“Quanta vita, improvvisamente, dietro le spalle”

Libri

di Fiona Diwan

Tenebra come dono, assenza come paradigma della vita. Esce la quarta raccolta di poesie di Giovanna Rosadini. Un bilancio poetico ed esistenziale di rara bellezza. Ritmo, sonorità emotive, un verso maturo e ricco

 

Le tenebre come dono, il buio che nasconde una grande ricchezza, l’assenza come paradigma della vita, un vuoto ricolmo di presenza. Leggendo la quarta raccolta poetica di Giovanna Rosadini, una delle voci più vibranti della poesia italiana contemporanea, viene in mente la lotta di Giacobbe con l’angelo: affrontando l’angelo, cioè le proprie paure, le zone d’ombra, le debolezze, Giacobbe rinuncia al desiderio di sicurezza, torna in una notte antica e ancestrale. Ma accettando la sfida e confrontandosi col proprio avversario torna alla luce. Giacobbe ci dice che per guarire, bisogna accettare la propria ferita, la propria anima zoppa: solo questa consapevolezza ci consente di trovare le risorse per avere una vita buona e significativa. Ed è quello che fa Giovanna Rosadini con versi che sono una specie di bilancio a metà della vita, fra ricordi, snodi critici, gioie e regali inaspettati, vita che a ogni svincolo e passaggio di età offre sorprese e la possibilità di mettere a frutto quello che abbiamo fatto, chi siamo diventati, godendo degli affetti e relazioni che hanno dato senso e consistenza a ciò che siamo. Ritmo, sonorità emotive, un verso maturo e ricco.
“Siamo soli dentro la distanza/ perduti nel senso di mancanza…”, scrive Rosadini; siamo “un’anima slogata” sotto un cielo che è un campo azzurro, intatto e puro: possediamo solo sentieri che percorrono stanze invisibili dove alberga l’attesa di un qualcosa che somigli a una ricompensa, randagi esposti al cielo e alle intemperie. “Inseguiamo il fiore oscuro che lega insieme” perché è “lo sguardo degli altri a mantenerci in vita”, dice la poetessa. Nata a Genova circa 50 anni fa, Rosadini è stata editor in Einaudi. Con Fioriture capovolte ci racconta di quando, nella vita di ciascuno di noi, accade che corolle, petali e semi si espandano sotto terra e non verso l’alto, alla ricerca del senso profondo e di radici invisibili che diano nuova linfa alla nostra vita. Sapendo che il percorso che porta alla luce passa necessariamente per l’accettazione della ferita, per il confronto vero con la paura. “Si scrive sul vuoto e sull’assenza, assorbiti dal silenzio friabile di ricordi decomposti… Si scrive, ed è una lotta con l’ombra che sempre sfugge e sempre ci minaccia…”.

Giovanna Rosadini,  Fioriture capovolte, Einaudi, pp. 87, euro 11,00

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