiglia esprimerle la mia solidarietà e il mio supporto per la vergognosa vincenda diliberto (appositamente scritto senza maiuscola).
Il nostro popolo è uno, nel bene e nel male.
Am Israel Hai

Carissimo Yasha,
desidero esprimerTi la mia più sincera ed affettuosa solidarietà per la vicenda che Ti vede protagonista.
Ho davanti agli occhi l’immagine di Diliberto in prima fila alla manifestazione, occhiali scuri (per ripararsi dal sole o non farsi riconoscere?) ed espressione tartufesca.
Forse ora, accortosi di aver pestato una m…., cercherà di “riparare” in qualche modo, ma, come dicono a Trieste, è peggio il tacòn del buso.
Un caro saluto da
Mara Marantonio Bernardini (Bologna)

Caro Yasha

Sono appena tornato dalla nostra amata Israele.

Io e la mia famglia Ti siamo vicini, Ti esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

con affetto, un sincero shalom

Settimio Di Porto

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