Seguire il filo della matassa, per ritrovare se stessi

Libri

di Roberto Zadik

Un racconto di vita di rara intensità, poesia e lucidità che conferma la  sensibilità della scrittrice e psicoterapeuta ebrea siriana Masal Pas Bagdadi. Dopo A piedi scalzi nel Kibbutz e Ho fatto un sogno, l’autrice si immerge nuovamente fra presente e passato nella sua stimolante interiorità.

Attraverso brevi flash e capitoli serrati ed efficaci, racconta “fotografie” della propria vita in una serie di mini aneddoti, mischiando temi biografici e punti di vista su diversi argomenti, dai sentimenti, alla religione, al rapporto con i suoi nipoti, estremamente intense le brevi descrizioni che l’autrice fornisce dei suoi parenti e del dialogo assieme a loro.

Poche e dense pagine in cui riaffiorano una vasta gamma di sensazioni e di ricordi che la sua prosa restituisce in tutta la loro intensità nell’incessante ricerca di un significato esistenziale, del “filo della matassa” che riempia il percorso umano da lei compiuto. In un misto di entusiasmo e lucido distacco, unendo  prosa e accenti poetici e filosofici, la scrittrice è in grado di coinvolgere, ma anche di spiazzare, di far sorridere e di commuovere, ricostruendo “pezzi” della propria vita.

Parlando di questioni famigliari, piuttosto che di sfide e ostacoli, fra questi la vita in Kibbutz fra amici totalmente laici e la propria identità ebraica e il trasferimento da Israele dove è cresciuta a Milano, la sua indagine psicologica e esistenziale riguarda ogni aspetto del suo modo di essere che grazie a questa prosa così intensa l’autrice condivide creando una magica simbiosi con il lettore.

Masal Pas Bagdadi Il filo della matassa. Una storia intima, Belforte editore, pp. 127, 18 euro 

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