Lechaim, a tutte le vite

Libri

C’è un un romanzo che aiuta bene a capire che cosa accada nella banlieue parigina in fiamme. Meglio: aiuta a capire che cosa succede della Republique e del suo progetto di integrazione.
Lechaim, a tutte le vite è il titolo, l’ha scritto Michael Sebban (edizioni Nutrimenti), e la storia è presto detta. Il professor S., ebreo, figlio di un macellaio di origine algerina, con infinito impegno insegna filosofia in un liceo di «frontiera».
Passa poi le serate a Belleville, nel caffè di un amico, a bere anisette, a mangiare olive e finocchi, a gustare il sapore delle proprie tradizioni.
Con gli studenti – tutti o quasi di origine araba – S. parla dei fondamenti e dei valori della società in cui vivono, convinto com’è che solo la passione per la vita può vincere l’odio di chi è pronto ad ammazzarti perché hai radici diverse dalle sue.
Battaglia disperata. I ragazzi (persino i pochi che lo ammirano e l’amano) non sanno che farsene di quei valori, e di quella società non vogliono far parte.
S. si scontra con qualcosa di assai più grande di lui. E si scontra però anche con l’ottusa e un poco antisemita burocrazia ministeriale. Soprattutto si scontra con i francesi.
Pian piano scopre che il suo Paese – ma è ancora così «suo» come ha sempre creduto? – ha fallito due volte: con i giovani arabi e con lui e quelli come lui.
Sconfitta su ogni fronte. Delusione. Rabbia. Paura.
«La cittadinanza repubblicana è ormai una parola vuota, l’integrazione dei cittadini una chimera. Bisogna rivedere le misure che proteggeranno gli ebrei di Francia. Le soluzioni sono da inventare. D’urgenza».

Lechaim, a tutte le vite, di Michael Sebban,
edizioni Nutrimenti, pp. 216, euro 14,50.

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