Tikkun Olam e Chutzpa: un invito sfrontato a riparare il mondo

Libri

di David Zebuloni

Da Israele sono partite innovazioni che hanno migliorato la qualità della vita dell’umanità intera. Per la tradizione ebraica è il Tikkun Olam, la riparazione dell’universo

Tra i precetti più importanti e meno conosciuti dell’ebraismo, vi è quello del Tikkun Olam. Un precetto piuttosto singolare, in quanto affida al popolo ebraico l’enorme responsabilità di “riparare il mondo”. Un po’ megalomane? Forse, ma le intenzioni del popolo ebraico sono assolutamente nobili e sincere. L’obiettivo infatti è quello di non pensare solo a se stessi e al proprio bene, bensì di interessarsi sempre anche a quello altrui. Di non limitare le proprie attenzioni al nucleo famigliare, bensì di estenderle fino ad arrivare al vicino di casa.
Ma come si ripara il mondo? Semplice, con un po’ di creatività e con una buona dose di chutzpa. Una qualità, quella della “sfrontatezza”, che ha caratterizzato il popolo ebraico nell’arco della storia, culminando nel ‘48 con la fondazione dello Stato d’Israele. Un istinto innato che ha permesso alla giovane Nazione di affermarsi in pochi anni nel campo della ricerca, della tecnologia, dell’agricoltura e della medicina.
Proprio di questo parla Riparare il mondo, innovazioni da Israele per l’umanità, di Avi Jorisch, già tradotto in trenta lingue e diventato best seller. Un’opera edita in Italia dalla casa editrice Proedi di Andrea Jarach, che ne cura la prefazione. “Dal Negev si sono originate tecniche che hanno migliorato la qualità della vita dell’umanità intera. Per la tradizione ebraica si tratta del Tikkun Olam, la riparazione dell’universo. Questo libro è dedicato alla relazione tra Tikkun Olam e i doni di Israele al mondo”, ha scritto Jarach, spiegando lo straordinario legame che unisce lo Stato Ebraico al resto del mondo: Israele inventa, migliora, crea – e il mondo ne beneficia.
Scopriamo dunque tra le pagine dell’opera le infinite invenzioni Made in Israel che hanno cambiato il mondo. Per esempio, i veicoli privati trasformati a regola d’arte in mini-ambulanze che offrono soccorso immediato al paziente, a seconda della vicinanza geografica del soccorritore. “Avevo dalla mia un’incredibile specificità israeliana – spiega l’inventore, Eli Beer – la chutzpa”. A proposito di sfrontatezza, il libro non illustra ai lettori invenzioni particolarmente complicate e articolate, bensì racconta quelle invenzioni geniali e rivoluzionarie, proprio per la loro assoluta semplicità. L’irrigatore a gocce è una di queste, un sistema d’irrigazione capace di far risparmiare un’enorme quantità d’acqua in quanto annaffia la pianta alla sua radice con una modesta quantità di gocce. E ancora, la mini telecamera da inghiottire che permette di esplorare l’intestino senza ricorrere all’invasiva colonscopia, rinunciando così al famoso e doloroso endoscopio.
Riparare il mondo, ecco. Migliorare la vita delle persone. Un obiettivo condiviso dall’editore dell’opera, che donerà il ricavato dalle vendite al programma educativo digitale per giovani Net@. Come spiega Jarach stesso: “Se stai leggendo queste righe hai probabilmente già contribuito alla crescita di Net@ e anche tu stai contribuendo al Tikkun Olam”.

 

Avi Jorisch, Riparare il mondo. Innovazioni da Israele per l’Umanità, Proedi editore, traduzione dall’inglese Manuela Della Porta (testo); Laura Grandini (appendice); Patrizia Masnini (note), pp. 220, euro 15,00, ebook 9,90. ordini@proedi.it

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