Quattro passi in serenità

Libri

di Ester Moscati

16_12-Marina DiwanPerché le anime scelgono di incarnarsi? Perché siamo usciti dal Gan Eden? Che cosa cerchiamo in questa vita e, soprattutto, come possiamo imparare a riconoscere il nostro valore e compiere un cammino spirituale che porti nel nostro quotidiano la serenità, la felicità e la possibilità di realizzare il nostro potenziale? Marina Diwan, che si definisce “ricercatrice spirituale”, risponde a queste domande con il suo nuovo libro Siamo anime ricche di valore e di qualità (Live Aid editore, pp. 139, euro 13,00, con CD). «Noi non abbiamo un’anima, noi siamo Anima – spiega – e riconoscere questa realtà è il primo passo verso la consapevolezza e la serenità». Giornalista, scrittrice e Counselor olistico, specializzata in Rebirthing e Reiki, nel suo studio di Milano insegna e pratica meditazione. E in questo libro illustra il cammino dei “quattro passi” mentre propone quattro meditazioni guidate, che si possono praticare anche attraverso il CD. «Chi sono io? è la prima meditazione e la risposta è Io sono un’Anima, ricca di valore e qualità. La consapevolezza di questo fatto aiuta l’autostima e la serenità nell’affrontare le sfide e i problemi della vita». Un cammino, quello attraverso la vita, nel quale non siamo soli. La seconda meditazione infatti parte dalla domanda Chi è con me? «Dio e le entità di Luce – dice Marina -. Dio, gli Angeli e gli Arcangeli sono entità di Luce, il cui scopo è l’evoluzione dell’umanità. Per questo ci sono accanto, se solo noi abbiamo la volontà di aprirci all’incontro, e chiamarli in nostro aiuto».

Marina Diwan

Marina Diwan

Possiamo meditare e chiederci – il terzo passo – Che cosa posso fare grazie agli “aiuti di Luce”? «Possiamo imparare a essere liberi “da” e liberi “di”. Liberi da paure, ansie, preoccupazioni, da attaccamenti e sofferenze e dai condizionamenti negativi che imprigionano il nostro potenziale; e liberi di sviluppare le Qualità della nostra Anima per superare le sfide della vita, trovare soluzioni, creare e crescere. Per questo, l’uscita dal Gan Eden è una scelta di conoscenza che la nostra Anima ha fatto; non è un “peccato”, non è “il peccato originale” immaginato dalla Chiesa». È, infatti, solo nel mondo fisico che è possibile l’esperienza del Bene e del Male; l’Anima pura, disincarnata, non può fare questa esperienza, attraverso la quale avviene il processo evolutivo. Uscire dal Gan Eden è la via scelta dall’anima per rafforzare le proprie qualità, mentre il nostro scopo, come anima, è tornare alla Luce, dopo aver sviluppato la conoscenza e la ricchezza interiore.
«La vita è un’esperienza di percezione che non può cambiare la realtà profonda dell’anima, il suo valore intrinseco. Per questo, attraverso la consapevolezza che si raggiunge con la meditazione, desidero far comprendere che l’ansia, il dolore, i sentimenti negativi di inadeguatezza e infelicità, non hanno ragione di essere perché tutto ciò che di apparentemente negativo ci si presenta nella nostra vita, è solo uno strumento di elevazione spirituale. Attraverso il senso del “limite” noi, in quanto Anima, possiamo stimolare le qualità positive. Se ci troviamo ad affrontare una situazione difficile, affiniamo le qualità del Coraggio e della Determinazione; se ci troviamo di fronte ad un nuovo progetto professionale, sperimentiamo la Creatività e la Costanza; una nuova relazione stimola le qualità dell’Amore e della Fiducia».
Il quarto passo del cammino proposto da Marina Diwan risponde alla domanda: Come posso sentirmi? «Riconoscente. La Riconoscenza è l’unione di “riconoscimento” e “gratitudine”. È dal riconoscere il proprio valore e lo scopo della vita che nasce la gratitudine per i doni spirituali che abbiamo ricevuto. Questa è la base della serenità. Io lavoro per aiutare le persone in senso olistico, cioè tenendo conto della globalità della persona e favorendone l’equilibrio nei tre livelli principali di corpo, mente ed emozioni. Ho sempre creduto che noi siamo la nostra Anima e che siamo creature luminose e potenti».

Dalet di Gabriele Levy

Dalet di Gabriele Levy

I quattro passi del percorso presentato in Siamo anime ricche di valore e di qualità, nella Ghematrià corrispondono alla lettera Dalet, la “porta”, e simboleggiano la stabilità terrena, i punti cardinali, le stagioni. «Li ho sperimentati nel mio lavoro su me stessa e sulle persone – conclude Marina – e ho scelto di divulgarli attraverso questo libro perché li considero la porta di accesso alla natura spirituale e i punti fermi per vivere serenamente».

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