Le radici del conflitto israelo-palestinese secondo Bensoussan

Libri

di Nathan Greppi
Il libro dello storico francese riesce a spiegare in maniera semplice ma chiara un capitolo storico tanto complesso anche ai lettori meno esperti, rivelandosi una bussola per orientarsi in mezzo alla confusione imperante.

Negli ultimi anni di guerra dopo il 7 ottobre, la polarizzazione del dibattito pubblico è tale che ad essersi ritrovato sul banco degli imputati non è stato solo l’operato dell’attuale governo israeliano, ma l’intera storia d’Israele e del sionismo. Un movimento di liberazione nazionale viene sempre più spesso equiparato ai colonialismi dell’800, mettendo in atto una vera e propria riscrittura della storia.

Per riportare al centro del dibattito i fatti storici mettendo da parte le narrazioni faziose, è assai utile un recente saggio dello storico francese Georges Bensoussan, intitolato Le origini del conflitto arabo-israeliano (1870 – 1950).

Il libro comincia spiegando qual è l’origine del termine “Palestina”, che di fatto è un’invenzione occidentale: il primo ad usare tale espressione è stato lo storico greco Erodoto nel IV secolo a.e.v., per identificare il territorio dei filistei, mentre nel 135 e.v. l’imperatore romano Adriano ha ribattezzato la Giudea con questo nome dopo la rivolta di Bar Kochba, mentre gli ebrei non hanno mai smesso di riferirsi a quella terra come ad Eretz Israel. E fino alla fine della Prima Guerra Mondiale, il territorio in questione era parte della provincia siriana dell’Impero Ottomano.

Successivamente, viene illustrata la nascita nella seconda metà dell’800 del movimento nazionale ebraico, ovvero il sionismo, nonché dei primi movimenti nazionalisti arabi nella prima metà del 900. Questi ultimi presero posizione contro il sionismo già nel lustro precedente allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Un certo spazio è dedicato anche alla rinascita dell’ebraico come lingua parlata e letteraria, che ha accompagnato lo sviluppo del movimento sionista.

Dopo la fine della dominazione ottomana, viene trattato il periodo del Mandato Britannico, che vede consolidarsi sia il focolare ebraico sia il rifiuto arabo verso la convivenza tra i due popoli. Dopodiché, si arriva prima ai ruoli che ebbero ebrei e arabi in Palestina durante la Seconda Guerra Mondiale, e infine ai combattimenti tra i due gruppi che nel maggio 1948 sfociarono nella Guerra d’indipendenza d’Israele.

Il libro di Bensoussan riesce a spiegare in maniera semplice ma chiara un capitolo storico tanto complesso anche ai lettori meno esperti, rivelandosi una bussola per orientarsi in mezzo alla confusione imperante.

 

Georges Bensoussan, Le origini del conflitto arabo-israeliano (1870-1950), traduzione e curatela di Claudia Bourdin ed Emanuel Segre Amar, Salomone Belforte, pp. 162, 25,00 €.