Il lager, visto da un prigioniero ariano

Libri

di Nathan Greppi

Polacco, poeta, giornalista, socialista… l’autore di questa raccolta di racconti ha vissuto la segregazione nazista, toccando il fondo dell’esperienza umana. Sopravvisse, ma per poco…

 

C’è la donna ebrea che si nasconde poco fuori dal Ghetto; il ragazzino in cella che non si separa mai dalla sua Bibbia; l’infermiere detenuto a Birkenau che invidia quelli ad Auschwitz per le condizioni meno gravi delle sue; per non parlare dei soldati polacchi che si battono con poca serietà.

Questi sono alcuni dei personaggi dei nove racconti, pubblicati per la prima volta nel 1947, che compongono il libro Paesaggio dopo la battaglia dello scrittore polacco Tadeusz Borowski. In queste storie, le vittime della guerra e dei campi di concentramento appaiono come persone che sono state private dell’empatia e della solidarietà a causa delle sofferenze subite e rese sempre più egoiste dalla perenne lotta per la sopravvivenza. Storie basate largamente sulle esperienze realmente vissute dall’autore che, pur non essendo ebreo, a 21 anni era stato internato ad Auschwitz per le sue pubblicazioni clandestine di poeta e giornalista di sinistra. Ed è proprio dal punto di vista di un internato “ariano” che viene spesso descritta la vita quotidiana nella Polonia occupata. I racconti sono tutti narrati in prima persona da personaggi diversi, accomunati però dalla rassegnazione nei confronti di un’umanità che in guerra sa svelare solo i propri lati peggiori. Per ironia della sorte, la speranza di sopravvivere era ciò che rendeva gli internati più propensi a derubare, uccidere e prostituirsi pur di vivere anche solo un giorno in più. A ciò si aggiunge il fatto che spesso gli internati non ebrei erano antisemiti quasi quanto i tedeschi, e anche chi al di fuori del campo li aiutava, a volte lo faceva più per il proprio tornaconto che per solidarietà. Tutta questa rassegnazione nei confronti dell’umanità emerge chiaramente dalla vita di Borowski, che qualche anno dopo la guerra rinnegò la sua produzione letteraria precedente, compresi i racconti in questo volume, per diventare un burattino della propaganda comunista, fino al tragico suicidio avvenuto nel 1951. L’autore aveva solo 28 anni.

 

Tadeusz Borowski, Paesaggio dopo la battaglia, curatore Roberto M. Polce, editore Lindau, pp. 320, euro 24,00.

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