Verso la Terra Promessa passando dall’Italia

di Nathan Greppi

L’epopea degli ebrei scampati alla Shoah. Sono molti i profughi che non hanno dimenticato come l’Italia li abbia accolti per poi consentirgli di partire per Israele. Oggi un libro ricorda la loro storia

Oggi gli italiani sono poco consci del ruolo che il nostro paese ha avuto, negli anni ’40, nel permettere a migliaia di ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio di imbarcarsi di nascosto per raggiungere l’allora Palestina Mandataria, e contribuire a porre le basi per la nascita dello Stato d’Israele. Eppure, ci sono molti profughi che non hanno dimenticato come l’Italia li abbia accolti per poi consentirgli di partire in cerca di una nuova casa dove poter ricominciare daccapo, tanto che La Spezia venne soprannominata “La Porta di Sion”.
Una storia che ha suscitato curiosità anche all’estero, al punto che la giornalista e storica inglese Rosie Whitehouse vi ha dedicato il libro La spiaggia della speranza, che racconta le vicende degli ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento nell’Europa orientale e che hanno transitato per l’Italia per poi raggiungere la loro nuova terra in particolare sulla nave Wedgwood, che nel 1946 partì dal porto di Vado in Liguria per trasportare oltre 1.000 ebrei fino a Haifa. Per raccontare le storie di coloro che hanno preso parte a questa impresa, la Whitehouse ha intervistato diversi testimoni di quei fatti e i loro discendenti, andando nelle loro case per conoscerli e approfondire chi erano e cosa hanno provato in quei giorni. Da questo punto di vista, l’autrice alterna resoconti storici fatti con uno stile accademico a veri e propri reportage nei luoghi che hanno segnato questa epopea e dove vivono oggi i diretti interessati.

Per documentarsi e raccogliere tutte le informazioni necessarie, ha viaggiato dalla Polonia all’Italia, dalla Germania a Israele, recandosi anche a New York.
Vi è un capitolo apposito anche su Milano, che comincia con una testimonianza dal binario 21. Attraverso le storie di grandi personaggi come i coniugi Enzo e Ada Sereni o Raffaele Cantoni, che fecero molto per assistere i profughi, ci si rende conto di come l’Italia abbia giocato un ruolo molto importante, che meriterebbe di essere maggiormente conosciuto.

Rosie Whitehouse, La spiaggia della speranza, traduzione di Giuliana Mancuso, Corbaccio,
pp. 348, 20,00 euro.