La vita esplode nell’Alto Nido

Libri

di Marina Gersony

Una villa diroccata, una famiglia che se ne innamora, la storia restituita alla luce

Si chiama Roxane van Iperen, è un ex avvocato, giornalista e scrittrice olandese poco nota al pubblico italiano che ha scritto un gran bel romanzo. Si intitola L’Alto Nido e – come recita il sottotitolo – è la storia vera di due sorelle ebree durante la Resistenza, di una villa trasformata in rifugio e di un tradimento inevitabile. «Alla fine dell’estate 2012 – racconta l’autrice – io, mio marito e i nostri tre bambini, insieme a tre gatti e a un pastore tedesco, ci trasferiamo in una roulotte nel giardino dell’Alto Nido e diamo inizio al lungo restauro di questa villa speciale».

I due coniugi, innamorati a prima vista dell’incantevole dimora nascosta nel bosco poco fuori dal villaggio di Nardeen, a est di Amsterdam, decidono quindi di acquistarla. Durante i lavori di restauro il caso vuole che la villa sveli un segreto: «A mani nude strappiamo via la moquette e, quasi in ogni stanza, nei pavimenti in legno e dietro tavolati logori scopriamo botole e nascondigli in cui giacciono mozziconi di candela, spartiti musicali e vecchie riviste della Resistenza antifascista. Ed è così che inizia anche la ricostruzione della storia».

Il lettore si immerge così in una vicenda appassionante che tiene incollati fino all’ultima pagina: chi avrebbe mai detto che quella villa affascinante e misteriosa, insieme ai suoi inquilini clandestini, sarebbe riuscita a non cadere nelle grinfie dei nazisti durante i rastrellamenti nell’Olanda degli anni Quaranta, grazie al volere delle due audaci sorelle Lien e Janny Brilleslijper? La famiglia Brilleslijper giunse all’Alto Nido in una gelida notte di inverno del ’43.

Da quel momento in poi Lien e Janny organizzarono una delle operazioni di salvataggio più ardimentose della Resistenza olandese all’occupazione nazista, proprio sotto il naso dei leader del NSB, il Movimento nazionalsocialista olandese che aveva sede nei pressi della villa. Le ragazze nascosero decine di ebrei clandestini che, oltre a un rifugio, trovarono anche il calore di una famiglia allargata che traboccava di vitalità, affetto, solidarietà e creatività. Mentre la guerra infuriava tutta intorno, tra le pareti generose dell’Alto Nido la vita scorreva gioiosa in una comune di artisti che componevano e suonavano musica tra le risate dei bambini. Il resto, fra colpi di scena e vicende sorprendenti, è tutto da leggere.

Roxane van Iperen, L’Alto Nido, traduzione di Francesco Panzeri, Editore Bompiani, pp. 464, € 19,00

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