Il mondo di pietra dei lager nazisti

Libri

di Nathan Greppi
C’è il kapò che ascolta annoiato le storie degli altri internati, abituato alla morte che lo circonda ogni giorno; il prigioniero che riesce ad ottenere un incarico di prestigio come scrivano tramite conoscenze per avere una condizione più agiata rispetto a quelli che invece devono lavorare nei campi; il sergente delle SS che viene ucciso nel corso di una rivolta dei prigionieri; e poi i soldati americani che vengono a salvarli, anche se spesso non riescono a capire il loro stato d’animo.

Questi e molti altri incontri vengono rievocati nei venti racconti semiautobiografici che compongono la raccolta Il mondo di pietra, ad opera dello scrittore polacco Tadeusz Borowski (1922 -1951) che durante la guerra venne rinchiuso ad Auschwitz e a Dachau per le sue attività giornalistiche ostili al nazismo.

I racconti, scritti in origine tra il 1947 e il 1948, non seguono un ordine cronologico definito, e sono ambientati in periodi diversi: molti raccontano l’esperienza del lager, dove le SS e i kapò potevano mandarti incontro alla morte per un capriccio, e il vivere in un ambiente tanto disumano corrompeva gli stessi internati al punto da tirarne fuori il lato peggiore. Ma ci sono anche quelli dove si parla della liberazione, quando la fine della minaccia incombente portò la speranza ma anche nuovi problemi. Inoltre, alcuni dei racconti iniziano con una dedica a qualcuno di importante per l’autore.

Come già fece lo scrittore tedesco Edgar Hilsenrath nel suo romanzo Notte, Borowski veicola attraverso le sue storie la tesi secondo la quale l’aspetto peggiore dei campi di concentramento non erano la fame o le malattie, e nemmeno le camere a gas; l’aspetto peggiore era il modo in cui cambiava gli stessi internati che, ritrovatisi di colpo a passare da una esistenza più o meno normale ad un mondo di morte e dolore, svelano gli aspetti più perfidi e brutali della propria natura. L’idea di fondo è che Auschwitz non era qualcosa di disumano, bensì risvegliava i lati peggiori dell’umanità.

 

Tadeusz Borowski, Il mondo di pietra, traduzione e cura di Roberto M. Polce, Lindau, pp. 112, 14,00 euro.

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